Archive for: novembre 2013

Il turismo internazionale salva la stagione in Sardegna

Un turista straniero che arriva in vacanza in Sardegna spende in media 420 euro per il viaggio (solitamente in aereo), 44 euro a notte per l’alloggio, 18 euro al giorno per mangiare al di fuori della struttura che lo ospita e circa 83 euro al giorno per le attività di svago e relax (musei escursioni e intrattenimenti vari). Per gli acquisti la sua spesa media è invece di circa 118 euro, ben al di sotto dei quanto accade in regioni come la Sicilia, l’Emilia Romagna o la Toscana. La maggior parte della spesa dei turisti stranieri in Sardegna, circa il 70%, se ne va dunque per il vitto e l’alloggio e l’indotto beneficia molto poco della massiccia presenza dei turisti stranieri, la cui presenza sta salvando la stagione turistica sarda, come al solito penalizzata dalla stagionalità e dall’incapacità di differenziare l’offerta valorizzando, oltre le spiagge, anche l’interno dell’isola. I dati sono stati forniti dal centro studi della Cna regionale che ha elaborato i risultati dell’indagine mensile sul turismo internazionale nelle regioni italiane diffusi nei giorni scorsi dalla Banca d’Italia. Nei primi otto mesi del 2013 il numero delle presenze straniere in Sardegna è aumentato di circa 90 mila unità e gli arrivi internazionali nelle strutture ricettive per motivi di carattere vacanziero sono passati da 544 a 606 mila. Tra gennaio e agosto sono arrivati nell’isola circa 1,216 milioni di turisti stranieri, in leggera diminuzione rispetto all’anno passato. Sono invece aumentati i viaggiatori giunti nelle strutture ricettive sarde, passati da 158 mila a oltre 175 mila. Leggi di più

La polemica sui seminterrati in Sardegna

«E’ criminale consentire l’abitabilità dei seminterrati soprattutto nelle zone a rischio di esondazione». Il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, sentito dalla Commissione Ambiente della Camera per fare il punto sull’alluvione che lo scorso 18 novembre ha devastato la Sardegna, ha posto con forza il problema dell’abitabilità dei piani seminterrati dopo la tragedia di Arzachena dove è stata decimata una intera famiglia che viveva in uno scantinato e quella di Uras, nell’Oristanese, in cui a morire nelle stesse condizioni è stata una donna. Le parole di Gabrielli seguono a distanza di qualche giorno l’infelice dichiarazione dell’eurodeputata del Pdl Laura Comi, che aveva attribuito la disgrazia avvenuta in Sardegna all’ignoranza delle norme elementari sulla sicurezza, suscitando la rivolta del popolo sardo. Ma, al netto delle polemiche politiche, il nodo della questione posta dai tragici avvenimenti della settimana scorsa è quello dell’opportunità o meno di rendere abitabili i piani seminterrati e del modo più giusto di regolamentare queste situazioni. Leggi di più

La truffa telematica per i giornalisti arriva via Gmail

L’oggetto è sempre lo stesso: “ciao”. E’ la e-mail che non vorresti mai partisse dal tuo computer. Parte implacabilmente verso il migliaio di indirizzi della tua mailing list dandoti per disperso in una sperduta landa del mondo, senza passaporto, né soldi. Simula uno stato confusionale che ti impedisce di esprimerti in un italiano decente. E chiede un aiuto in denaro a tutti i tuoi contatti: prima un obolo a piacere, ora somme considerevoli che ti impegni a restituire al ritorno dal tuo viaggio avventuroso. Tu, senza neppure saperlo, sei volato in Australia, a Cipro, nel Regno Unito, dove in circostanze misteriose ti è stata rubata la borsa con il passaporto e la carta di credito. In realtà rischi soltanto di perdere il tuo patrimonio di contatti e numeri di telefono raccolti in tanti anni di lavoro. Leggi di più

