Tavolara: simbolo di una Sardegna sottomessa

0
349
tavolara
L'isola di Tavolara - Foto Roberto Copparoni

La suggestiva Isola di Tavolara, il più piccolo regno del mondo, può essere considerata il paradigma della intera Sardegna: occupata quasi totalmente da una base Nato, è vincolata da una struttura posseduta da una famiglia molto influente, l’isola gallurese lascia ben poco spazio al legittimo proprietario, Tonino Bartoleoni, che di Tavolara sulla carta è addirittura il re. Così i sardi, vincolati dalle servitù militari e industriali che invadono il territorio e soprattutto paralizzati dal servilismo verso le famiglie più potenti, siano continentali o sarde, si stanno dimostrando incapaci di essere padroni in casa loro.

Ne è convinto Roberto Copparoni, ambientalista, segretario dei Verdi per la Provincia di Cagliari, che – durante una recente visita all’Isola di Tavolara con l’associazione Amici di Sardegna – mentre passeggiava nell’unico unico sentiero praticabile dell’isola, delimitato da reti metalliche, cartelli di proprietà privata e divieti d’accesso, ha fatto una interessante riflessione, consegnata poi alle pagine web di facebook, su come questa piccolissima isola rispecchi la situazione della Sardegna.

tavolara
Servitù e vincoli a Tavolara – Foto Roberto Copparoni

Il suo territorio di circa sei chilometri quadrati – ricorda Copparoni – è infatti soggetto a una serie di vincoli di varia natura: la Nato ha occupato più della metà del territorio, mentre la potente famiglia Marzano (che fin dall’era fascista ha sempre avuto posizioni di forte influenza nei palazzi romani) possiede a Tavolara una importante struttura. “Solo una piccola parte dell’isola è rimasta a coloro che a pieno titolo dovrebbero essere i veri proprietari di Tavolara, la famiglia Bertoleoni, di cui Tonino risulta essere l’erede legittimo se non altro per usucapione. Ci sarebbe poi anche un altro vincolo determinato dalla presenza di un Ente parco la Area Marina Protetta di Tavolara – ricorda Copparoni -. Ma questa è un’altra storia…“.

La Sardegna come Tavolara

Anche la Sardegna, nonostante i limiti territoriali siano ben diversi, vive queste problematiche – considera Copparoni -: infatti buona parte del suo territorio è sottoposto a servitù militare, altre parti invece sono soggette a servitù industriali, minerarie, energetiche. Anche da noi i veri proprietari che dovrebbero essere i sardi sono relegati in spazi e luoghi marginali della Sardegna. Quanto alla potente famiglia Marzano di Tavolara, ricordo che in Sardegna abbiamo altre famiglie che sarde non sono, ma che di fatto sono in grado di far legiferare quello che vogliono , magari proprio da sardi, e di consolidare in questo modo il proprio potere con la collaborazione di tanti residenti”.

tavolara
Servitù e vincoli a Tavolara – Foto Roberto Copparoni

I sardi pur di avere lavoro sono disposti a tutto con buona pace dell’identità e dell’autodeterminazione – scrive Copparoni  -. Sacrificano tutto, affetti, ambiente, territori, storia e tradizioni, ipotecando persino il futuro di quelli che verranno… I fatti lo dimostrano quotidianamente. Per fortuna a Tavolara c’è il festival del cinema che ci ricorda quante contraddizioni presenti la Sardegna a cominciare da un ente Parco che a mio avviso non controlla proprio nulla”.

Continuando con la metafora Copparoni prosegue considerando che “tutti possono arrivare sull’isola, perché non esiste alcun monitoraggio degli arrivi: centinaia di natanti transitano in area protetta e approdano un po’ dove si vuole in barba ai vincoli delle aree A,B,C. Colpiscono i tanti panfili e le numerose imbarcazione da sogno alcune delle quali ricordano Persino l’Andrea Doria e il Titanic tanto sono grandi e lussuose. Come vorrei che un giorno i Bertoleoni, ovvero i sardi, si riprendessero tutto e riacquistassero una piena soggettività – conclude –.  Secondo voi sarà mai possibile?”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here