Tag: comunicazione

Radiopress, grazie di essere esistita

Radiopress è fallita. La precaria situazione economica della storica emittente cagliaritana si conosceva da tempo, ma purtroppo quando interviene il tribunale la fine di una bella avventura viene definitivamente sancita dai giudici e dalle carte bollate. Poco importa quanto quell’iniziativa abbia significato nell’asfittico panorama informativo di una regione come la Sardegna. E poco importa soprattutto di che ne sarà delle persone che in quel sogno hanno creduto.

Come giustamente hanno ricordato altri, cito ad esempio il consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Giancarlo Ghirra, l’epilogo di Radiopress ricorda il mesto declino di altri tentativi falliti di fare informazione in Sardegna: Epolis e Sardegna 24. Leggi di più

Giornalismo missionario, una lezione con padre Giulio Albanese

Giornalismo missionario: «Le Afriche non sono povere ma sono impoverite e invocano giustizia: di tutto hanno bisogno tranne che della nostra carità pelosa». (cit don Giulio Albanese)

Sono parole di don Giulio Albanese, missionario comboniano e giornalista esperto delle problematiche dei paesi del Sud del mondo, che qualche settimana fa ha tenuto una lezione sul giornalismo missionario e sociale nel corso della scuola di giornalismo organizzata dall’Ucsi a Fiuggi, località in cui padre Albanese vive da qualche anno. Leggi di più

Giornalismo e comunicazione sociale nell’era digitale

Entrare nel mondo dei social network e del giornalismo digitale, per un giornalista della carta stampata, abituato al fruscio dei giornali e al rumore stridulo della penna che prende appunti sul taccuino, è stata una vera e propria rivoluzione.

Quando nella primavera 2010 lavoravo ancora nella sede cagliaritana del gruppo E polis e scrivevo per le pagine politiche del quotidiano Il Sardegna raccontando le vicende dei palazzi istituzionali della Sardegna, avevo un bel cellulare aziendale e un vecchio desktop in redazione su cui scrivere i pezzi. Quella situazione, in cui potevo liberamente telefonare alle mie fonti senza più spendere manco un euro e scrivere direttamente in pagina, mi pareva un confortevole punto d’arrivo, soprattutto se pensavo alla mia lunga gavetta all’Unione Sarda quando, da collaboratore “abusivo”, avevo il permesso di fare le telefonate in redazione solo all’ora di pranzo, per poi correre a casa a scrivere il pezzo e riportarlo altrettanto di corsa al caposervizio dopo averlo stampato a casa. Leggi di più