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I politici sardi e la bandiera dei quattro mori

Ognuno di noi ha una bandiera nel cuore seguita con buona fede e onore, ma tutti dobbiamo ricordare che vi è una bandiera comune consegnataci dal voto dei sardi nella quale c’è scritto Sardegna“. Queste parole sono state pronunciate il 28 maggio 1949 dal primo presidente del Consiglio regionale della Sardegna, il sardista Anselmo Contu. In quel periodo lo Statuto sardo, simbolo di un’autonomia conquistata con grande fatica grazie al sacrificio dei tanti sardi morti nella seconda guerra mondiale, era stato appena approvato dalla Assemblea Costituente. Già da allora il risultato ottenuto dalla contrattazione con lo Stato era molto al di sotto delle attese. La politica isolana continuava ad avere una sorta di complesso di inferiorità, frutto di una colonizzazione durata centinaia di anni. Ma, al di là di questa atavica sottomissione allo straniero, in quasi sessantacinque anni da quella prima assemblea regionale la politica sarda è mai riuscita a sventolare a Roma il vessillo della autonomia sarda? Leggi di più

Incendi in Sardegna e rilevamento satellitare

Incendi in Sardegna. Dopo i roghi che la settimana scorsa hanno devastato più di ottomila ettari di boschi e macchia mediterranea a Laconi, Nurallao, Ghilarza e Sinnai, la Sardegna conta i danni: un allevatore in coma, mille persone evacuate, tanti animali morti. Alcuni dei centri colpiti dai roghi stanno avviando le procedure per chiedere al Governo lo stato di calamità naturale e gli indennizzi. Ma anche quest’anno si ha la sensazione della cronaca di una devastazione annunciata. Da anni i discorsi sono sempre gli stessi: mancano i mezzi di soccorso aerei e soprattutto manca un adeguato sistema di prevenzione. Fa rabbia poi la questione delle centraline di rilevamento automatico degli incendi, mai utilizzate dopo essere costate alla Regione oltre cinquanta miliardi di vecchie lire. Eppure in Sardegna il sistema di rilevamento a raggi infrarossi esiste: il Piano antincendi 2011-2013, oltre le vedette a terra, prevede infatti un monitoraggio satellitare a raggi infrarossi che oltretutto la Regione può usare gratis.

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Piano paesaggistico: Sardegna tra ambiente e primarie

Piano paesaggistico. Ugo Cappellacci lo aveva promesso durante la vittoriosa campagna elettorale del 2009 e ora, alla vigilia delle prossime elezioni, lo ribadisce: il Piano Paesaggistico regionale varato da Renato Soru sarà modificato entro i primi mesi del 2014. Pare che da mesi, nel silenzio generale rotto oggi da un’inchiesta pubblicata dalla Nuova Sardegna, una task force esterna alla Regione sia al lavoro per revisionare le norme emanate nel novembre 2004 da Renato Soru, che al tempo rappresentarono un esempio di amministrazione virtuosa per tutta Italia. Oggi, con la campagna elettorale alle porte, si ripropone lo stereotipo ormai noto: centrodestra che apre le porte alle imprese edili, con il rischio di spalancarle anche ai cementificatori e agli speculatori, e centrosinistra abbarbicato a difesa degli splendidi tesori ambientali, identitari e culturali della Sardegna. Leggi di più

Finanziaria, la Sardegna e la sindrome di Tafazzi

Finanziaria: schiaffo del Governo alla Regione. Palazzo Chigi impugna la manovra. Quante volte chi ha scritto di politica regionale in questi anni ha titolato così. Praticamente ogni anno il Consiglio dei Ministri, qualunque fosse la maggioranza al timone e qualunque fosse il ministro per gli Affari Regionali di turno, ha infatti bocciato le manovre regionali, impallinando i timidi tentativi della Regione sarda di esercitare la sua statutaria autonomia fiscale. Leggi di più