Alluvione in Sardegna, attenti agli errori dell’Abruzzo

Si parla di un finanziamento di circa 200-250 milioni di euro per limitare i danni dell’alluvione in Sardegna. In realtà per rimettere a posto i danni del ciclone che ha investito l’isola ci vorrebbe probabilmente almeno un miliardo di euro. Anzi: per mettere veramente in sicurezza la nostra regione bisognerebbe radere al suolo interi agglomerati urbani che nel corso degli anni sono stati irresponsabilmente costruiti in zone ad altissimo rischio idrogeologico. Poi si dovrebbero rimpiantare tutte le foreste sarde che sono state distrutte nei secoli. Eppoi magari si dovrebbero riprendere a coltivare ettari ed ettari di terreni agricoli che, vuoi per la cementificazione selvaggia, vuoi perché tanti contadini hanno preferito smettere di lavorare per vivere di assistenzialismo, sono ormai diventati impermeabili all’acqua. Solo in quel caso si potrebbero limitare i danni di questi terrificanti eventi atmosferici ai quali pare ci dovremo prima o poi abituare. Ma tant’è. Adesso bisogna rimboccarsi le maniche, smettere di piangere e fare polemiche. I nostri amministratori avranno per le mani un bel po’ di denaro da utilizzare per ricostruire ponti, strade, sottoservizi distrutti dall’alluvione in Sardegna. Per cercare di rianimare commercianti, contadini e allevatori che hanno perso tutto, per risarcire le persone cui l’acqua ha distrutto la casa e portato via ogni avere.

Leggi di più

Nel male e nel bene la Sardegna è Italia

Sardinia no est Italia, sostengono gli irriducibili che lottano per l’indipendenza della nostra isola. E rivendicano giustamente che sia data dignità alla storia millenaria del nostro popolo senza una Nazione. Ma siamo sicuri che sia vero? Siamo sicuri che adesso davvero la Sardegna non sia Italia? In questi giorni drammatici di lutto, di morte e di devastazione la nostra terra, ferita da un disastro senza precedenti che ha seminato morte e distruzione, ha invece dimostrato di essere Italia in tutti i sensi. Nel male e nel bene.

Leggi di più

Onorevoli stipendi e la politica che non sa tagliarli

“Servirebbe un tetto agli emolumenti perché dalla politica non si deve guadagnare”, titola oggi l’Unione sarda in un articolo in cui l’editorialista Aldo Berlinguer individua alla radice delle ultime vicende della politica, italiana e sarda, il “rapporto perverso tra rappresentanza politica e danaro”. La ragione dell’inquinamento della politica sono – secondo Berlinguer – gli emolumenti eccessivi dei nostri rappresentanti politici che se non saranno abbassati continueranno ad alimentare “una politica inguaribilmente malata che saprà perpetuare gli abusi affinando tecniche e meccanismi, affinché non vengano scoperti e sanzionati”. Anche perché, rammenta Berlinguer, i superstipendi non sono motivati da chissà quali competenze dei nostri onorevoli: sono motivati esclusivamente dalla monetizzazione della loro capacità di prendere voti. Berlinguer ipotizza un tetto massimo di seimila euro di stipendio per i politici di ogni ordine e grado. Una cifra sicuramente equa e dignitosa. Il grosso problema è che sono gli stessi politici a doversi tagliare lo stipendio. Cosa che in questi anni non sono riusciti mai a fare nonostante spesso i cittadini si siano pronunciati sul taglio dei costi della politica. Leggi di più

In politica la divisione non è necessariamente un male

Scissioni. Partiti spaccati a metà come mele. In questi giorni si parla tanto della drammatica divisione del Popolo della Libertà che segue a qualche anno di distanza lo strappo tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. Per non parlare del Partito democratico, che praticamente è nato già diviso in due anime. La parola d’ordine della politica, soprattutto in questo momento storico, è divisione. Falchi e colombe volteggiano indisturbati sulle nostre teste per la gioia dei giornalisti che possono raccontare battaglie epiche all’interno di questo o quello schieramento politico. Ma siamo sicuri che tutte queste divisioni siano veramente un male? Leggi di più

