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Scuola paritaria: lo Stato italiano non discrimini le famiglie

Detrazione tout court dalle tasse del costo annuo della retta scolastica della scuola paritaria; determinazione del costo standard per alunno in modo da finanziare tutte le scuole pubbliche, senza alcuna distinzione tra scuole statali, paritarie e degli enti locali; infine provvedere ad un complessivo piano di  valutazione dell’intero scolastico perché tutte le scuole pubbliche – paritarie e statali – siano davvero “buone scuole” e vengano radicalmente rinnovati tutti gli istituti – statali, paritari o locali – che offrono un servizio scadente e incivile ai cittadini.

E’ questo il modo per rendere davvero effettiva la parificazione stabilita dalla legge Berlinguer n° 62 del 2000 che stabilisce ”il sistema nazionale di istruzione è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali”.

Una norma questa che – come tante leggi statali – non risulta attuata in quanto attualmente per una famiglia italiana scegliere la scuola pubblica paritaria comporta una spesa doppia: in pratica si pagano le tasse per il servizio pubblico di istruzione (che come visto comprende, per legge, anche la scuola paritaria) ma anche la retta scolastica della stessa scuola paritaria.

“Chiediamo che lo Stato ponga al centro lo studente e non discrimini le famiglie che decidono di far educare i figli presso le scuole pubbliche paritarie imponendo a loro carico costi ulteriori rispetto a chi sceglie le scuole pubbliche statali, in tal modo ledendo il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione Italiana”, si legge in una petizione avviata sulla piattaforma CitizenGo da Suor Anna Monia Alfieri, presidente della Federazione Istituti di Attività Educative della Regione Lombardia, e da due mamme e cittadine italiane Maria Chiara Parola e Felicita Fenaroli (mamma e cittadina italiana). “Chiediamo inoltre il calcolo di un costo standard  per allievo (a fondamento di qualsiasi leva fiscale detrazioni, deduzioni e convenzioni, voucher e buono scuola) per il finanziamento dell’intero sistema pubblico d’istruzione, e un metodo di valutazione oggettivo di tutti gli istituti (che veda la chiusura dei cosiddetti “diplomifici”).

La petizione sulla scuola paritaria

Ogni scuola pubblica, paritaria o statale, ha la sua identità, espressa dal Piano Triennale dell’Offerta Formativa – si legge nella petizione che ha finora ricevuto quasi 40 mila sottoscrizioni -. Il genitore deve poter scegliere la migliore scuola per i figli, in una reale pluralità di offerta formativa: un principio statuito dalla nostra Costituzione e rispettato in tutti i paesi dell’Unione Europea.

scuola paritaria
Il corridoio di una scuola italiana con gli armadietti degli studenti: la “buona scuola” dovrebbe essere efficiente e valida senza distinzioni e discriminazioni

Le famiglie pagano le tasse con cui lo Stato finanzia il sistema nazionale di istruzione ma, se non sono famiglie più che benestanti non possono scegliere veramente: scegliere la scuola pubblica paritaria comporta infatti una spesa doppia. Si pagano le tasse per il servizio pubblico di istruzione (che comprende, per legge, la scuola paritaria) ma anche la retta scolastica della stessa scuola paritaria. Questo significa che le famiglie italiane non possono scegliere una scuola paritaria, se è migliore di una scuola statale, a meno che non siano abbienti.

Un grave limite che contrasta direttamente col principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 comma  della Costituzione Italiana che recita: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese“.

Quanto ai costi, si legge nella petizione, il costo per singolo alunno delle scuole pubbliche statali (dalla primaria alle superiori) si aggira sugli 8 mila euro mentre il costo medio della retta di una scuola pubblica paritaria è pari alla metà.

Nella petizione – che può essere firmata a questo link – si chiede al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Premier Paolo Gentiloni e al Ministro dell’Istruzione Fedeli:

  1. Che si legiferi subito sulla possibilità per le famiglie che scelgono le scuole pubbliche paritarie di detrarre tout court dalle tasse il costo annuo della retta scolastica;
  2. Che si determini il costo standard per alunno e si utilizzi quel criterio per finanziare tutte le scuole pubbliche (statali, paritarie e degli enti locali) per mettere ogni famiglia in condizione di scegliere la migliore scuola pubblica per i propri figli, tra statale, paritaria o degli enti locali;
  3. Che lo Stato provveda ad un intelligente piano di valutazione, affinché tutte le scuole pubbliche, paritarie e statali, siano “buone scuole” e si rinnovino radicalmente tutti gli istituti – statali, paritari o locali – che offrono un servizio al cittadino scadente e incivile.

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