Papa Francesco non lasciarci soli. Le prime parole ascoltate da Jorge Mario Bergoglio in terra di Sardegna sono state il grido di dolore di uno dei quattocentomila cassintegrati sardi. Probabilmente un padre di famiglia dai cui occhi fuoriusciva, potentissima, la rabbia di una terra mal governata per anni. E la paura di non poter dare un futuro ai propri figli. Papa Francesco ha poi ascoltato le parole piene di emozione di un’imprenditrice sociale cagliaritana che con la sua azienda si arrabatta per cercare di far lavorare persone disagiate, ex tossicodipendenti o ex carcerati che la stragrande parte delle volte trovano chiuse le porte del lavoro. Infine ha sentito il grido di dolore della campagna sarda, un tempo settore portante dell’economia isolana, ora vista dai giovani come uno sbocco di lavoro arcaico e privo di futuro. Al di là delle bandierine bianche e gialle, dei picchetti ufficiali in giacca, cravatta e fascia tricolore e dell’enorme entusiasmo suscitato nelle cinquecentomila persone accorse a Cagliari per accoglierlo, Papa Francesco ha trovato una Sardegna stremata. In ginocchio. Non è un caso che la visita a Cagliari segua a pochissima distanza quella a Lampedusa: due isole, ha detto il Papa, accomunate da una grande, enorme sofferenza. Leggi di più
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Papa Francesco, l’umiltà sbarca in Sardegna
Papa Francesco sarà domenica a Cagliari: non è un caso che il pontefice argentino abbia programmato il suo primo vero e proprio viaggio apostolico a Cagliari, nel santuario dedicato alla Madonna di Bonaria, che lega come un filo invisibile la Sardegna alla sua città Buenos Aires. Della grande devozione di Francesco a Maria, come di tanti altri aspetti della sua trascinante personalità che sta affascinando credenti e non credenti in tutto il mondo, ha parlato a Cagliari, nella sala congressi della Basilica di Bonaria, lo scrittore e giornalista Andrea Tornielli, autore di una biografia su papa Francesco. Il giornalista – invitato a Cagliari dall’Ucsi Sardegna e dalla Diocesi cagliaritana - ha raccontato alcuni episodi che fanno meglio comprendere la grande umanità di Papa Bergoglio e la sua grande capacità di superare barriere e divisioni. Leggi di più
Buggerru, un ricordo dei moti del 1904
Buggerru, 4 settembre 1904. Quasi tremila minatori sardi che lavorano in stato di semischiavitù nelle miniere si ribellano ai soprusi padronali e decidono di incrociare le braccia. I dirigenti della società francese che gestisce la miniera e le terre circostanti con la connivenza dei potentati pubblici sulcitani chiedono l’aiuto delle autorità piemontesi che, dalla vicina Iglesias, mandano a Buggerru due compagnie di fanteria. Lo scontro conseguente si conclude con un bilancio di tre morti e decine di feriti, ma l’indignazione che accompagna questa ingiustizia verso i minatori sardi porta alla proclamazione del primo sciopero nazionale tenutosi il successivo 16 settembre 1904. Domani – nel giorno del 109° anniversario - Cgil, Cisl e Uil ricorderanno i tragici fatti di Buggerru con un corteo al termine del quale sarà depositata una corona di fiori nella piazza teatro dell’eccidio. Leggi di più
Bonaria, la Madonna che venne dal mare
“Voi sardi siete entusiasti, eh! Cari amici, vi ringrazio per la vostra presenza e di cuore affido voi e le vostre comunità alla materna intercessione della Vergine Santa che venerate con il titolo di “Madonna di Bonaria”. A questo proposito vi vorrei annunciare che desidero visitare il Santuario a Cagliari. Quasi sicuro sarà nel mese di settembre“.
Con queste parole Papa Francesco lo scorso maggio ha annunciato la sua visita a Cagliari, al Santuario della Madonna di Bonaria il prossimo 22 settembre. Il pontefice argentino ha poi spiegato lo strettissimo collegamento tra la sua città d’origine, Buenos Aires, e la Madonna di Bonaria. “Fra la città di Buenos Aires e Cagliari c’è una fratellanza per una storia antica: quando l’ha fondata il fondatore voleva nominarla città della Santissima Trinità, ma i marinai che l’avevano portata lì, erano sardi e volevano chiamarla Bonaria, c’è stato scontro. Si è giunti a una mediazione chiamandola “Città della Santissima Trinità e porto di nostra Signora di Bonaria”, ma era troppo lungo, e sono rimaste le ultime due parole, Buona aria- Buenos Aires, ma è per la Madonna di Bonaria“. Non a caso entrambe le città festeggiano la Madonna di Bonaria il 24 aprile. Leggi di più
Dieci comandamenti, approdo a Cagliari
Dieci comandamenti a Cagliari. E’ finita con le candele accese ad illuminare la notte e i cuori e tanti ragazzi che ballavano le canzoni del Rinnovamento nello Spirito Santo. Per ricordare che la fede è soprattutto libertà da tutto ciò che è male e gioia di vivere con il desiderio di orizzonti e cose sempre nuovi e più alti. E che «l’uomo è fatto per l’infinito».
Tema della serata Dieci Piazze per dieci Comandamenti, che sabato scorso si è vissuta a Cagliari, era il decimo e ultimo comandamento: Non desiderare la roba d’altri. Tema forte, soprattutto in una società come quella sarda in cui spesso prevalgono l’invidia, l’egoismo e l’individualismo. Tema che è stato declinato attraverso un percorso di parole e musica che ha fornito interessanti spunti di riflessione su come questo precetto biblico possa e debba essere messo in pratica.
Dieci Comandamenti a Cagliari
Non desiderare la roba d’altri. Con l’ultimo dei Dieci Comandamenti sabato 29 giugno approderà a Cagliari la rassegna Dieci Piazze per Dieci Comandamenti. Nell’Arena Grandi Eventi del quartiere Sant’Elia, a partire dalle 20.30, si parlerà, con musica, cultura, danza e tante testimonianze, di come in questo periodo l’invidia, il possesso, l’avarizia e l’attaccamento ai beni materiali stiano condizionando la vita di tutti noi. E di come il modello consumistico ci stia proponendo una falsa idea di uguaglianza e omologazione dei diritti.


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