A Carbonia la XXIX Marcia della Pace

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Colomba della pace

L’obiettivo, dal 1987 a questa parte, è quello di far dialogare costruttivamente realtà molto diverse tra loro che operano sul territorio sardo: volontariato, istituzioni, Chiesa, sindacati. Quest’anno la Marcia della Pace, giunta alla ventinovesima edizione – in programma il prossimo 30 dicembre a Carbonia – ha un significato simbolico ancora più forte. Perché quest’anno si terrà nel Sulcis, la provincia più povera d’Italia. In particolare nella città mineraria di Carbonia che in passato era famosa per dare lavoro e benessere a tante persone, ma oggi è purtroppo diventata, suo malgrado, sinonimo di disoccupazione, devastazione del territorio e povertà.

La XXIX Marcia della Pace

“Vinci l’indifferenza e conquista la Pace”. E’ questo lo slogan scelto dagli organizzatori della XXIX Marcia della Pace, presentata nei giorni scorsi nella sede della Caritas diocesana di Cagliari. Uno slogan che si rifà al messaggio che Papa Francesco lancerà il prossimo 1° gennaio 2016, in occasione della quarantanovesima Giornata mondiale della Pace, reso pubblico nei giorni scorsi e inviato ai potenti della terra. Messaggio in cui Bergoglio parla di “Globalizzazione dell’indifferenza”, atteggiamento pericoloso e che mette a rischio la pace in un mondo devastato da quella che il Papa definisce “una terza guerra mondiale a pezzettini” che non sta facendo che accentuare l’ingiustizia sociale e la forbice fra nazioni ricche e nazioni povere.

XXIX Marcia della paceOspite principale di questa edizione della Marcia della Pace sarà l’arcivescovo di Campobasso, già vescovo di Locri, Gian Carlo Maria Bregantini, unico prete-operaio d’Italia a diventare vescovo, che quando guidava la chiesa di Locri scomunicò gli uomini della ‘ndrangheta e da questi fu minacciato di morte perché aveva incentivato l’occupazione nel sud d’Italia sostenendo numerose cooperative di lavoro per giovani attraverso il Progetto Policoro voluto dalla Cei, togliendo così manovalanza alla criminalità organizzata.

Proprio ai giovani sarà dedicata la mattinata del 30 dicembre: i ragazzi saranno protagonisti di tre workshop che verteranno sui temi del lavoro, della povertà e dell’ambiente. La Marcia per la Pace partirà poi alle 15 dalla Grande Miniera di Serbariu per raggiungere Piazza Roma percorrendo via Antonio Gramsci (il politico e intellettuale sardo nei suoi scritti politici e sociali ha spiegato bene il significato di “indifferenza”). La XXIX Marcia della Pace si concluderà in Piazza Roma con l’intervento di monsignor Bregantini.

Quest’anno – è stato spiegato durante la presentazione – la Marcia per la Pace avrà una dimensione regionale. Dopo 29 anni di impegno da parte della Caritas di Ales-Terralba, infatti, i promotori hanno ritenuto necessario “coinvolgere tutta la parte sana della società sarda per ridare speranza ad una regione che più delle altre soffre il disagio della mancanza di lavoro, della crisi che ha colpito i nostri territori e che vanta il triste primato della regione più povera d’Italia”. «Se rafforziamo questo nostro stare insieme – ha detto il direttore della Caritas di Ales, don Angelo Pittau, ideatore e promotore della Marcia della Pace fin dalle sue origini – costruiremo cultura, lavoro, cittadinanza e pace».

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