istat famiglie numerose

Continua ad aumentare in Sardegna la povertà tra le famiglie numerose. Oltre 37mila nuclei familiari composti da cinque o più componenti – spesso con il “capo famiglia” fuoriuscito dal mercato del lavoro – non riescono a sostenere una spesa pari o inferiore a 1.050,95 euro al mese, la soglia minima per non finire nella cosiddetta povertà relativa. Gli ultimi dati pubblicati dall’Istat dimostrano in maniera impietosa quanto poco sia stato fatto in Sardegna – nonostante una crisi demografica senza precedenti – per tutelare le famiglie. L’incidenza della povertà assoluta aumenta soprattutto tra le famiglie degli operai sardi, anche se la persona  di riferimento è occupata o, come avviene in molti casi, sopravvive grazie agli ammortizzatori sociali.

Il rapporto Istat sulla Povertà – presentato a Cagliari qualche giorno fa – attesta  una sostanziale calma piatta nella lotta alla povertà in Sardegna. Nel 2015 l’incidenza della povertà relativa è rimasta praticamente inalterata rispetto al 2014 (14,9% l’anno scorso contro 15,1% del 2014). Ma i numeri sono devastanti: 127 mila disoccupati ( 55.530  maschi e 71.499 donne); 73.000 giovani neet (non lavorano, non studiano e non seguono corsi di  formazione); 22.000 lavoratori che sostengono la famiglia grazie agli ammortizzatori sociali (cigs e mobilità in deroga) circa  8000 operai che neppure hanno più quel sostegno.

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Le statistiche Istat attestano un aumento della povertà per le famiglie numerose

Famiglie numerose: vita in salita

Secondo gli ultimi dati Istat la povertà è in aumento per le famiglie numerose. In particolare la situazione è critica per oltre 37 mila nuclei familiari sardi, soprattutto per quelli composti da 5 e più componenti. L’Istat calcola inoltre l’aumento della povertà assoluta tra le famiglie con 4 componenti, soprattutto tra le coppie con 2 figli.

E’ drammatico che la Regione voglia lottare contro la povertà solo con le promesse”, commenta Oriana Putzolu, segretario generale della Cisl sarda. “Le risorse ci sono, ma la Giunta dei tecnici non riesce ad andare al di là degli annunci. L’esperienza sindacale dice che le mobilitazioni dei lavoratori fa spesso cambiare opinione alle Giunte regionali più attente e dalla parte dei lavoratori”.

In generale i dati Istat attestano che tra il 2014 e il 2015 in Italia l’incidenza della povertà relativa nelle famiglie è aumentata soprattutto nel centro e nel nord Italia. Mentre nel Mezzogiorno – dove è in stato di povertà relativa il 20% della popolazione, una persona su 5 – la percentuale è lievemente in diminuzione.

Per il senatore del Pd Silvio Lai occorrono urgenti politiche di sostegno per sostenere le famiglie numerose, quelle che maggiormente sentono i morsi della crisi.

A soffrire di più sono le famiglie numerose, con più di due figli, esattamente le famiglie di cui avremmo bisogno per invertire lo shock demografico del Paese – afferma Lai -. Per questo nella prossima legge di stabilità servono interventi profondi a favore del secondo e terzo figlio che non mettano le famiglie di fronte alla prospettiva di passare dal benessere allo squilibrio economico”.

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