familismo

Ma veramente bisognava aspettare che venisse nominata la giunta Zedda bis per gridare allo scandalo e constatare che l’unica vera legge vigente a Cagliari è quella del familismo? Bisognava veramente aspettare che nell’esecutivo venisse nominato il figlio di un illustre politico di lungo corso per accorgersi che nella nostra città – tranne qualche eccezione – se non hai un cognome importante o degli amici di peso non vai da nessuna parte?

E’ divertente, se non ci fosse da piangere, constatare che oggi tutti si stracciano le vesti criticando le logiche con cui è stata composta la nuova Giunta comunale di Cagliari. Si stracciano le vesti le verginelle della destra, senza però pensare che per tanti anni la città è stata in mano a quattro o cinque grandi famiglie, parte integrante del centrodestra cagliaritano, che hanno lasciato agli altri solo briciole. E si stracciano le vesti anche le verginelle del centrosinistra, come se davvero qualche anima candida credesse ancora alla favola del giovane sindaco Zedda catapultato come un eroe nell’agòne della politica sarda, prima in consiglio regionale e poi in Comune, per i suoi meriti di illuminato statista e non – più realisticamente – agevolato nella folgorante carriera dalla sua appartenenza familiare all’establishment della politica cagliaritana (il padre Paolo, recita la sua biografia, è stato dirigente del Partito Comunista sardo ed amico di Giorgio Napolitano).

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Palazzo Bacaredda, sede del Comune di Cagliari

La capitale del familismo

La verità è che Cagliari, che nel corso degli anni ci è stata spacciata dalle varie amministrazioni comunali come capitale del Mediterraneo, capitale della cultura o oggi capitale dello sport, è da decenni la grande capitale del familismo e delle raccomandazioni. Tranne qualche caso sporadico, che fortunatamente esiste, nella nostra città vanno sistematicamente avanti per lo più i figli, i nipoti, i mariti, le mogli di qualcuno. O gli amici, i sodali o i conoscenti di qualcun altro. Sono questi personaggi che hanno sempre le opportunità migliori senza neanche sforzarsi più di tanto. Sono questi personaggi che – a livello comunale ma anche a livello regionale – ricevono gli incarichi pubblici, vengono nominati assessori, finiscono ai vertici delle amministrazioni, diventano dirigenti dei grandi enti e delle grandi aziende. Sono questi i personaggi che stanno nelle stanze dei bottoni e prendono le decisioni per tutti noi. Sono questi, alla fine dei conti, i personaggi che comandano. E comandano pure male perché, non avendo le competenze necessarie spesso possono prevalere sui loro subordinati solo con l’arroganza, la prepotenza e l’autoritarismo.

La verità, purtroppo, è che la logica del familismo e degli accozzi è la piaga che da cinquant’anni sta uccidendo questa città e questa terra. Una piaga antica che non ha niente a che vedere con la destra e la sinistra. Non ha neppure niente a che vedere con la vera politica, se non con la politica del potere e delle spartizioni. Il familismo che impera a Cagliari e in Sardegna è il motivo per cui tante persone di valore sono fuggite schifate dalla nostra isola avara di giustizia. E tante sono costrette a fuggire ancora oggi.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

Un pensiero su “Cagliari, la capitale del familismo”
  1. E i non eletti reimpastati e rifilatici in Assessorati e incarichi vari quali ringraziamento in quota coalizione?

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