Archive for: ottobre 2013

Un altro piano di rinascita o politici più capaci?

L’ennesima mobilitazione organizzata mercoledì scorso a Cagliari da Cgil, Cisl e Uil riporta alla mente il famoso “Congresso del popolo sardo per la Rinascita” organizzato dalle Camere del Lavoro della Cgil nel maggio 1950. La Sardegna devastata dalla seconda guerra mondiale doveva ripartire e in quel convegno, presieduto da Emilio Lussu, iniziava la rivendicazione del Piano straordinario di Rinascita previsto dal famoso articolo 13 dello Statuto sardo, che avrebbe dovuto risollevare le sorti dell’economia isolana. La speranza era tanta in quel periodo. Si parlava di interventi per modernizzare l’agricoltura e gli allevamenti sardi, di cooperazione tra le piccole imprese, di programmazione dal basso, di decentramento e tante altre cose, belle e democratiche. La Sardegna produttiva, quella fatta di contadini e minatori, povera gente che viveva in un’isola dove mancavano le strade e dove in tante case non c’era neppure l’acqua potabile, credeva fosse arrivata finalmente l’ora della rivincita e del riscatto. Leggi di più

Sardegna 1, una tv pagata quattromila euro

La televisione Sardegna 1 è costata quattromila euro. Il prezzo di un buon televisore al plasma. Una smart-tv di ultima generazione con schermo ultrapiatto, decoder incorporato e possibilità di cambiare i canali con il telefonino. Peccato che anziché i transistor dentro la tv Sardegna 1 ci siano ventuno lavoratori che da mesi non ricevono lo stipendio. E che rischiano di non riceverlo neppure dal nuovo azionista di maggioranza Sandro Crisponi, al quale l’editore Giorgio Mazzella ha ceduto una quota di partecipazione del valore nominale di 100mila euro al prezzo di una tv: quattromila euro. A sua volta, poi, Crisponi ha sub-ceduto ad altre due persone, il direttore di Sardegna 1 Mario Tasca e l’imprenditrice Simona Scioni, una partecipazione del valore nominale di 10mila euro ciascuna al prezzo di 400 euro: praticamente il valore del decoder. Leggi di più

I politici sardi e la bandiera dei quattro mori

Ognuno di noi ha una bandiera nel cuore seguita con buona fede e onore, ma tutti dobbiamo ricordare che vi è una bandiera comune consegnataci dal voto dei sardi nella quale c’è scritto Sardegna“. Queste parole sono state pronunciate il 28 maggio 1949 dal primo presidente del Consiglio regionale della Sardegna, il sardista Anselmo Contu. In quel periodo lo Statuto sardo, simbolo di un’autonomia conquistata con grande fatica grazie al sacrificio dei tanti sardi morti nella seconda guerra mondiale, era stato appena approvato dalla Assemblea Costituente. Già da allora il risultato ottenuto dalla contrattazione con lo Stato era molto al di sotto delle attese. La politica isolana continuava ad avere una sorta di complesso di inferiorità, frutto di una colonizzazione durata centinaia di anni. Ma, al di là di questa atavica sottomissione allo straniero, in quasi sessantacinque anni da quella prima assemblea regionale la politica sarda è mai riuscita a sventolare a Roma il vessillo della autonomia sarda? Leggi di più

Don Bosco e la candela della speranza

Immaginate una Messa affollatissima: 40mila persone dentro uno stadio. Ognuna di queste persone, prima di entrare nello stadio, ha ricevuto una piccola candela. Di quelle che si acquistano a un euro per un pacco da cento. Ad un certo punto il celebrante annuncia che tutti i riflettori saranno spenti. Sconcerto generale. Niente paura, dice: ogni partecipante dovrà accendere la sua piccola candela. Il buio inghiotte gli spalti. Ma ecco che d’improvviso si accendono le candele: prima una, poi un’altra, poi un’altra ancora. Fino a formare un grande lago di candele. Magico. Ognuno può vedere il viso del suo vicino. Ognuno dà il suo contributo di luce. Ma cosa succederebbe se prima uno, poi un altro e poi un altro ancora decidessero che non c’è bisogno di accendere la candela? Tanto c’è quella del vicino. Forse si creerebbe una consuetudine, un’abitudine a pensare che il nostro contributo non è necessario, che ci pensano gli altri. Cosa succederebbe se ognuno di noi tenesse spenta quella fiammella di speranza in un futuro migliore? Se pensasse che non serve perchè c’è qualcuno che spera al posto suo? Leggi di più

