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Nasce in Sardegna il movimento d’opinione Realtà Lavoro in Movimento. Lo ha annunciato l’avvocato giuslavorista Gianni Benevole all’indomani della bocciatura da parte della Corte Costituzionale del referendum per il ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. “La pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato inammissibile il quesito referendario sull’articolo 18 e sui licenziamenti è un’occasione persa per dare spazio al punto di vista dei cittadini su temi che direttamente li investono”, ha commentato su Facebook il legale che nelle scorse settimane aveva preannunciato una mobilitazione per il Sì al referendum della prossima primavera e, nonostante un po’ di delusione per la pronuncia della Consulta, continua ad essere fermamente convinto della necessità di mantenere alta la guardia sui tantissimi problemi che affliggono il mondo del lavoro in Sardegna.

Realtà Lavoro in Movimento sarà dunque un vero e proprio movimento d’opinione che avrà l’obiettivo di raccontare le problematiche del lavoro nella nostra regione attraverso un blogil cui fine – ha spiegato il legale – è quello di creare una rete di dialogo e di confronto virtuale, ma anche reale, con incontri e dibattiti sui temi del lavoro, secondo una prospettiva che dia spazio alla narrazione della realtà quotidiana e concreta, da cui la politica ormai da tempo ha preso le distanze”.

Il blog – ha aggiunto l’avvocato Benevole – nasce grazie alla spinta e alle istanze di tante persone (lavoratori, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi, partite Iva, precari) che in questi ultimi anni sono state relegate al ruolo di semplici spettatori, di osservatori passivi senza voce, rispetto alle recenti riforme legislative i cui effetti non hanno fatto altro che accrescere una diffusa sensazione di incertezza e di precarietà, contrastante con i principi sanciti dalla nostra Costituzione che vedono nel lavoro un fattore di libertà, di crescita, di inclusione sociale e di partecipazione all’attuazione dei valori della Repubblica Italiana. Una di queste è la riforma sulle pensioni e sui licenziamenti, nota come legge Fornero n° 92 del 2012, approvata in meno di tre settimane che ha originato ben 350 mila esodati, i cui diritti sono stati travolti, senza riguardo, con poche righe“.

Realtà Lavoro in Movimento

La prossima primavera si andrà dunque probabilmente a votare soltanto sui voucher (è previsto un intervento governativo per arginare l’utilizzo dei buoni lavoro da parte dei datori che potrebbe far perdere significato anche a questa consultazione referendaria) e sulla responsabilità solidale in materia di appalti: la pronuncia della Corte Costituzionale ha infatti nettamente ridimensionato la portata dei referendum promossi dalla Cgil.

Un eventuale ripristino delle tutele dei lavoratori e addirittura il loro ampliamento (ritenuto illegittimo dalla Consulta) alle imprese con meno di cinque dipendenti avrebbe infatti rappresentato un giudizio implacabile sulla rivoluzione del mondo del lavoro attuata dagli ultimi governi.

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Lavoro in un supermarket: spesso la realtà della Grande Distribuzione in Italia nasconde una scarsa attenzione ai diritti dei lavoratori

Le regole faticosamente poste a tutela del lavoro – che hanno visto la loro massima espressione con l’approvazione della legge 300 del 1970, nota come Statuto dei Lavoratori – sono state cancellate e con esse progressivamente è stata degradata la centralità dell’individuo, teorizzato da Gramsci come “operaio totale” che deve rivestire un ruolo primario all’interno del processo produttivo, fondamentale per il superamento della contrapposizione tra “la parcellizzazione del lavoro” e la “spiritualità del lavoratore”, ha commentato a questo proposito l’avvocato Benevole. “Concetti, questi, che risalgono a quasi un secolo fa, ma che restano universali e sempre di grande attualità nonostante la metamorfosi dei processi, la corsa sfrenata della modernità e della globalizzazione che, per quanto possano andare veloci, non potranno mai prescindere dalla persona e dall’uomo. Evitare che si chiuda definitivamente la finestra e l’attenzione verso questi valori è un dovere che non può considerarsi anacronistico e antistorico, “perché – ha concluso il legale, richiamando lo scritto di Antonio Gramsci “Gli operai della Fiat, Uomini in carne e ossa” dell’8 maggio 1921 – nulla è perduto se rimane intatta la coscienza e la fede, se i corpi si arrendono ma non gli animi”.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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