Archive for: giugno 2013

Dieci comandamenti, approdo a Cagliari

Dieci comandamenti a Cagliari. E’ finita con le candele accese ad illuminare la notte e i cuori e tanti ragazzi che ballavano le canzoni del Rinnovamento nello Spirito Santo. Per ricordare che la fede è soprattutto libertà da tutto ciò che è male e gioia di vivere con il desiderio di orizzonti e cose sempre nuovi e più alti. E che «l’uomo è fatto per l’infinito».

Tema della serata Dieci Piazze per dieci Comandamenti, che sabato scorso si è vissuta a Cagliari, era il decimo e ultimo comandamento: Non desiderare la roba d’altri. Tema forte, soprattutto in una società come quella sarda in cui spesso prevalgono l’invidia, l’egoismo e l’individualismo. Tema che è stato declinato attraverso un percorso di parole e musica che ha fornito interessanti spunti di riflessione su come questo precetto biblico possa e debba essere messo in pratica.

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Sardegna, isola di angeli e demoni

Il vecchio pescatore era seduto sul peschereccio ormeggiato all’ombra del Golfo degli Angeli. Parlava a bassa voce, le labbra consumate dal sale e dai lunghi silenzi. Raccontava una storia antica come il mare. Accanto a lui un bambino dai grandi occhi, distratto, impaziente. E una sconfinata distesa tutt’intorno.

Galleggiava da millenni, cullata dalle onde del mare. Ichnusa, inaridita dal sole dell’estate, bruciata da lotte, lacrime e malinconia. Isola avvolta dal suono triste di antichi canti e dal quieto sciabordio della risacca. Sepolta in una fitta nebbia di mistero, Ichnusa, il piede di Dio. Leggi di più

Dieci Comandamenti a Cagliari

Non desiderare la roba d’altri. Con l’ultimo dei Dieci Comandamenti sabato 29 giugno approderà a Cagliari la rassegna Dieci Piazze per Dieci Comandamenti. Nell’Arena Grandi Eventi del quartiere Sant’Elia, a partire dalle 20.30, si parlerà, con musica, cultura, danza e tante testimonianze, di come in questo periodo l’invidia, il possesso, l’avarizia e l’attaccamento ai beni materiali stiano condizionando la vita di tutti noi. E di come il modello consumistico ci stia proponendo una falsa idea di uguaglianza e omologazione dei diritti.

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Kenza, prigionieri nel mercantile fantasma

Kenza. Si chiama così la nave fantasma ormeggiata al Porto canale di Cagliari che ormai da più di due mesi tiene prigionieri quindici marinai. Il proprietario del mercantile, battente bandiera marocchina, è un armatore che ha pensato bene di abbandonare al proprio destino i membri dell’equipaggio che da dicembre non ricevono stipendio. Una situazione che novantanove volte su cento prelude al fallimento, al sequestro e alla messa all’asta della nave.

I marittimi nordafricani, spenti i motori del mercantile Kenza, hanno deciso di rimanere a bordo della nave in terra sarda. Peccato che, non avendo il permesso di soggiorno, non possano neppure sbarcare dalla nave. Mancano i viveri e soprattutto l’acqua, per questo motivo è stata lanciata una gara di solidarietà coordinata dalla Filt Cgil Cagliari che, dando pieno sostegno alla sacrosanta protesta dei lavoratori marittimi, già dall’inizio di maggio ha consegnato le prime scorte di viveri e medicinali all’equipaggio, organizzando un monitoraggio della salute dei lavoratori della Kenza, impegnati in uno sciopero sicuramente destinato a protrarsi a lungo. Leggi di più

Sardex, il baratto diventa tecnologico

Sardex. Parlare di un’economia basata sulla fiducia reciproca e sulla collaborazione può sembrare utopistico in questo periodo di profonda crisi, economica ma anche di valori umani. Soprattutto in Sardegna, dove il mondo dell’impresa è stato storicamente caratterizzato da un forte individualismo e da una scarsissima capacità degli imprenditori di mettersi in rete.

Eppure proprio in Sardegna nel 2010, quando (nonostante le rassicurazioni istituzionali) la crisi era già pericolosamente alle porte, ha preso il via il progetto Sardex.net, un circuito di Credito commerciale basato sull’utilizzo di una moneta complementare (il Sardex appunto) da affiancare virtualmente all’euro per fornire alle piccole e medie imprese uno strumento di pagamento aggiuntivo rispetto a quelli tradizionali. E soprattutto per permettere loro di evitare di ricorrere a costosi prestiti in banca per sopravvivere. Leggi di più

Mafia in Sardegna. Non esiste? Purtroppo sì!