Editoria: ecco perchè siamo tutti di Sardegna 1

Un tavolo tecnico-politico che possa monitorare i crediti vantati da Sardegna 1 verso le pubbliche amministrazioni sarde e soprattutto garantire che tali risorse vengano utilizzate per pagare gli stipendi arretrati dei dipendenti. Ma anche un chiarimento sul recente passaggio di proprietà dell’emittente televisiva cagliaritana, che - stando ai legali dei lavoratori - sarebbe avvenuto per la cifra simbolica di 4mila euro. E’ quanto emerso ieri al termine dell’incontro che Comitato di redazione, rappresentanti dell’Ordine dei Giornalisti e dell’Assostampa e rappresentanti sindacali del personale tecnico-amministrativo dell’emittente tv cagliaritana hanno avuto con il Presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo e i capigruppo in Consiglio. Durante l’incontro, preceduto da un sit-in al quale hanno partecipato in segno di solidarietà ai giornalisti di Sardegna 1 parecchi colleghi di altre testate giornalistiche (soprattutto molti giornalisti precari), la Lombardo e i capigruppo di maggioranza e opposizione hanno assicurato che sarà presto discussa in Aula la complessa situazione dell’informazione sarda che nel corso degli anni ha perso, senza che sia stato fatto troppo rumore, alcune importanti realtà quali Epolis, network di livello nazionale con 18 testate locali, il quotidiano Sardegna 24 e la storica emittente radiofonica cagliaritana Radiopress. Leggi di più

Fiaba Day a Cagliari: no alle barriere architettoniche

Tutti insieme per dire no alle barriere architettoniche. Si terrà sabato prossimo, 12 ottobre, a Cagliari l’undicesima edizione del Fiaba Day, la manifestazione proposta in tutta Italia dalla Federazione italiana abbattimento barriere architettoniche (Fiaba) per sensibilizzare la popolazione alle problematiche relative all’accessibilità degli ambienti in cui viviamo. Lo slogan scelto per la manifestazione è Muovere il cambiamento! scelto per sollecitare un impegno deciso e azioni più coraggiose da parte delle istituzioni, che – si legge nel sito della Fiaba -”favoriscano l’affermarsi di nuovi modi di pensare ed agire a livello individuale e collettivo, rispetto alla problematica delle barriere architettoniche e alla realizzazione di un ambiente accessibile per tutti”. Oltre che - primariamente - a creare difficoltà insormontabili alle persone diversamente abili, le barriere architettoniche rappresentano un ostacolo per tutti: per gli anziani, per le mamme che devono portare un figlio in carrozzina, per i bambini e per qualsiasi persona si trovi in una condizione temporanea di disabilità. Leggi di più

L’insostenibile pochezza delle Pillole del sapere

Tutti, da ragazzini, ci siamo chiesti come funziona un semaforo, con quelle strane luci, una verde, una rossa e una gialla. Oppure quali sono i gesti che un vigile urbano utilizza per dirigere il traffico: alt, “circolare” e altri segni convenzionali simili. Un tempo curiosità come queste potevano essere tranquillamente tolte da papà e mamma, a titolo del tutto gratuito. Oggi invece si pagano profumatamente. Il Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca pare abbia infatti sborsato 39mila euro (l’una) per acquistare le Pillole del sapere, videoclip di tre minuti su temi di questo tenore (nonchè ovviamente su storia, geografia e altre materie di studio), destinati ad essere i contenuti didattici digitali per gli studenti italiani: anche la Regione Sardegna – dopo aver abbandonato il progetto primitivo che prevedeva l’utilizzazione di contenuti originali elaborati dai docenti isolani di concerto con le istituzioni scolastiche - ha scelto di riempire con le Pillole del sapere i contenuti didattici del progetto Scuola Digitale. Progetto nato, come ormai è noto, per rendere la nostra regione un’eccellenza nel campo dell’educazione digitale italiana con un congruo finanziamento di125 milioni di euro provenienti dai fondi europei Fesr e Fse. Leggi di più

