25.1 C
New York
martedì, Ottobre 20, 2020
Web Radio
Home Economia Dieci domande sull'affossamento della zona franca in Sardegna

Dieci domande sull’affossamento della zona franca in Sardegna

Nove “saggi” (cinque tecnici e quattro politici, equamente suddivisi tra maggioranza e opposizione) dovranno studiare una nuova proposta di zona franca in Sardegna da presentare al Governo nazionale. Nonostante la zona franca in Sardegna sia stata istituita sulla carta vent’anni fa da un decreto attuativo dello Statuto sardo concordato tra Stato e Regione ai tempi della Giunta Palomba e finora rimasto inapplicato, la nostra classe politica ha deciso di ripartire da capo e formare un gruppo di lavoro (previsto dalla Finanziaria regionale 2015) che dovrà studiare ancora il tema della zona franca e dare consulenza e assistenza alla Regione.

Nei giorni scorsi le commissioni Bilancio e Autonomia del Consiglio regionale hanno messo in scena l’ennesimo atto della telenovela sulla zona franca in Sardegna che da oltre decenni sta appassionando l’opinione pubblica isolana. Opinione pubblica che, nella confusione di leggi, direttive comunitarie, delibere di Giunta e provvedimenti di vario genere, non ha ben capito perché questo strumento, che avrebbe potuto aiutare l’economia della nostra regione, sia stato affossato per quasi vent’anni.

Container zona franca
Container al porto di Cagliari

Ecco alcune domande che sorgono spontanee su questa complessa vicenda iniziata con l’inserimento nello Statuto sardo dei punti franchi doganali.

Per quale motivo, nonostante siano state previste da una norma statutaria e dal suo decreto di attuazione (il n. 75 del 1998), in quasi venti anni le zone franche doganali di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme e Arbatax non sono mai decollate?

Perché non è stato dato corso alla legge n. 20 del 2013 che ha istituito la società “Sardegna Free Zone” prevedendo che il 33 per cento del capitale sociale della società che avrebbe dovuto gestire la zona franca in Sardegna fosse affidato ai Comuni sardi interessati?

Che fine ha fatto la proposta di modifica dell’articolo 12 dello Statuto sardo approvata nell’ottobre 2013 dalla Commissione Autonomia del Consiglio regionale che in pratica trasformava la zona franca doganale in una zona franca extradoganale (con punti di entrata e di uscita individuati nei porti ed aeroporti della Sardegna), equiparando dal punto di vista legislativo la nostra regione ai territori di Livigno e Campione d’Italia?

La zona franca urbana creata per il Sulcis Iglesiente è servita risollevare la regione più povera d”Italia?

La Sardegna ha usufruito delle risorse stanziate dal Governo per istituire le zone franche nei Comuni alluvionati dal ciclone Cleopatra dell’ottobre 2014 a patto che le stesse venissero perimetrate? Oppure quelle risorse sono state perse?

Stanno funzionando le zone franche “non intercluse” istituite un anno fa dalla Giunta regionale ad Olbia, Portovesme e Sant’Antioco e nelle zone industriali collegate? E’ arrivato il relativo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Qualcuno lo ha visto?

E ancora: che tipo di proposta dovrà presentare al Governo il comitato di saggi istituito dalla Finanziaria regionale 2015 al quale sono stati aggiunti quattro esponenti politici? Sarà una zona franca doganale come quella prevista dallo Statuto originario, o una zona franca extradoganale, come previsto dalla versione dello Statuto modificata sotto la Giunta Cappellacci? O una zona franca urbana come quella sulcitana?

C’è forse qualcuno che rema contro perché non ha interesse ad una Sardegna economicamente più forte e a cittadini più liberi?

Nel comitato di esperti previsto dalla Finanziaria sarà rappresentato anche il Movimento Sardegna Zona Franca che ha avuto il merito in questi anni di tenere sempre accesa la questione?

Per ora si può rispondere solo a quest’ultima domanda. Del comitato non farà sicuramente parte il movimento zonafranchista. E’ quanto sembrano significare le dichiarazioni del presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale che, intervistato dall’Unione Sarda, ha stigmatizzato le “tante volte in cui questo tema è stato trattato con superficialità, creando aspettative impossibili da soddisfare”.

“Nei giorni scorsi alcuni mezzi di comunicazione sardi hanno parlato di zona franca”, ha commentato nella sua bacheca Facebook Francesco Scifo, segretario politico del Movimento Sardegna Zona Franca. “Una sfilata di consiglieri regionali, senza alcuna competenza in materia, ha declamato frasi ad effetto davanti alle telecamere e si sono fatti una “Commissione” per ancora perdere tempo e mangiare a spese pubbliche”.

