E’ sempre meno frequente in Sardegna la famiglia allargata tradizionale con tanti figli e i nonni che vivono sotto lo stesso tetto. La trasformazione culturale, economica e sociale dei tempi moderni ha portato anche nell’isola il proliferare di piccole famigliole con al massimo un figlio, di single e persone anziane che vivono da sole. Il risultato è che, grazie anche agli effetti del baby boom degli anni Sessanta che a quanto pare in terra sarda si è fatto particolarmente sentire, la Sardegna ha visto lievitare maggiormente che il resto della penisola il numero delle nuove famiglie, aumentate del 21,4% negli ultimi dieci anni (contro un dato nazionale del +18,6%). Gli ultimi dati demografici registrano inoltre un netto calo di residenti (negli ultimi quattro anni sono diminuiti addirittura di 38mila unità) e un progressivo e inesorabile invecchiamento della popolazione isolana. Leggi di più
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Zona franca: la Sardegna incassa l’ok dell’Ue
Zona franca integrale in Sardegna? L’Ue non ha nulla in contrario. Lo ha annunciato questa mattina il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani incontrando a Roma il presidente della Regione Ugo Cappellacci e alcuni rappresentanti del Comitato Sardegna Zona Franca. In pratica l’Europa non ha nulla da ridire sull’esenzione dell’isola dal territorio doganale italiano, neppure per tutta la sua estensione. Tutto dipende, come al solito, dalla capacità – purtroppo storicamente quasi nulla – della Regione Autonoma della Sardegna di essere unita e di saper contrattare condizioni fiscali favorevoli con il Governo italiano. Leggi di più
Gioco d’azzardo, la Chiesa si schiera con IdV
Gioco d’azzardo. Bis. C’è la vecchietta. Che quando arrivano i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate per controllare gli incassi della slot si aggrappa alla macchina perché vuole giocare ancora per recuperare tutto quello che ha sperperato. C’è l’imprenditore. Che per il suo vizio del gioco d’azzardo manda in fallimento la sua fabbrichetta e rovina i suoi dipendenti e le loro famiglie prima di andare a curarsi all’estero in una comunità di recupero. C’è il politico. Quello ingordo. Quello che i soldi non gli bastano mai. E allora gioca. Gioca per averne altri. Ma poi c’è soprattutto lui. Lo sfigato. Il disoccupato, il cassintegrato. Con moglie e figli da sfamare. Quello che, appena ricevuto l’assegno di disoccupazione se lo gioca subito perché non può continuare sempre così e la fortuna prima o poi deve girare. Ma che a furia di giocare si rovina la vita e rovina quella dei suoi cari.
Edilizia, bisogna puntare sulle ristrutturazioni
Edilizia. Dopo il boom di costruzioni registrato nei primi dieci anni del 2000 oggi in Sardegna si costruiscono sempre meno edifici. Ma esiste un enorme patrimonio di immobili pubblici e privati che stanno cadendo a pezzi abbandonati a se stessi. Ruderi diroccati e addirittura interi paesi fantasma sono molto frequenti soprattutto nell’interno dell’isola ma spesso e volentieri campeggiano sinistramente anche nei centri storici delle città capoluogo di provincia. Su quasi 500 mila edifici residenziali esistenti in Sardegna, circa 160mila sono stati costruiti prima degli anni Sessanta e ben 100mila versano attualmente in pessimo stato di conservazione. Di contro il comparto dell’edilizia, tradizionalmente uno tra i settori portanti dell’economia sarda, sta colando a picco e per il settimo anno consecutivo registra numeri terrificanti. Secondo il 12° rapporto sul Mercato delle costruzioni in Sardegna - presentato a Cagliari dalla Cna – il settore è in piena caduta libera: calano vertiginosamente gli investimenti, il volume d’affari, le imprese e gli occupati. Leggi di più
Zona franca, ricerca della Cna
La zona franca integrale e iI regime fiscale di vantaggio ad essa collegato non sono sufficienti a colmare il gap competitivo della Sardegna senza interventi strutturali sui problemi che rendono la nostra una delle regioni meno competitive a livello europeo. Il tema della zona franca, in ogni caso, deve essere sottratto alla mera propaganda elettorale per essere approfondito adeguatamente con un dibattito costruttivo tra forze politiche, parti sociali e soprattutto Comitati che hanno intrapreso una battaglia collettiva per il bene della Sardegna. Come? Partendo, innanzitutto, dall’attuazione, dopo oltre 15 anni di inspiegabile attesa, dell’ormai famoso decreto legislativo n. 75 del 1998 che - emanato sotto la Giunta di Federico Palomba - istituisce la zona franca doganale nei porti di Cagliari, Portovesme, Arbatax, Olbia, Oristano. Se ne è parlato a Cagliari, durante la presentazione di una ricerca della Cna regionale che analizza la competitività della nostra regione all’interno del sistema Europa e colloca la Sardegna agli ultimi posti nel Vecchio Continente per la scarsissima competitività del suo sistema socio-economico. Leggi di più



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