Le reliquie di Don Bosco arrivano in Sardegna

Don Bosco. «Dovrai farteli amici non con le percosse ma con la mansuetudine e la carità. Parla, spiegagli che il peccato è una cosa cattiva e che l’amicizia con il Signore è un bene prezioso». Questo è un brano del sogno che Don Bosco fece da bambino. Un uomo maestoso gli indicava una folla di ragazzini: alcuni giocavano, altri ridevano, altri ancora bestemmiavano. Secondo quell’uomo il piccolo Giovanni avrebbe dovuto essere il loro capo, insegnargli il rispetto e l’amore. Ma lui, il futuro don Bosco, non si sentiva all’altezza. Era solo un povero ragazzo ignorante e non sarebbe mai riuscito a parlare di religione a quei monelli. Allora quell’uomo maestoso gli indicò una donna (sua madre) che sarebbe stata la sua maestra. Era maestosa e vestita di abiti splendenti, e gli disse: «Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare». Il seguito è abbastanza noto: quell’adolescente divenne un gigante della spiritualità e profuse tutto se stesso per l’educazione dei ragazzi, soprattutto quelli più difficili. Un impegno che ha portato alla fondazione, 150 anni fa, dell’opera salesiana ormai presente in tutto il mondo. Un esempio per tutti quelli che credono che il futuro di questa società sia riposto esclusivamente nella cura che riceveranno le generazioni future. Tra due anni, nel 2015, si celebrerà il bicentenario della morte di Don Bosco e fra qualche giorno, dopo aver attraversato i cinque continenti in preparazione della ricorrenza, le reliquie di Don Bosco approderanno in Sardegna. Dall’11 al 15 ottobre l’urna con le reliquie del santo percorrerà l’isola partendo da Cagliari per poi salire a Lanusei e, successivamente, raggiungere il nord dell’isola. Leggi di più

Ecco come cambia la famiglia in Sardegna

E’ sempre meno frequente in Sardegna la famiglia allargata tradizionale con tanti figli e i nonni che vivono sotto lo stesso tetto. La trasformazione culturale, economica e sociale dei tempi moderni ha portato anche nell’isola il proliferare di piccole famigliole con al massimo un figlio, di single e persone anziane che vivono da sole. Il risultato è che, grazie anche agli effetti del baby boom degli anni Sessanta che a quanto pare in terra sarda si è fatto particolarmente sentire, la Sardegna ha visto lievitare maggiormente che il resto della penisola il numero delle nuove famiglie, aumentate del 21,4% negli ultimi dieci anni (contro un dato nazionale del +18,6%). Gli ultimi dati demografici registrano inoltre un netto calo di residenti (negli ultimi quattro anni sono diminuiti addirittura di 38mila unità) e un progressivo e inesorabile invecchiamento della popolazione isolana. Leggi di più

Il vento di guerra simulata che spazza la Sardegna

Ormai la musica è sempre la stessa. L’aveva intonata prima il sottosegretario Gioacchino Alfano alla Camera, poi il ministro della Difesa Mauro, visitando quest’estate una Sardegna devastata dagli incendi. Ora a suonare è il Capo di Stato Maggiore della Marina militare italiana, Luigi Binelli Mantelli, impegnato a seguire la ”Brillant Mariner 2013″, la guerra simulata al largo delle coste di Teulada: la Sardegna è strategica per le operazioni militari nel Mediterraneo e i poligoni sardi sono intoccabili. Anzi: la presenza militare in Sardegna deve essere rafforzata. Addirittura, ben lungi dall’essere dismessa, la base militare di Capo Teulada risulta essere tra i più importanti siti per testare le bombe (bombing test ranges) al mondo: una vera e propria eccellenza di cui probabilmente tutti avremmo preferito fare a meno. Leggi di più

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