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La comunità cagliaritana dei Salesiani si appresta a celebrare la festa di Don Bosco che si terrà il prossimo 31 gennaio e impegnerà sacerdoti, educatori, cooperatori, allievi ed ex allievi salesiani in una serie di celebrazioni che si protrarranno per circa dieci giorni. Dello stile educativo di don Bosco, così caratteristico e così attuale ancora ai nostri giorni, abbiamo parlato nei giorni scorsi in un approfondimento andato in onda sulle frequenze di Radio Bonaria che potete ascoltare in streaming in questa pagina.

Salesiani: lo stile educativo di Don Bosco

Don Bosco Don Bosco desiderava che i giovani sviluppassero un forte senso di appartenenza, una profonda disponibilità ad imparare, ma anche entusiasmo e gioia nel celebrare la vita e la capacità di sperimentare il senso profondo della loro esistenza. Per questo ha iniziato a lavorare con i suoi giovani in un ambiente semplice, costituito da una scuola, una chiesa, un cortile e una casa. Queste quattro parole sintetizzano in maniera efficace lo stile educativo di Don Bosco. La sua opera originaria, l’Oratorio di Valdocco di Torino, è stata infatti costruita proprio facendo riferimento a questi quattro ambienti.

Il suo stile educativo, ereditato dai salesiani di tutto il mondo, prevedeva che questi ambienti dovessero essere armonici, uno non doveva prevalere sull’altro. Se Don Bosco notava che un giovane stava troppo in chiesa e poco nel cortile si preoccupava. Se un giovane passava molto tempo da solo e non si trovava bene in mezzo agli altri, Don Bosco cercava di scoprire il perchè di questo atteggiamento. Se un ragazzo era sempre sui libri e non interagiva con gli amici, Don Bosco contattavagli insegnanti per aiutare il giovane a modificare questo atteggiamento e a ridimensionare il suo impegno scolastico. La caratteristica fondamentale dello stile educativo di don Bosco era l’equilibrio, la ricerca di armonia tra i vari elementi.

Don Bosco, che si ispirava a San Francesco di Sales, sapeva che i giovani hanno bisogno di scorrazzare, di fare chiasso e bruciare energia. Ma sapeva anche che hanno una grande capacità di spiritualità, sentono il bisogno di imparare, hanno diritto all’istruzione. E sapeva che per imparare i giovani hanno bisogno di un’atmosfera sicura e serena, come in una famiglia. Ogni ragazzo – secondo don Bosco – aveva dunque bisogno di una scuola, di una chiesa, di un cortile e di una casa.

Questa è una visione ancora attuale ai giorni nostri:oggi infatti i Salesiani continuano proporre nel loro stile educativo una riformulazione delle parole chiave di cui si è servito Don Bosco. La casa incarna il senso di appartenenza di un ragazzo, la scuola la sua necessità di apprendimento, la chiesa la sua necessità di trovare un significato alla sua vita e il cortile la celebrazione. Il fare festa, il gioco e l’allegria sono infatti un connotato importantissimo dell’educazione dei Salesiani.

Comprendere e assimilare queste quattro parole rende più facile per i genitori, per gli educatori e per chiunque condivida la missione nella famiglia dei Salesiani attualizzare le intuizioni di Don Bosco. Ancora oggi questi quattro concetti possono infatti essere un valido aiuto per aiutare i ragazzi a guardare con attenzione alla propria vita: quattro punti cardinali che contribuiscono ad orientare l’esistenza verso un cammino di vita il più possibile equilibrato e sereno.

(Testo liberamente tratto da The U.K. Bollettino Salesiano “Don Bosco Today”, Fr. David O’Malley, SDB).

Le celebrazioni dei Salesiani a Cagliari

A Cagliari le celebrazioni dei Salesiani per la festa di Don Bosco 2016 inizieranno venerdì 22 gennaio con un incontro sulla Beata cilena Laura Vicuña, una tra le beate più giovani venerate dalla Chiesa Cattolica.

Il 23 e 24 gennaio i cooperatori salesiani organizzeranno una Fiera del dolce.

Il 26 gennaio alle 18,30 nel salone della parrocchia di San Paolo è previsto un incontro per genitori, educatori e catechisti dal titolo “Educare? Ecco l’ingrediente segreto” con don Luigi Delogu, Docente dell’Istituto Teologico di Cagliari.

Il 27 alle 18,30 e il 28 gennaio alle 17 la compagnia Maga Gascar rappresenterà la storia di Don Bosco con la rappresentazione “Tutto è partito da qui“.

Il 26 27 e 28 gennaio alle 19,30 nella parrocchia di San Paolo sarà celebrato il triduo a Don bosco.

Venerdì 29 la festa si sposterà invece all’Istituto don Bosco di viale Fra Ignazio dove alle 17,30 è in programma il Commento alla Strenna 2016.

Sabato alle 16,30 nella palestra dell’oratorio di San paolo è prevista la Celebrazione eucaristica per tutti i bambini e ragazzi. Dopo una serata dedicata ai giochi, alle 20,45 è previsto un concerto-spettacolo del gruppo gospel dei Black Soul:Past e 2 Present“,

Domenica 31 gennaio, infine, alle 15 sempre nellla parrocchia di San Paolo ci sarà un incontro di tutti gli oratori cagliaritani.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

Un pensiero su “Salesiani: le quattro parole di Don Bosco”
  1. […] La comunità dei Salesiani si appresta a celebrare la festa di Don Bosco che si terrà il prossimo 31 gennaio e impegnerà sacerdoti, educatori, cooperatori, allievi ed ex allievi salesiani in una serie di celebrazioni che si protrarranno per circa dieci giorni. Dello stile educativo di don Bosco, così caratteristico e così attuale ancora ai nostri giorni, abbiamo parlato nei giorni scorsi in un approfondimento andato in onda sulle frequenze di Radio Bonaria che potete ascoltare in questa pagina. […]

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