Dopo quindici anni di attesa si avvicina in Sardegna la zona franca doganale che probabilmente potrà essere estesa a tutta l’Isola. L’Agenzia delle Dogane attende il piano operativo della zona franca di Cagliari per comunicare all’Unione Europea l’esistenza del punto franco cagliaritano. Non solo: l’agenzia non ha sollevato alcun rilievo sulla possibile estensione del decreto legislativo 75 del 1998 a tutto il territorio dell’isola utilizzando come punti di ingresso e di uscita gli scali portuali ed aeroportuali sardi. Dunque se il Consiglio dei ministri recepirà la delibera della Giunta regionale che modifica il Dpcm del 7 giugno 2001 accogliendo le istanze dei 340 comuni che hanno richiesto la zona franca doganale, l’esenzione dai dazi potrà essere estesa a tutta l’isola. Leggi di più
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Zona franca in Sardegna, pressing su Cappellacci
Zona franca. Forse siamo all’atto finale. Mercoledì prossimo scadrà il termine di sessanta giorni previsto dalla legge 20, approvata dal Consiglio regionale lo scorso 2 agosto: se entro questo termine il presidente della Giunta regionale non presenterà le sue proposte per rendere finalmente operative le zone franche doganali sarde le redini dell’operazione zona franca passeranno al Prefetto della Provincia di Cagliari e la Regione sarda sarà di fatto commissariata. Ieri, incontrando rappresentanti dei movimenti pro zona franca a villa Devoto il governatore Cappellacci ha assicurato che lunedì presenterà la proposta che finalmente, dopo quindici anni di inerzia della politica regionale, rende operativi i porti franchi contrattati nel 1998 dalla Giunta allora guidata da Federico Palomba. Ma c’è già - nei movimenti - chi inizia a dubitare della effettiva volontà della Regione di andare fino in fondo. Ieri, durante la riunione, i rappresentanti del comitato hanno messo un aut aut a Cappellacci: la proposta al Governo dovrà ricomprendere anche tutti i Comuni dell’isola. Non solo: hanno chiesto a Cappellacci di intervenire pubblicamente presso Equitalia per imporre delle limitazioni ai pignoramenti avviati dall’ente di riscossione, che stanno portando al fallimento molte aziende isolane. Leggi di più
Zona franca: la Sardegna incassa l’ok dell’Ue
Zona franca integrale in Sardegna? L’Ue non ha nulla in contrario. Lo ha annunciato questa mattina il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani incontrando a Roma il presidente della Regione Ugo Cappellacci e alcuni rappresentanti del Comitato Sardegna Zona Franca. In pratica l’Europa non ha nulla da ridire sull’esenzione dell’isola dal territorio doganale italiano, neppure per tutta la sua estensione. Tutto dipende, come al solito, dalla capacità – purtroppo storicamente quasi nulla – della Regione Autonoma della Sardegna di essere unita e di saper contrattare condizioni fiscali favorevoli con il Governo italiano. Leggi di più
Zona Franca in Sardegna, il Comitato insorge
Zona franca più vicina in Sardegna? La commissione Autonomia del Consiglio regionale ha varato ieri un progetto di legge nazionale che modifica il titolo terzo dello Statuto sardo, consente alla Regione di disporre esenzioni e agevolazioni per imprese sui dazi doganali e in pratica prevede anche il riconoscimento della zona franca fiscale. Sembrerebbe una grande vittoria per i sardi, ma questo provvedimento rischia di rivelarsi un boomerang. Il centrodestra esulta e parla di un netto passo avanti verso la richiesta di istituzione della zona franca integrale. Ma il progetto di legge non piace al Comitato Zona franca Sardegna che lamenta di non essere neppure stato sentito dalla commissione. “Questa legge è un pasticcio”, spiega Francesco Scifo, uno dei leader del Comitato insieme alla dottoressa Maria Rosaria Randaccio, “perché attribuisce le competenze in materia di zona franca al Parlamento italiano che non approverà mai una legge di questo genere“. In questo modo, secondo il comitato per la zona franca, la Sardegna rischia di perdere anche le prerogative conquistate con il decreto 75 del 1998 a causa di un provvedimento che contraddice anche la legge n. 20 approvata lo scorso agosto dal Consiglio regionale. Leggi di più
Finanziaria, la Sardegna e la sindrome di Tafazzi
Finanziaria: schiaffo del Governo alla Regione. Palazzo Chigi impugna la manovra. Quante volte chi ha scritto di politica regionale in questi anni ha titolato così. Praticamente ogni anno il Consiglio dei Ministri, qualunque fosse la maggioranza al timone e qualunque fosse il ministro per gli Affari Regionali di turno, ha infatti bocciato le manovre regionali, impallinando i timidi tentativi della Regione sarda di esercitare la sua statutaria autonomia fiscale. Leggi di più
Zona franca, ricerca della Cna
La zona franca integrale e iI regime fiscale di vantaggio ad essa collegato non sono sufficienti a colmare il gap competitivo della Sardegna senza interventi strutturali sui problemi che rendono la nostra una delle regioni meno competitive a livello europeo. Il tema della zona franca, in ogni caso, deve essere sottratto alla mera propaganda elettorale per essere approfondito adeguatamente con un dibattito costruttivo tra forze politiche, parti sociali e soprattutto Comitati che hanno intrapreso una battaglia collettiva per il bene della Sardegna. Come? Partendo, innanzitutto, dall’attuazione, dopo oltre 15 anni di inspiegabile attesa, dell’ormai famoso decreto legislativo n. 75 del 1998 che - emanato sotto la Giunta di Federico Palomba - istituisce la zona franca doganale nei porti di Cagliari, Portovesme, Arbatax, Olbia, Oristano. Se ne è parlato a Cagliari, durante la presentazione di una ricerca della Cna regionale che analizza la competitività della nostra regione all’interno del sistema Europa e colloca la Sardegna agli ultimi posti nel Vecchio Continente per la scarsissima competitività del suo sistema socio-economico. Leggi di più
Zona franca, una battaglia storica per la Sardegna
Zona franca integrale: la Sardegna intera potrebbe diventare un territorio extradoganale come Livigno e Campione d’Italia, esente in tutto il suo territorio dalle imposte indirette (Iva e accise) e da ogni altra imposizione fiscale da parte dello Stato. Attorno a questa ipotesi, una delle poche proposte concrete emerse in questi anni per risollevare la disastrata economia sarda, sta lavorando il Comitato spontaneo Sardegna Zona franca Integrale che da qualche anno cerca di far comprendere all’opinione pubblica questa opportunità che potrebbe rendere la Sardegna competitiva con le altre regioni italiane e al passo con gli altri paesi europei diminuendo i costi di produzione e tagliando i costi del lavoro.
Durante un’assemblea tenutasi sabato alla Fiera di Cagliari di fronte a circa 1500 persone il Comitato è riuscito a strappare al presidente della Regione Ugo Cappellacci l’impegno di convocare il prossimo 24 giugno una riunione straordinaria della Giunta regionale davanti a Palazzo Chigi, riunione per la quale si auspica la presenza bipartisan dell’intera classe politica sarda: parlamentari, consiglieri regionali e sindaci (nei mesi scorsi già oltre 300 Comuni sardi hanno deliberato per l’istituzione della zona franca nel loro territorio) in modo da fare pressione sul Governo italiano per il raggiungimento di questo risultato.
L’auspicio è quello di una mobilitazione in massa come la cosiddetta “vertenza Entrate” che sotto la Giunta di Renato Soru portò al riconoscimento da parte dello Stato delle entrate tributarie statali riscosse in Sardegna.

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