Satanismo, l’eterna lotta tra il Bene e il Male

Da una parte ci sono gli adepti tesserati regolarmente. Poche centinaia in Italia, cinquemila in tutto il mondo. Professionisti stimati e ligi alla legge, che però hanno scelto di stare dalla parte del Male. Spesso associati in sodalizi legalmente riconosciuti con tanto di rogito notarile. Spesso in forma di onlus. Persone che, conoscendo perfettamente la differenza tra un simbolo e la realtà e non sognandosi neppure lontanamente di compiere un reato, lanciano nella Rete i loro proclami metaforici inneggianti al Demonio e parlano (metaforicamente) di omicidi e altri terribili sacrifici da offrire a Satana. Dall’altra ci sono i ragazzini – purtroppo tanti ragazzini - che, in una società dove la trasgressione è spinta sempre più avanti, per trasgredire scelgono il simbolo del Male. Scaricano da internet i riti satanici e i proclami metaforici che i professionisti del Demonio non si sognerebbero mai di mettere in pratica e, non avendo bene a fuoco la distinzione tra simbolismo e realtà anche perché spesso fanno abbondante uso di stupefacenti, compiono reati di ogni tipo: rubano ostie consacrate per i loro riti, uccidono crudelmente gli animali, profanano le tombe nei cimiteri. Fino anche, in casi fortunatamente sporadici, ad uccidere esseri umani. E’ la mappa del satanismo in Italia disegnata dal sociologo e studioso delle religioni Massimo Introvigne nel suo saggio I satanisti. Storia, riti e miti del satanismo, edito da Sugarco. Leggi di più

Mafia in Sardegna: il silenzio degli incoscienti

Il direttore dell’Unione Sarda Anthony Muroni sostiene, sul suo blog personale, che la mafia non è soltanto un boss che spara per la strada ma è soprattutto un sistema che percorre tutta l’Italia, un modus vivendi fatto di “privilegi, concorsi truccati, reti di parentele intrecciate, cognomi che si ricorrono di generazione in generazione”. Una tesi del tutto condivisibile, che vale anche e soprattutto per la Sardegna. Finora i media, i politici e i sociologi avevano sempre liquidato superficialmente la questione sentenziando che la nostra regione è del tutto esente da fenomeni come mafia, camorra e ‘ndrangheta. Come se ci fosse bisogno di omicidi con la lupara e auto imbottite di tritolo per capire che anche in Sardegna la gestione del potere avviene spesso e volentieri con uno schema di stampo mafioso portato avanti da pochi ma che avvelena la parte buona della società. Mafia è un sistema politico-economico in cui il potere è gestito in maniera clientelare e corrotta. E’ un sistema dove gli uffici di molti politici sono spesso ambulatori pieni di gente che chiede favori e prebende. Mafia è un sistema dove in campagna elettorale un voto costa tot euro, in cui si entra nei posti di lavoro o si vincono i concorsi pubblici soltanto se si hanno le conoscenze giuste. Mafia è un mondo del lavoro malato, in cui chi lavora onestamente viene considerato l’ultima ruota del carro, mentre fa carriera solo chi esegue gli ordini del padrone. Dove chi prova ad alzare la testa viene insultato e mobbizzato. Mafia è un sistema in cui vige la regola della prepotenza e del sopruso. E un sistema dove l’informazione tende a dare spazio solo ai più forti soffocando spesso le voci delle minoranze. E’ un sistema sanitario gestito da potenti lobby farmaceutiche. E’ un sistema universitario in cui i grandi baroni fanno il bello e il cattivo tempo. Mafia è un sistema sociale malato che si alimenta di silenzi e connivenze. Dell’omertà di chi sa ma non parla. Perché ha paura o perché parlare non conviene. Perché parlare spesso porta tanti sacrifici e rotture di scatole. Leggi di più

Sardegna terra di pace e lotta al malaffare

In Sardegna si discute molto di zona franca. Sarebbe sicuramente un grande risultato una fiscalità di vantaggio capace di attrarre imprese nella nostra isola. Quante occasioni di lavoro in più, per i giovani e i meno giovani. Sarebbe molto accattivante avere anche una zona franca al consumo: quanti turisti saremmo in grado di attrarre se la benzina e gli altri beni acquistati nell’isola fossero esenti da accise e Iva? Che vita faremmo in una terra di pace come la Sardegna se questa fosse anche esentasse! La cosa paradossale è che in sessant’anni di autonomia speciale le zone franche, pur essendo previste dallo Statuto sardo del 48, non sono mai state realizzate. Tranne un timido tentativo fatto nel 98 dalla Giunta Palomba e mai attuato in oltre 15 anni. Viceversa l’unica zona franca alla quale è stata data generosissima attuazione in Sardegna è quella concessa a piene mani alla politica e alle lobby di potere, che in tutti questi anni hanno avuto carta bianca, facendo man bassa delle enormi quantità di denaro a disposizione della Sardegna.

Leggi di più

Close
Please support the site
By clicking any of these buttons you help our site to get better
Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italia
This work by Alessandro Zorco is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italia.