Mafia in Sardegna. “La Sardegna non è immune dalla criminalità organizzata i cui tentacoli si sono estesi da tempo sulle vostre coste“. Ci voleva lo scrittore Roberto Saviano, in questi giorni in Sardegna per presentare il suo ultimo libro ZeroZeroZero, per sfatare - davanti a migliaia di persone assiepate a Cagliari, Nuoro e oggi a Sassari - il mito che ci hanno sempre propinato: quello secondo cui la Sardegna è del tutto immune da fenomeni di criminalità organizzata come la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra. Leggi di più

Sprechi alimentari, arriva una Carta per combatterli

Sprechi alimentari, arriva la Carta per combatterli.

Leggendo soltanto il titolo di questo post penserei a una enorme signora sarda (di cognome Carta) che divora qualsiasi cosa commestibile senza lasciare niente agli altri.

Invece tratta di una bella iniziativa ideata da Andrea Segré, fondatore del progetto Last Minute Market, un’idea di mercato imperniata sul concetto che per dare una mano alle persone in difficoltà, cosa doverosa in una società civile, bisogna in primo luogo eliminare gli sprechi alimentari. Last Minute Market srl è una società collegata all’Università di Bologna che ha opera da circa 15 anni e ha messo a punto un modello di recupero dei beni non venduti o non commercializzati, ma ancora perfettamente utilizzabili che vengono distribuiti agli enti di carità.

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Quirra e la giornata mondiale dell’ambiente

Quirra. Ogni 5 giugno, dal 1972, nel mondo si celebra la Giornata mondiale dell’Ambiente istituita dalle Nazioni Unite. Quest’anno il messaggio è quello della lotta contro gli sprechi alimentari e la fame nel mondo, ma l’obiettivo complessivo di questa ricorrenza è sensibilizzare le popolazioni mondiali a tutelare la terra per lasciare in eredità ai nostri figli un mondo vivibile.

Quando si mette d’impegno l’uomo è infatti in grado di distruggere paesaggi meravigliosi e purtroppo anche in Sardegna ci intendiamo eccome di zone deturpate dalle grandi industrie energivore o dalle servitù militari. Leggi di più

Zona franca, una battaglia storica per la Sardegna

Zona franca integrale: la Sardegna intera potrebbe diventare un territorio extradoganale come Livigno e Campione d’Italia, esente in tutto il suo territorio dalle imposte indirette (Iva e accise) e da ogni altra imposizione fiscale da parte dello Stato. Attorno a questa ipotesi, una delle poche proposte concrete emerse in questi anni per risollevare la disastrata economia sarda, sta lavorando il Comitato spontaneo Sardegna Zona franca Integrale che da qualche anno cerca di far comprendere all’opinione pubblica questa opportunità che potrebbe rendere la Sardegna competitiva con le altre regioni italiane e al passo con gli altri paesi europei diminuendo i costi di produzione e tagliando i costi del lavoro.

Durante un’assemblea tenutasi sabato alla Fiera di Cagliari di fronte a circa 1500 persone il Comitato è riuscito a strappare al presidente della Regione Ugo Cappellacci l’impegno di convocare il prossimo 24 giugno una riunione straordinaria della Giunta regionale davanti a Palazzo Chigi, riunione per la quale si auspica la presenza bipartisan dell’intera classe politica sarda: parlamentari, consiglieri regionali e sindaci (nei mesi scorsi già oltre 300 Comuni sardi hanno deliberato per l’istituzione della zona franca nel loro territorio) in modo da fare pressione sul Governo italiano per il raggiungimento di questo risultato.

L’auspicio è quello di una mobilitazione in massa come la cosiddetta “vertenza Entrate” che sotto la Giunta di Renato Soru portò al riconoscimento da parte dello Stato delle entrate tributarie statali riscosse in Sardegna.

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Radiopress, grazie di essere esistita

Radiopress è fallita. La precaria situazione economica della storica emittente cagliaritana si conosceva da tempo, ma purtroppo quando interviene il tribunale la fine di una bella avventura viene definitivamente sancita dai giudici e dalle carte bollate. Poco importa quanto quell’iniziativa abbia significato nell’asfittico panorama informativo di una regione come la Sardegna. E poco importa soprattutto di che ne sarà delle persone che in quel sogno hanno creduto.

Come giustamente hanno ricordato altri, cito ad esempio il consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Giancarlo Ghirra, l’epilogo di Radiopress ricorda il mesto declino di altri tentativi falliti di fare informazione in Sardegna: Epolis e Sardegna 24. Leggi di più

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This work by Alessandro Zorco is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italia.