Microchips che inseriti nel corpo umano possono scoprire in tempo reale infezioni e malattie. Possono trovare un tumore addirittura in mezz’ora. Bellissimo! La ricerca scientifica, soprattutto in America, sta facendo passi da gigante. Le malattie saranno finalmente debellate e l’umanità vivrà giorni di pace e benessere! Un momento. Rewind. Forse non è proprio così. Forse non son tutte rose e fiori. Qualche anno fa sicuramente non avremmo mai pensato che il Gps del nostro smartphone segnalasse agli amici di Facebook o ai followers di Twitter dove andiamo in spiaggia o dove andiamo a mangiare la pizza. Ma neppure oggi immaginiamo cosa potrà avvenire fra qualche anno: quando magari i nostri pensieri e i nostri stati d’animo potranno essere trasmessi per via telematica. O addirittura postati su Facebook in attesa di un “Mi piace”. La domanda allora sorge spontanea: esiste ancora la privacy? Leggi di più
Tag: tecnologia
Sardex, il baratto diventa tecnologico
Sardex. Parlare di un’economia basata sulla fiducia reciproca e sulla collaborazione può sembrare utopistico in questo periodo di profonda crisi, economica ma anche di valori umani. Soprattutto in Sardegna, dove il mondo dell’impresa è stato storicamente caratterizzato da un forte individualismo e da una scarsissima capacità degli imprenditori di mettersi in rete.
Eppure proprio in Sardegna nel 2010, quando (nonostante le rassicurazioni istituzionali) la crisi era già pericolosamente alle porte, ha preso il via il progetto Sardex.net, un circuito di Credito commerciale basato sull’utilizzo di una moneta complementare (il Sardex appunto) da affiancare virtualmente all’euro per fornire alle piccole e medie imprese uno strumento di pagamento aggiuntivo rispetto a quelli tradizionali. E soprattutto per permettere loro di evitare di ricorrere a costosi prestiti in banca per sopravvivere. Leggi di più
Giornalismo e comunicazione sociale nell’era digitale
Entrare nel mondo dei social network e del giornalismo digitale, per un giornalista della carta stampata, abituato al fruscio dei giornali e al rumore stridulo della penna che prende appunti sul taccuino, è stata una vera e propria rivoluzione.
Quando nella primavera 2010 lavoravo ancora nella sede cagliaritana del gruppo E polis e scrivevo per le pagine politiche del quotidiano Il Sardegna raccontando le vicende dei palazzi istituzionali della Sardegna, avevo un bel cellulare aziendale e un vecchio desktop in redazione su cui scrivere i pezzi. Quella situazione, in cui potevo liberamente telefonare alle mie fonti senza più spendere manco un euro e scrivere direttamente in pagina, mi pareva un confortevole punto d’arrivo, soprattutto se pensavo alla mia lunga gavetta all’Unione Sarda quando, da collaboratore “abusivo”, avevo il permesso di fare le telefonate in redazione solo all’ora di pranzo, per poi correre a casa a scrivere il pezzo e riportarlo altrettanto di corsa al caposervizio dopo averlo stampato a casa. Leggi di più



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