Ecco invece la legge che con la collaborazione della magistratura locale, dei Prefetti e delle amministrazioni dei vostri partiti non applicate in spregio alla legalità senza che nessun organo dello Stato vi sanzioni”, afferma il legale cagliaritano riferendosi alla legge n. 20 del 2013, per cui ogni Comune sardo ha il 33% della società di gestione della zona franca e i diritti speciali derivanti dalla legge n.762/73.

“Ora, tra breve, Vi preannuncio che verrà scippato ai Comuni sardi e alla popolazione, tutti ignavi e incapaci di capire la straordinaria risorsa economica e di autonomia che già ogni comune sardo ha e non sfrutta colpevolmente, il loro diritto attuale alle zone franche ed ai diritti speciali. Esiste qualche sindaco onesto? – si chiede Scifo -. Dubito a questo punto di trovarlo, ma se legge questo post forse capirà quello che dice la legge vigente: tra poco, se non si muove per fare applicare la legge, non avrà nulla perché la legge verrà abrogata per accentrare solo a Cagliari e vendere la gestione della zona franca a stranieri sottraendola alla popolazione. Questo è il loro programma: ve lo dico prima così lo sapete”.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

1 COMMENTO

  1. Mi é’ molto difficile non essere d’accordo con quanto sostiene Scifo nelle tesi di cui sopra: sindaci, consiglieri regionali, partiti e movimenti – inclusi quelli che si batterebbero per indipendenza e/o autonomia – evidentemente non capiscono o preferiscono non capire il significato politico/economico dell’essere Zona Franca. Non riescono a vedere il nesso tra l’essere “pocos” e quindi contare in proporzione sul piano generale (ma la Sardegna é anche qui una fragorosa eccezione: conta ancor meno di quanto é, basta guardare all’Alto Adige o alla Val d’Aosta!) e il peso politico/economico che gli altri (italiani compresi) riconoscerebbero alla Sardegna in caso di Zona Franca. Anche in questo, i politici sardi sono culturalmente, e “fatalmente”, arretrati, seppur non per propria scelta ma per “impostazione” dello Stato italiano. Ancora una volta la “questione sarda” é strettamente connessa al ritardo culturale della Sardegna e quindi di noi tutti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisment -Web Radio

Most Popular

5G, la Commissione UE pensa ad organismi indipendenti per la valutazione dei potenziali rischi sulla salute

Dopo la denuncia del legale cagliaritano Francesco Scifo, l'Europa fa marcia indietro: indagine sui potenziali rischi sulla salute derivanti dal 5G

Tribunale di Cagliari, salta la programmazione d’urgenza: processi celebrati senza avvocati e imputati

Avvocati in fibrillazione a l Foro di Cagliari dove, senza una comunicazione ufficiale, è ripresa la regolare attività ed è venuta meno la programmazione d'urgenza delle udienze determinata dall'emergenza Covid 19

Diamanti, i migliori amici degli investitori

Anche in Sardegna sempre più risparmiatori investono in diamanti: ma come distinguere una pietra preziosa di qualità da un fondo di bottiglia?

Racconti dalla Sardegna: concorso letterario per autori sardi

Al via la seconda edizione del concorso letterario Racconti dalla Sardegna indetto da Historica edizioni in collaborazione con il sito Cultora: scadenza il 1° marzo 2019

Recent Comments

Petizione per tutelare le storie di Villa Clara: un patrimonio abbandonato (Alessandro Zorco) - NewsRss24 Italia on Le storie di Villa Clara: un patrimonio abbandonato
Educazione: le parole di Don Bosco – Famiglia Cattolica on Salesiani: le quattro parole di Don Bosco
GENOCIDIO SARDO: DENUNCIA ALL’AJA | on Genocidio del popolo sardo: denuncia all’Aja
GENOCIDIO SARDO: DENUNCIA ALL’AJA | on Zona franca
La XXIX Marcia della Pace – Famiglia Cattolica on A Carbonia la XXIX Marcia della Pace
Santo Stefano: un piccolo gesto di unità – Famiglia Cattolica on Santo Stefano: un piccolo passo verso l’unità
Scrivere una lettera a Dio – Famiglia Cattolica on Concorso dell’Ucsi Catania: scrivi una lettera a Dio
Adolescenti tra la famiglia e il web – Famiglia Cattolica on Adolescenti: istruzioni per l’uso
IL PROFUMO ECOSOSTENIBILE DEL VETIVER - Diario della Coltivazione on L’orto sinergico e l’agricoltura a misura d’uomo
IL PROFUMO ECOSOSTENIBILE DEL VETIVER - Diario della Coltivazione on Il profumo ecosostenibile del Vetiver