Adolescenti: istruzioni per l’uso

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La sessualità di un adolescente e il suo modo di vivere le relazioni affettive nascono nella famiglia. Se un bambino ha acquisito dal rapporto con i suoi genitori la consapevolezza che l’amore è cura e attenzione è probabile che riesca a vivere serenamente le sue relazioni affettive, in caso contrario rischia di avere insormontabili difficoltà relazionali e di non saper distinguere, parafrasando il famoso film di Benigni e Troisi, l’amore da un calesse. Non solo: anche quando i nostri figli ormai adolescenti sembrano essere diventati lontani parenti dei bimbi che fino a pochi anni prima ci sbaciucchiavano e ci coprivano di coccole, in realtà ci fanno ogni giorno una radiografia e osservano a i raggi x la nostra vita affettiva: il nostro modo di vivere l’affettività è il modo migliore di comunicare ai ragazzi come può essere un’affettività soddisfacente.

Dell’affettività degli adolescenti e delle sue storture ai tempi di internet si è parlato nei giorni scorsi a Cagliari in un interessante incontro organizzato dall’Istituto Salesiano Don Bosco di Cagliari. Relatori : Don Lorenzo Ferraroli, Direttore del Cospes (Centro Psicopedagogico e di Orientamento Scolastico e Professionale), Psicologo e Psicoterapeuta, docente di Pedagogia all’Università Pontificia Salesiana (UPS) di Roma e Marina Duga, Pedagogista, Psicologa e Psicoterapeuta specializzata nei progetti di orientamento, educazione dell’affettività, consulenza e formazione nelle scuole.

Adolescenti: istruzioni per l’uso

cospes incontro adolescentiAdolescenti: istruzioni per l’uso dunque. Con qualche consiglio per essere dei genitori almeno decenti con i nostri inevitabili errori. “Il genitore perfetto è un disastro – ha detto don Ferraroli –: i genitori sono importanti per come esprimono l’amore e la gioia, anche nei loro errori quotidiani. Gli errori sono normali, l’importante è conoscere i propri limiti e soprattutto sapere di averli”.

Insomma quello che conta davvero per un genitore – è stato detto durante l’incontro – è riuscire a trasmettere l’amore ad un figlio. Quel “caro caro” che la mamma e il papà pronunciano accarezzandolo da quando è in fasce è per il bambino la prima esperienza d’amore, la prima carta d’identità. Caro si dice anche di ciò che ha un costo, un prezzo. E allora dietro quel “caro caro” c’è tutta la storia di tenerezza e di fatica tra un uomo e una donna che hanno accantonato un po’ di se stessi e le loro esigenze per mettere al mondo quel figlio.

La consapevolezza che l’amore è anche cura e sacrificio – ha spiegato don Ferraroli – è in pratica l’imprinting dato all’affettività del bambino e segna indelebilmente la sua capacità di stringere corrette relazioni nel futuro.

Quello stesso bambino, una volta diventato adolescente, anche se a volte si rivolge ai suoi genitori in maniera provocatoria e ostile, dal loro imprinting saprà riconoscere il giusto modo di vivere le sue relazioni affettive. Anche se il suo cognome – che da bambino era portato con orgoglio – per gli adolescenti diventa un peso quasi insopportabile perché rappresenta le regole che un ragazzo di quell’età vuole bypassare per cercare una propria identità. Ecco perché, ha concluso il direttore del Cospes, i genitori devono aver presente che “un ragazzo è sempre molto migliore dei suoi eventuali difetti”.

Il pericolo corre in Rete

Eppure nella maggior parte dei casi l’affettività dei ragazzi rischia di prendere la tangente. Come ha spiegato la dottoressa Marina Duga, le carenze affettive causano spesso negli adolescenti una grande instabilità emotiva, che in tanti casi si traduce in un abuso delle opportunità offerte dalla rete.

I dati della Polizia Postale dicono che tra i ragazzi di 13-17 anni è in costante aumento il fenomeno del sexting cioè la condivisione di testi, foto e video di carattere esplicitamente sessuale. E che facilmente, soprattutto tra ragazzi maschi di 16-17 anni, queste abitudini si traducono in estorsioni e ricatti ai danni delle ragazzine (il fenomeno della sexstorsion). Il che non comporta soltanto una distorsione del rapporto di coppia, ma anche il rischio di cadere nella rete di organizzazioni malavitose che sfruttano la situazione e a loro volta spesso ricattano gli adolescenti.

