Tag: giornalismo

Lavoro, ripartire da un’economia della gratuità

Lavoro gratuito e niente paghetta. I ragazzi devono capire che i piccoli lavori richiesti in famiglia devono essere fatti bene senza necessariamente un corrispettivo. Rifarsi il letto, apparecchiare la tavola, studiare: un dovere da compiere con cura. Assimilare il valore dell’impegno portato a termine senza un corrispettivo gli permetterà, da grandi, di lavorare con soddisfazione, perché riuscire a fare le cose bene solo se si è pagati o addirittura perché si è controllati dai superiori è una cosa che fanno gli schiavi e non le persone libere. Leggi di più

Kenza, prigionieri nel mercantile fantasma

Kenza. Si chiama così la nave fantasma ormeggiata al Porto canale di Cagliari che ormai da più di due mesi tiene prigionieri quindici marinai. Il proprietario del mercantile, battente bandiera marocchina, è un armatore che ha pensato bene di abbandonare al proprio destino i membri dell’equipaggio che da dicembre non ricevono stipendio. Una situazione che novantanove volte su cento prelude al fallimento, al sequestro e alla messa all’asta della nave.

Kenza Cagliari

I marittimi nordafricani, spenti i motori del mercantile Kenza, hanno deciso di rimanere a bordo della nave in terra sarda. Peccato che, non avendo il permesso di soggiorno, non possano neppure sbarcare dalla nave. Mancano i viveri e soprattutto l’acqua, per questo motivo è stata lanciata una gara di solidarietà coordinata dalla Filt Cgil Cagliari che, dando pieno sostegno alla sacrosanta protesta dei lavoratori marittimi, già dall’inizio di maggio ha consegnato le prime scorte di viveri e medicinali all’equipaggio, organizzando un monitoraggio della salute dei lavoratori della Kenza, impegnati in uno sciopero sicuramente destinato a protrarsi a lungo. Leggi di più

Mafia in Sardegna. Non esiste? Purtroppo sì!

Mafia in Sardegna. “La Sardegna non è immune dalla criminalità organizzata i cui tentacoli si sono estesi da tempo sulle vostre coste“. Ci voleva lo scrittore Roberto Saviano, in questi giorni in Sardegna per presentare il suo ultimo libro ZeroZeroZero, per sfatare - davanti a migliaia di persone assiepate a Cagliari, Nuoro e oggi a Sassari - il mito che ci hanno sempre propinato: quello secondo cui la Sardegna è del tutto immune da fenomeni di criminalità organizzata come la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra. Leggi di più

Quirra e la giornata mondiale dell’ambiente

Quirra. Ogni 5 giugno, dal 1972, nel mondo si celebra la Giornata mondiale dell’Ambiente istituita dalle Nazioni Unite. Quest’anno il messaggio è quello della lotta contro gli sprechi alimentari e la fame nel mondo, ma l’obiettivo complessivo di questa ricorrenza è sensibilizzare le popolazioni mondiali a tutelare la terra per lasciare in eredità ai nostri figli un mondo vivibile.

Quando si mette d’impegno l’uomo è infatti in grado di distruggere paesaggi meravigliosi e purtroppo anche in Sardegna ci intendiamo eccome di zone deturpate dalle grandi industrie energivore o dalle servitù militari. Leggi di più

Radiopress, grazie di essere esistita

Radiopress è fallita. La precaria situazione economica della storica emittente cagliaritana si conosceva da tempo, ma purtroppo quando interviene il tribunale la fine di una bella avventura viene definitivamente sancita dai giudici e dalle carte bollate. Poco importa quanto quell’iniziativa abbia significato nell’asfittico panorama informativo di una regione come la Sardegna. E poco importa soprattutto di che ne sarà delle persone che in quel sogno hanno creduto.

