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La Sardegna, con le sue bellezze naturali, dovrebbe poter vivere solo di turismo. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Eppure la nostra regione – pur avendo registrato un aumento considerevole delle presenze straniere negli ultimi anni riesce ad intercettare solo una minima parte dei vacanzieri che dalle altre nazioni, soprattutto dall’Europa centro settentrionale, scelgono di trascorrere le ferie nel Mediterraneo. La scorsa estate – quando per la paura degli attentati terroristici sono state dirottate a Cagliari le crociere che avrebbero dovuto fare scalo a Tunisi – è stata un’eccezione con un milione circa di arrivi, ma di regola la Sardegna riesce ad attrarre solo una quota molto bassa dei 25 milioni di turisti che scelgono il Mediterraneo e che individuano le località di villeggiatura in base alla qualità dei servizi offerti.

L’estate in corso sembrava iniziata sotto i peggiori auspici: Ryanair, che nell’ultimo decennio ha permesso alla nostra isola di entrare nel circuito del turismo internazionale, ha annunciato un netto ridimensionamento dei collegamenti da e verso la Sardegna; Meridiana, dilaniata una ristrutturazione aziendale che ha provocato una vertenza sindacale senza precedenti, ha cancellato centinaia di voli solo a lugli; infine l’annosa ed irrisolta vertenza sulla continuità territoriale sta mettendo in graticola l’assessore ai Trasporti fino addirittura alla discussione in Consiglio regionale della sua sfiducia.

Eppure, secondo uno studio della Cna, la Confederazione nazionale dell’Artigianato e della Piccola e media impresa, il sistema aeroportuale sardo è ancora estremamente competitivo rispetto a quelli delle località concorrenti nel Mediterraneo: Baleari, Corsica, Creta, Cipro, Algarve, Croazia Adriatica e Sicilia. Per arrivare in Sardegna da uno dei principali aeroporti dell’Europa centro settentrionale (Germania, Francia e Regno Unito) nel periodo di Ferragosto una famiglia di quattro persone spenderà quest’anno mediamente poco più di mille euro tra andata e ritorno: un centinaio di euro in meno rispetto ad un viaggio in Sicilia, in Croazia o in Corsica, nettamente di più rispetto ad un viaggio alle isole Baleari, che costa 763 euro.

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Raggiungere la Sardegna dai principali aeroporti europei costa meno che raggiungere la maggior parte delle altre località del Mediterraneo

Baleari a parte (le isole Baleari hanno un regime di zona franca integrale, ndr), gli aeroporti di Alghero, Olbia e Cagliari sono competitivi – oltre che per il prezzo finale – anche per l’elasticità delle combinazioni possibili, per la presenza di voli diretti e per la presenza di compagnie low cost. Senza contare che la sua posizione rende la nostra isola molto più competitiva delle altre anche in termini di durata del viaggio. Viceversa, e questa è una costante da anni, lo studio della Cna attesta che la Sardegna è la regione dove un’auto a noleggio costa di più.

Un salto di qualità

Ma se – nonostante tutte le difficoltà – l’offerta del sistema aeroportuale sardo è così competitiva, perché in Sardegna il turismo non riesce a decollare?

La confederazione artigiana ha indicato nella sua ricerca alcuni obiettivi che potrebbero migliorare la situazione. In primo luogo la destagionalizzazione dell’offerta turistica (obiettivo di cui per la verità si discute da decenni, ma che la politica isolana non è mai riuscita ad attuare, probabilmente perché non è riuscita mai a valorizzare l’immenso patrimonio storico ed archeologico della nostra regione, ndr).

Secondo l’associazione artigiana la destagionalizzazione deve essere accompagnata da politiche di sviluppo strategico di sistema (a partire dal miglioramento del trasporto interno, in particolare il potenziamento dei collegamenti da e verso gli aeroporti), da una promozione più efficace del brand turistico regionale, dalla diversificazione dell’offerta, dalla redistribuzione dei flussi sul territorio e da un maggiore sostegno allo sviluppo innovativo del sistema imprenditoriale turistico.

Ma andando oltre le indicazioni contenute nella ricerca della Cna – che concernono aspetti sicuramente importanti di carattere strutturale e istituzionale – ne aggiungiamo qualcuna più terra terra: forse sarebbe opportuno, oltre all’auspicabile cambio di marcia della politica, anche un salto di qualità da parte dei singoli operatori turistici che purtroppo spesso e volentieri vedono i turisti come un fastidio e non come un patrimonio da trattare bene e fidelizzare.

L’ospitalità e la gentilezza sono ancora il miglior viatico per il nostro turismo. Nonostante viviamo nel periodo della globalizzazione e della comunicazione di massa il passaparola ha fortunatamente ancora a sua importanza fondamentale ed è molto più efficace di una buona pubblicità istituzionale.

E’ un aspetto, questo, che dovrebbero comprendere bene soprattutto i giovani che, nel momento in cui si interfacciano con i turisti nei bar, nei ristoranti e negli alberghi rappresentano la Sardegna. E che probabilmente, vuoi per rassegnazione e vuoi per frustrazione e per rabbia, spesso non si rendono conto della vitale importanza di un loro piccolo gesto e di una loro attenzione. Di un servizio di qualità.

Anche un caffè, un panino o una coca cola serviti con un sorriso possono fidelizzare un turista, indurlo a venire nuovamente in Sardegna l’estate successiva e sponsorizzare la nostra regione con gli amici e i parenti. Mentre lo stesso caffè, la stessa coca cola o lo stesso panino serviti di mala grazia possono fare più danni di un volo aereo cancellato o di una valigia persa.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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