Il Governo istituisce 61 zone franche

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In Sardegna sono in vigore 61 zone franche ma nessuno lo sa e la regione rischia di perdere l’ennesimo treno. Lo scorso 6 agosto il Governo Renzi, convertendo in legge il decreto 78/2015 emanato a giugno, ha istituito le zone franche nei 61 comuni sardi colpiti dal ciclone Cleopatra del novembre 2013. In pratica nell’art. 13 bis di quel provvedimento, sconosciuto ai più, il Governo Renzi ha stanziato 5 milioni per istituire le zone franche con annesse agevolazioni fiscali nei comuni sardi alluvionati. Queste agevolazioni potranno però concretizzarsi solo se le zone franche saranno perimetrate entro il prossimo 5 novembre. Il decreto ministeriale che deve perimetrare le zone franche e definire le agevolazioni alle imprese localizzate all’interno delle stesse – prevede la legge – deve infatti essere inderogabilmente emanato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.

Ad annunciarlo nei giorni scorsi sono stati i rappresentanti del Movimento Sardegna Zona Franca che hanno scovato la norma emanata dal Governo.

Entro il prossimo 5 novembre le 61 zone franche dovranno dunque essere perimetrate (cioè dovrà essere emanato il relativo decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti la regione Sardegna e il CIPE), in caso contrario la Sardegna perderà anche questa opportunità.

Visti i tempi lunghissimi impiegati per perimetrare la zona franca del porto di Cagliari è però molto difficile che si riesca a realizzare questa operazione in meno di un mese. Anche perchè, denuncia il Movimento Sardegna Zona Franca – la norma con cui il Governo istituisce le 61 zone franche è passata finora completamente inosservata. Nessuno sa nulla. A quanto pare, neppure i sindaci dei Comuni interessati.

Zone franche: il Movimento all’attacco

La Regione (Presidente Pigliaru) farà valere il diritto di tutta l’isola o abbandonerà le popolazioni degli altri Comuni lasciati fuori dalla perimetrazione, al loro destino di sottosviluppo?”, si chiedono i rappresentanti del Movimento Sardegna Zona Franca che annunciano una grande mobilitazione popolare per rilanciare la rivendicazione di una zona franca diffusa che riguardi l’intera Sardegna.

Nessun Comune sardo deve rimanere fuori dalla zona franca”, attacca il segretario del Movimento, Francesco Scifo, invitando alla mobilitazione cagliaritana “tutti i movimenti di qualsiasi colore e credo, anche chi in passato ci ha criticato o si è diviso”.

E’ giunto il momento di far sentire la nostra voce per chiedere alla Regione di reiterare la richiesta del 2013 che estende la zona franca a tutta l’isola – scrive sul suo profili Facebook la presidente del Movimento, Maria Rosaria Randaccio -. Stiamo organizzando un sit-in alla Regione con probabile data il 30 ottobre in occasione della riunione del Consiglio Regionale. Invitiamo tutti i movimenti che hanno a cuore il futuro della Sardegna a sostenere questo incontro mettendo da parte qualsiasi divergenza avuta in passato… Ora è il momento di stringere le mani di tutti i nostri fratelli sardi”.

Questo l’elenco dei 61 comuni interessati, che potrebbero perdere le agevolazioni per le zone franche se la perimetrazione non verrà fatta entro il prossimo 5 novembre:
Cagliari (9): Armungia, Ballao, Escalaplano, Esterzili, Seulo, Siliqua, Villaputzu, Villasalto, Villasor;
Nuoro (18): Bitti, Desulo, Dorgali, Galtellì, Irgoli, Loculi, Lodè, Lula, Macomer, Nuoro, Oliena, Onanì, Onifai, Orgosolo, Orosei, Posada, Siniscola, Torpè;
Oristano (11): Bauladu, Gonnostramatza, Marrubiu, Masullas, Morgongiori, Oristano, Palmas Arborea, San Nicolò Arcidano, Siris, Terralba, Uras;
Olbia Tempio (11): Alà dei Sardi, Arzachena, Berchidda, Buddusò, Budoni, Loiri Porto San Paolo, Monti, Olbia, Padru, Sant’Antonio di Gallura, Telti.
Medio Campidano (4): Pabillonis, San Gavino Monreale, Sardara, Villacidro;
Ogliastra (8): Arzana, Gairo, Jerzu, Seui, Talana, Urzulei, Ussassai, Villagrande Strisaili.

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