Come giustamente hanno ricordato altri, cito ad esempio il consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Giancarlo Ghirra, l’epilogo di Radiopress ricorda il mesto declino di altri tentativi falliti di fare informazione in Sardegna: Epolis e Sardegna 24. Leggi di più

Deontologia e casi di suicidio

Fino a pochi anni fa nelle redazioni vigeva una regola fondamentale: la notizia dei suicidi non si doveva mai dare. Tranne in caso di eventi eccezionali che ne giustificassero la pubblicazione. La deontologia professionale imponeva in primo luogo il rispetto per chi decideva di compiere quel gesto estremo e per il dolore dei suoi familiari.

Questo principio è stato affermato anche dall’Organizzazione mondiale della sanità che pochi anni fa, nel 2008, ha emanato una chiara raccomandazione ai media in cui si diceva espressamente che parlare dei suicidi fa aumentare il numero delle persone che decidono di togliersi la vita e si chiedeva ai media di tutelare la privacy dei familiari e dei parenti già provati dal dolore. Leggi di più

Giornalismo missionario, una lezione con padre Giulio Albanese

Giornalismo missionario: «Le Afriche non sono povere ma sono impoverite e invocano giustizia: di tutto hanno bisogno tranne che della nostra carità pelosa». (cit don Giulio Albanese)

Sono parole di don Giulio Albanese, missionario comboniano e giornalista esperto delle problematiche dei paesi del Sud del mondo, che qualche settimana fa ha tenuto una lezione sul giornalismo missionario e sociale nel corso della scuola di giornalismo organizzata dall’Ucsi a Fiuggi, località in cui padre Albanese vive da qualche anno. Leggi di più

Tobagi e la libertà di stampa

Tobagi « … al lavoro affannoso di questi mesi va data una ragione, che io avverto molto forte: è la ragione di una persona che si sente intellettualmente onesta, libera e indipendente e cerca di capire perché si è arrivati a questo punto di lacerazione sociale, di disprezzo dei valori umani (…) per contribuire a quella ricerca ideologica che mi pare preliminare per qualsiasi mutamento, miglioramento nei comportamenti collettivi».

Questa frase che Walter Tobagi, inviato del Corriere della Sera, scrisse a sua moglie nel 78, due anni prima di essere vigliaccamente assassinato da un commando delle Brigate Rosse il 28 maggio 1980, è riportata in una targa sistemata a Milano, nei pressi del luogo in cui fu ucciso. Oggi, esattamente a trentatré anni di distanza dalla sua morte, la lezione di Tobagi, giornalista scomodo che raccontava dalle pagine del Corriere della Sera (prima scrisse sull’Avanti e su Avvenire) un periodo difficilissimo come quello degli anni di piombo è ancora attuale. Come è ancora molto attuale la sua tensione morale, la sua necessità di essere un giornalista libero, ancorché sottoposto alle pressioni enormi presenti in un periodo fortunatamente irripetibile della storia d’Italia. Leggi di più

Giornalismo e comunicazione sociale nell’era digitale

Entrare nel mondo dei social network e del giornalismo digitale, per un giornalista della carta stampata, abituato al fruscio dei giornali e al rumore stridulo della penna che prende appunti sul taccuino, è stata una vera e propria rivoluzione.

Quando nella primavera 2010 lavoravo ancora nella sede cagliaritana del gruppo E polis e scrivevo per le pagine politiche del quotidiano Il Sardegna raccontando le vicende dei palazzi istituzionali della Sardegna, avevo un bel cellulare aziendale e un vecchio desktop in redazione su cui scrivere i pezzi. Quella situazione, in cui potevo liberamente telefonare alle mie fonti senza più spendere manco un euro e scrivere direttamente in pagina, mi pareva un confortevole punto d’arrivo, soprattutto se pensavo alla mia lunga gavetta all’Unione Sarda quando, da collaboratore “abusivo”, avevo il permesso di fare le telefonate in redazione solo all’ora di pranzo, per poi correre a casa a scrivere il pezzo e riportarlo altrettanto di corsa al caposervizio dopo averlo stampato a casa. Leggi di più

Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italia
This work by Alessandro Zorco is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italia.