Immaginate una Messa affollatissima: 40mila persone dentro uno stadio. Ognuna di queste persone, prima di entrare nello stadio, ha ricevuto una piccola candela. Di quelle che si acquistano a un euro per un pacco da cento. Ad un certo punto il celebrante annuncia che tutti i riflettori saranno spenti. Sconcerto generale. Niente paura, dice: ogni partecipante dovrà accendere la sua piccola candela. Il buio inghiotte gli spalti. Ma ecco che d’improvviso si accendono le candele: prima una, poi un’altra, poi un’altra ancora. Fino a formare un grande lago di candele. Magico. Ognuno può vedere il viso del suo vicino. Ognuno dà il suo contributo di luce. Ma cosa succederebbe se prima uno, poi un altro e poi un altro ancora decidessero che non c’è bisogno di accendere la candela? Tanto c’è quella del vicino. Forse si creerebbe una consuetudine, un’abitudine a pensare che il nostro contributo non è necessario, che ci pensano gli altri. Cosa succederebbe se ognuno di noi tenesse spenta quella fiammella di speranza in un futuro migliore? Se pensasse che non serve perchè c’è qualcuno che spera al posto suo? Leggi di più
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Le reliquie di Don Bosco arrivano in Sardegna
Don Bosco. «Dovrai farteli amici non con le percosse ma con la mansuetudine e la carità. Parla, spiegagli che il peccato è una cosa cattiva e che l’amicizia con il Signore è un bene prezioso». Questo è un brano del sogno che Don Bosco fece da bambino. Un uomo maestoso gli indicava una folla di ragazzini: alcuni giocavano, altri ridevano, altri ancora bestemmiavano. Secondo quell’uomo il piccolo Giovanni avrebbe dovuto essere il loro capo, insegnargli il rispetto e l’amore. Ma lui, il futuro don Bosco, non si sentiva all’altezza. Era solo un povero ragazzo ignorante e non sarebbe mai riuscito a parlare di religione a quei monelli. Allora quell’uomo maestoso gli indicò una donna (sua madre) che sarebbe stata la sua maestra. Era maestosa e vestita di abiti splendenti, e gli disse: «Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare». Il seguito è abbastanza noto: quell’adolescente divenne un gigante della spiritualità e profuse tutto se stesso per l’educazione dei ragazzi, soprattutto quelli più difficili. Un impegno che ha portato alla fondazione, 150 anni fa, dell’opera salesiana ormai presente in tutto il mondo. Un esempio per tutti quelli che credono che il futuro di questa società sia riposto esclusivamente nella cura che riceveranno le generazioni future. Tra due anni, nel 2015, si celebrerà il bicentenario della morte di Don Bosco e fra qualche giorno, dopo aver attraversato i cinque continenti in preparazione della ricorrenza, le reliquie di Don Bosco approderanno in Sardegna. Dall’11 al 15 ottobre l’urna con le reliquie del santo percorrerà l’isola partendo da Cagliari per poi salire a Lanusei e, successivamente, raggiungere il nord dell’isola. Leggi di più
Papa Francesco, l’umiltà sbarca in Sardegna
Papa Francesco sarà domenica a Cagliari: non è un caso che il pontefice argentino abbia programmato il suo primo vero e proprio viaggio apostolico a Cagliari, nel santuario dedicato alla Madonna di Bonaria, che lega come un filo invisibile la Sardegna alla sua città Buenos Aires. Della grande devozione di Francesco a Maria, come di tanti altri aspetti della sua trascinante personalità che sta affascinando credenti e non credenti in tutto il mondo, ha parlato a Cagliari, nella sala congressi della Basilica di Bonaria, lo scrittore e giornalista Andrea Tornielli, autore di una biografia su papa Francesco. Il giornalista – invitato a Cagliari dall’Ucsi Sardegna e dalla Diocesi cagliaritana - ha raccontato alcuni episodi che fanno meglio comprendere la grande umanità di Papa Bergoglio e la sua grande capacità di superare barriere e divisioni. Leggi di più

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