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Papa Francesco non lasciarci soli

Papa Francesco non lasciarci soli. Le prime parole ascoltate da Jorge Mario Bergoglio in terra di Sardegna sono state il grido di dolore di uno dei quattocentomila cassintegrati sardi. Probabilmente un padre di famiglia dai cui occhi fuoriusciva, potentissima, la rabbia di una terra mal governata per anni. E la paura di non poter dare un futuro ai propri figli. Papa Francesco ha poi ascoltato le parole piene di emozione di un’imprenditrice sociale cagliaritana che con la sua azienda si arrabatta per cercare di far lavorare persone disagiate, ex tossicodipendenti o ex carcerati che la stragrande parte delle volte trovano chiuse le porte del lavoro. Infine ha sentito il grido di dolore della campagna sarda, un tempo settore portante dell’economia isolana, ora vista dai giovani come uno sbocco di lavoro arcaico e privo di futuro. Al di là delle bandierine bianche e gialle, dei picchetti ufficiali in giacca, cravatta e fascia tricolore e dell’enorme entusiasmo suscitato nelle cinquecentomila persone accorse a Cagliari per accoglierlo, Papa Francesco ha trovato una Sardegna stremata. In ginocchio. Non è un caso che la visita a Cagliari segua a pochissima distanza quella a Lampedusa: due isole, ha detto il Papa, accomunate da una grande, enorme sofferenza. Leggi di più

Gioco d’azzardo, tante adesioni alla proposta Idv

Gioco d’azzardo. La prima adesione di peso, dopo quella del presidente dell’Anci Cristiano Erriu, è arrivata dal sindaco di Sassari Gianfranco Ganau. Poi c’è stata quella del primo cittadino di Nuoro, Alessandro Bianchi. Anche Massimo Zedda, a Cagliari, si è dimostrato attento al problema del gioco d’azzardo: qualche giorno fa, su insistenza dei rappresentanti dell’Italia dei Valori (Giovanni Dore e Ferdinando Secchi), la sua Giunta ha infatti deliberato l’adesione del Comune di Cagliari al Manifesto dei sindaci contro il gioco d’azzardo. Il no al gioco d’azzardo sale dal basso. Oltre i sindaci, la lotta contro la ludopatia sta coinvolgendo anche la Chiesa. Tanti sacerdoti in prima linea contro il gioco d’azzardo, quelli che spesso assistono le famiglie distrutte da questa piaga (che in Italia interessa tre milioni di persone in maniera quasi patologica), hanno compreso le ragioni dell’Italia dei Valori sottoscrivendo la proposta di legge di iniziativa popolare che prevede il divieto di qualsiasi forma di gioco d’azzardo tranne quelli tradizionali come il Lotto e le scommesse sportive. Fortunatamente anche tanti gestori di locali pubblici sardi stanno esercitando l’obiezione di coscienza rifiutando di sistemare slotmachine e giochi affini all’interno dei loro esercizi. Leggi di più

Papa Francesco, l’umiltà sbarca in Sardegna

Papa Francesco sarà domenica a Cagliari: non è un caso che il pontefice argentino abbia programmato il suo primo vero e proprio viaggio apostolico a Cagliari, nel santuario dedicato alla Madonna di Bonaria, che lega come un filo invisibile la Sardegna alla sua città Buenos Aires. Della grande devozione di Francesco a Maria, come di tanti altri aspetti della sua trascinante personalità che sta affascinando credenti e non credenti in tutto il mondo, ha parlato a Cagliari, nella sala congressi della Basilica di Bonaria, lo scrittore e giornalista Andrea Tornielli, autore di una biografia su papa Francesco. Il giornalista – invitato a Cagliari dall’Ucsi Sardegna e dalla Diocesi cagliaritana - ha raccontato alcuni episodi che fanno meglio comprendere la grande umanità di Papa Bergoglio e la sua grande capacità di superare barriere e divisioni. Leggi di più

Gioco d’azzardo, la Chiesa si schiera con IdV

Gioco d’azzardo. Bis. C’è la vecchietta. Che quando arrivano i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate per controllare gli incassi della slot si aggrappa alla macchina perché vuole giocare ancora per recuperare tutto quello che ha sperperato. C’è l’imprenditore. Che per il suo vizio del gioco d’azzardo manda in fallimento la sua fabbrichetta e rovina i suoi dipendenti e le loro famiglie prima di andare a curarsi all’estero in una comunità di recupero. C’è il politico. Quello ingordo. Quello che i soldi non gli bastano mai. E allora gioca. Gioca per averne altri. Ma poi c’è soprattutto lui. Lo sfigato. Il disoccupato, il cassintegrato. Con moglie e figli da sfamare. Quello che, appena ricevuto l’assegno di disoccupazione se lo gioca subito perché non può continuare sempre così e la fortuna prima o poi deve girare. Ma che a furia di giocare si rovina la vita e rovina quella dei suoi cari.

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Papa Francesco e la star Madonna

Papa Francesco e la cantante Madonna. Due notizie in rapida sequenza. Apparentemente lontane anni luce, ma significative. Le ha date questo pomeriggio il Tg3. La prima: una ripresa della telefonata di Papa Francesco al diciannovenne studente universitario padovano che – dopo l’efferato assassinio del fratello (titolare di alcune pompe di benzina a Pesaro) – all’inizio di agosto aveva scritto al Pontefice dicendogli che non riusciva a perdonare Dio per quell’enorme sofferenza. La seconda: l’inaugurazione della palestra romana di Madonna, con la superstar che ha fatto attendere per quattro ore frotte di followers sognanti, cinque dei quali sono stati sorteggiati per incontrare la venerata star. Leggi di più

Bonaria, la Madonna che venne dal mare

Voi sardi siete entusiasti, eh! Cari amici, vi ringrazio per la vostra presenza e di cuore affido voi e le vostre comunità alla materna intercessione della Vergine Santa che venerate con il titolo di “Madonna di Bonaria”. A questo proposito vi vorrei annunciare che desidero visitare il Santuario a Cagliari. Quasi sicuro sarà nel mese di settembre“.

Con queste parole Papa Francesco lo scorso maggio ha annunciato la sua visita a Cagliari, al Santuario della Madonna di Bonaria il prossimo 22 settembre. Il pontefice argentino ha poi spiegato lo strettissimo collegamento tra la sua città d’origine, Buenos Aires, e la Madonna di Bonaria. “Fra la città di Buenos Aires e Cagliari c’è una fratellanza per una storia antica: quando l’ha fondata il fondatore voleva nominarla città della Santissima Trinità, ma i marinai che l’avevano portata lì, erano sardi e volevano chiamarla Bonaria, c’è stato scontro. Si è giunti a una mediazione chiamandola “Città della Santissima Trinità e porto di nostra Signora di Bonaria”, ma era troppo lungo, e sono rimaste le ultime due parole, Buona aria- Buenos Aires, ma è per la Madonna di Bonaria“. Non a caso entrambe le città festeggiano la Madonna di Bonaria il 24 aprile. Leggi di più