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Processi penali celebrati senza avvocati e senza imputati in violazione degli articoli 24 e 111 della Costituzione“. Sono in fibrillazione gli avvocati del Foro di Cagliari dove, ancora senza una comunicazione ufficiale, la regolare attività è improvvisamente ripresa ed è venuta meno la programmazione d’urgenza delle udienze determinata dall’emergenza Covid 19 e stabilita dal presidente del Tribunale cagliaritano.

Alla base del caos che, in attesa di chiarimenti ufficiali, sta creando grande confusione all’interno delle aule giudiziarie è l’entrata in vigore della Legge n. 70 dello scorso 25 giugno che ha parzialmente convertito il decreto legge 28/2020 facendo decadere tutti provvedimenti organizzativi emessi dai capi degli uffici giudiziari.

In mancanza di una comunicazione tempestiva agli operatori è giunta ai legali una mail informale del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati cagliaritani. “Il Presidente del Tribunale ci ha informalmente comunicato che, a seguito dell’entrata in vigore della Legge n. 70 del 25/06/2020, di conversione del D.L. 28/2020,  i provvedimenti organizzativi emessi dai Capi degli Uffici devono ritenersi decaduti e, pertanto, tutti i procedimenti già fissati verranno regolarmente trattati anche se non ricompresi nei ruoli di udienza a suo tempo trasmessi a questo Ordine e regolarmente pubblicati nel sito istituzionale“, ha scritto questa mattina ai colleghi l’avvocato Aldo Luchi.

Inevitabilmente però la maggior parte degli avvocati cagliaritani, non essendo stati prontamente avvisati e non avendo potuto avvisare i loro clienti, ha continuato a far riferimento agli elenchi dei processi tutt’ora pubblicati nei siti dell’Ordine e del Tribunale di Cagliari.

Da qui la protesta. “Gli imputati e gli avvocati non sono stati messi in grado di assistere ai processi perché confidavano tutti negli elenchi tutt’ora esposti nei siti dell’Ordine e del Tribunale – spiega un avvocato che preferisce rimanere anonimo -. Peraltro gli imputati dei processi che non erano negli elenchi nemmeno potevano entrare al Palazzo di Giustizia perché per entrare ci vuole ancora l’esibizione del proprio decreto di citazione a giudizio e la prova che il processo sia nell’elenco. In pratica solo chi si trova per caso a palazzo per altri processi in elenco sta sostituendo i colleghi d’urgenza con deleghe orali, ma gli imputati ovviamente non ci sono. Tutto perché il Presidente non ha comunicato formalmente l’avvenuta decadenza dei suoi decreti. Non solo agli avvocati ma nemmeno alla Procura”.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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