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Un altro piano di rinascita o politici più capaci?

L’ennesima mobilitazione organizzata mercoledì scorso a Cagliari da Cgil, Cisl e Uil riporta alla mente il famoso “Congresso del popolo sardo per la Rinascita” organizzato dalle Camere del Lavoro della Cgil nel maggio 1950. La Sardegna devastata dalla seconda guerra mondiale doveva ripartire e in quel convegno, presieduto da Emilio Lussu, iniziava la rivendicazione del Piano straordinario di Rinascita previsto dal famoso articolo 13 dello Statuto sardo, che avrebbe dovuto risollevare le sorti dell’economia isolana. La speranza era tanta in quel periodo. Si parlava di interventi per modernizzare l’agricoltura e gli allevamenti sardi, di cooperazione tra le piccole imprese, di programmazione dal basso, di decentramento e tante altre cose, belle e democratiche. La Sardegna produttiva, quella fatta di contadini e minatori, povera gente che viveva in un’isola dove mancavano le strade e dove in tante case non c’era neppure l’acqua potabile, credeva fosse arrivata finalmente l’ora della rivincita e del riscatto. Leggi di più

Editoria: ecco perchè siamo tutti di Sardegna 1

Un tavolo tecnico-politico che possa monitorare i crediti vantati da Sardegna 1 verso le pubbliche amministrazioni sarde e soprattutto garantire che tali risorse vengano utilizzate per pagare gli stipendi arretrati dei dipendenti. Ma anche un chiarimento sul recente passaggio di proprietà dell’emittente televisiva cagliaritana, che - stando ai legali dei lavoratori - sarebbe avvenuto per la cifra simbolica di 4mila euro. E’ quanto emerso ieri al termine dell’incontro che Comitato di redazione, rappresentanti dell’Ordine dei Giornalisti e dell’Assostampa e rappresentanti sindacali del personale tecnico-amministrativo dell’emittente tv cagliaritana hanno avuto con il Presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo e i capigruppo in Consiglio. Durante l’incontro, preceduto da un sit-in al quale hanno partecipato in segno di solidarietà ai giornalisti di Sardegna 1 parecchi colleghi di altre testate giornalistiche (soprattutto molti giornalisti precari), la Lombardo e i capigruppo di maggioranza e opposizione hanno assicurato che sarà presto discussa in Aula la complessa situazione dell’informazione sarda che nel corso degli anni ha perso, senza che sia stato fatto troppo rumore, alcune importanti realtà quali Epolis, network di livello nazionale con 18 testate locali, il quotidiano Sardegna 24 e la storica emittente radiofonica cagliaritana Radiopress. Leggi di più

Buggerru, un ricordo dei moti del 1904

Buggerru, 4 settembre 1904. Quasi tremila minatori sardi che lavorano in stato di semischiavitù nelle miniere si ribellano ai soprusi padronali e decidono di incrociare le braccia. I dirigenti della società francese che gestisce la miniera e le terre circostanti con la connivenza dei potentati pubblici sulcitani chiedono l’aiuto delle autorità piemontesi che, dalla vicina Iglesias, mandano a Buggerru due compagnie di fanteria. Lo scontro conseguente si conclude con un bilancio di tre morti e decine di feriti, ma l’indignazione che accompagna questa ingiustizia verso i minatori sardi porta alla proclamazione del primo sciopero nazionale tenutosi il successivo 16 settembre 1904. Domani – nel giorno del 109° anniversario - Cgil, Cisl e Uil ricorderanno i tragici fatti di Buggerru con un corteo al termine del quale sarà depositata una corona di fiori nella piazza teatro dell’eccidio. Leggi di più