Ovviamente non tutta la rete è così. Esistono siti, come ad esempio quello dell’associazione dei ginecologi italiani, che offrono una corretta informazione sui temi della sessualità, fruibile da insegnanti, genitori e ragazzi adolescenti.

Eppure internet, spesso troppo sottovalutato dai genitori, è una bomba ad orologeria che mette a nudo le insicurezze e le inadeguatezze dei ragazzi mettendoli di fronte a rischi enormi. Su internet le relazioni non nascono infatti dalla conoscenza personale, ma da uno scambio di informazioni offerte a persone di cui spesso non si conosce la reale identità. Internet è impersonale, consente di abbattere le barriere del pudore e permette di essere al centro dell’attenzione. I mi piace aumentano l’autostima e aiutano a trovare un’identità. Ma questo è un fenomeno che dal punto di vista psicologico – ha detto la dott.ssa Duga – è sintomo di una grave inadeguatezza.

Oggi gli adolescenti  – che spesso vanno a scuola con le borse sotto gli occhi perché sono stati connessi per ore durante la notte – stanno abbandonando Facebook, che resta per lo più la piazza virtuale degli adulti un po’ frustrati.

La nuova frontiera sono i social dove i ragazzi adolescenti possono postare immagini che dopo poco tempo vengono cancellate. Oppure chat apparentemente anonime dove c’è chi lancia una domanda nel vuoto e altri che rispondono.

Dietro queste nuove abitudini dei nostri adolescenti c’è tanta curiosità, un grande bisogno di comunicare ad estranei delle faccende intime che mai si sognerebbero di rivelare ai genitori e a volte la semplice noia.

Nelle stanze rigorosamente sprangate dei nostri adolescenti, mentre i genitori ignari sono davanti alla televisione a sentire Renzi e Salvini a Ballarò, la comunicazione scorre velocissima. Ma tutto accade troppo in fretta.

E allora cosa fare per essere genitori più presenti per i nostri figli adolescenti? Pur i nostri errori e le nostre inadeguatezze?

Innanzitutto – è stato detto – i genitori non devono fare l’errore di demonizzare il sesso. “La sessualità – ha spiegato la dott.ssa Duga – è presente ovunque: qualsiasi relazione con un’altra persona è comunque sessuata”.

Il segreto sta nel riuscire a vedere, in quell’adolescente che apparentemente ci rifiuta e ci guarda un po’ torvo, sia il bambino che fino a qualche anno prima pendeva dalle nostre labbra che l’adulto che dovrà diventare.

Inoltre – ha consigliato la psicoterapeuta del Cospes – è opportuno non arrivare impreparati all’incontro con la sessualità dei figli adolescenti, ma essere disponibili a rispondere a tutte le loro domande. Anche a quelle più imbarazzanti.

Altro consiglio degli esperti è quello di evidenziare sempre la componente relazionale e affettiva della sessualità e richiamare i ragazzi ad avere sempre un forte senso di responsabilità per i propri atti. E’ importante mantenere sempre bene aperti i canali di comunicazione con i propri figli adolescenti preparandosi ad accettare anche punti di vista diversi. E poi ancora: fare attenzione a non confondere il ruolo femminile e quello maschile in famiglia, controllando il modo di parlare e le emozioni. Infine essere comprensivi ed avere la massima fiducia. Insomma: essere consapevoli che i nostri figli adolescenti non ci vogliono meno bene di quando erano piccolini, stanno semplicemente cercando il modo giusto per vivere la loro vita ed essere se stessi.

Gli adolescenti sembrano sordi alle nostre parole – ha concluso la dott.ssa Duga – ma osservano molto attentamente la nostra vita. Il nostro modo di vivere affettività è il modo migliore per comunicare ai ragazzi come può essere una relazione affettiva soddisfacente”.

In ogni giovane, anche nel più infelice, c’è un punto accessibile al bene

e il primo obbligo dell’educatore è di cercare questo punto,

questa corda sensibile del cuore, e tirare buon profitto.

(San Giovanni Bosco)

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