Category: Cagliari

I primi 50 anni della storica libreria Murru

Un libro va suggerito perché è un buon libro: a noi non interessa chi l’abbia stampato né la notorietà dello scrittore. A noi interessa solo che sia un buon libro. Queste poche parole, estrapolate da un foglio ciclostilato in formato A 5 appeso nella vetrina colorata di via San Benedetto, riassumono perfettamente la filosofia della Libreria Murru. Su quel foglio, letto forse con disattenzione dai passanti che percorrono la strada, Giancarlo Murru, uno degli ultimi librai cagliaritani, ha voluto celebrare i cinquant’anni di vita della storica libreria cagliaritana fondata nel 1962 da suo padre Gesuino. Ma ha anche lanciato un grido d’allarme per la sopravvivenza delle librerie indipendenti, sempre più fagocitate da un mercato che favorisce spietatamente la grande distribuzione e uccide lentamente i piccoli commercianti.

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Don Bosco e la candela della speranza

Immaginate una Messa affollatissima: 40mila persone dentro uno stadio. Ognuna di queste persone, prima di entrare nello stadio, ha ricevuto una piccola candela. Di quelle che si acquistano a un euro per un pacco da cento. Ad un certo punto il celebrante annuncia che tutti i riflettori saranno spenti. Sconcerto generale. Niente paura, dice: ogni partecipante dovrà accendere la sua piccola candela. Il buio inghiotte gli spalti. Ma ecco che d’improvviso si accendono le candele: prima una, poi un’altra, poi un’altra ancora. Fino a formare un grande lago di candele. Magico. Ognuno può vedere il viso del suo vicino. Ognuno dà il suo contributo di luce. Ma cosa succederebbe se prima uno, poi un altro e poi un altro ancora decidessero che non c’è bisogno di accendere la candela? Tanto c’è quella del vicino. Forse si creerebbe una consuetudine, un’abitudine a pensare che il nostro contributo non è necessario, che ci pensano gli altri. Cosa succederebbe se ognuno di noi tenesse spenta quella fiammella di speranza in un futuro migliore? Se pensasse che non serve perchè c’è qualcuno che spera al posto suo? Leggi di più

Fiaba Day a Cagliari: no alle barriere architettoniche

Tutti insieme per dire no alle barriere architettoniche. Si terrà sabato prossimo, 12 ottobre, a Cagliari l’undicesima edizione del Fiaba Day, la manifestazione proposta in tutta Italia dalla Federazione italiana abbattimento barriere architettoniche (Fiaba) per sensibilizzare la popolazione alle problematiche relative all’accessibilità degli ambienti in cui viviamo. Lo slogan scelto per la manifestazione è Muovere il cambiamento! scelto per sollecitare un impegno deciso e azioni più coraggiose da parte delle istituzioni, che – si legge nel sito della Fiaba -”favoriscano l’affermarsi di nuovi modi di pensare ed agire a livello individuale e collettivo, rispetto alla problematica delle barriere architettoniche e alla realizzazione di un ambiente accessibile per tutti”. Oltre che - primariamente - a creare difficoltà insormontabili alle persone diversamente abili, le barriere architettoniche rappresentano un ostacolo per tutti: per gli anziani, per le mamme che devono portare un figlio in carrozzina, per i bambini e per qualsiasi persona si trovi in una condizione temporanea di disabilità. Leggi di più

Papa Francesco non lasciarci soli

Papa Francesco non lasciarci soli. Le prime parole ascoltate da Jorge Mario Bergoglio in terra di Sardegna sono state il grido di dolore di uno dei quattocentomila cassintegrati sardi. Probabilmente un padre di famiglia dai cui occhi fuoriusciva, potentissima, la rabbia di una terra mal governata per anni. E la paura di non poter dare un futuro ai propri figli. Papa Francesco ha poi ascoltato le parole piene di emozione di un’imprenditrice sociale cagliaritana che con la sua azienda si arrabatta per cercare di far lavorare persone disagiate, ex tossicodipendenti o ex carcerati che la stragrande parte delle volte trovano chiuse le porte del lavoro. Infine ha sentito il grido di dolore della campagna sarda, un tempo settore portante dell’economia isolana, ora vista dai giovani come uno sbocco di lavoro arcaico e privo di futuro. Al di là delle bandierine bianche e gialle, dei picchetti ufficiali in giacca, cravatta e fascia tricolore e dell’enorme entusiasmo suscitato nelle cinquecentomila persone accorse a Cagliari per accoglierlo, Papa Francesco ha trovato una Sardegna stremata. In ginocchio. Non è un caso che la visita a Cagliari segua a pochissima distanza quella a Lampedusa: due isole, ha detto il Papa, accomunate da una grande, enorme sofferenza. Leggi di più

Kenza, ennesimo appello per liberare i marinai

“Kenza: si trovi immediatamente una soluzione per consentire ai marinai del mercantile di tornare dalle loro famiglie”. L’appello è stato lanciato questa mattina dall’arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio che - insieme al presidente dell’Autorità portuale Piergiorgio Massidda e al comandante della Capitaneria di Porto Vincenzo di Marco - ha portato nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica la drammatica vicenda dei 15 marinai prigionieri del mercantile marocchino Kenza, ormeggiato dallo scorso maggio nel porto di Cagliari. Leggi di più

Sardegna: la Regione si dà all’ippica

Ippica in Sardegna. Nonostante l’anglo-arabo-sardo sia un cavallo di razza antichissima e l’isola abbia una grande tradizione nell’allevamento equino, l’ippica isolana attraversa una crisi nera. Pochi cavalli selezionati e ippodromi sempre meno affollati o addirittura in stato di abbandono come quello di Cagliari. Ora le istituzioni sembrano ricordarsi di questo enorme patrimonio che potrebbe contribuire al rilancio dell’economia sarda. Nel Forum Allevatoriale sul cavallo sportivo che si terrà venerdì 30 agosto ad Arborea la Regione annuncerà un “piano organico di incentivi su base pluriennale” per il rilancio del comparto dell’ippica sarda. Anche il Comune di Cagliari da qualche mese sembra aver ripreso in mano la annosa questione dell’ippodromo del Poetto, si spera finalmente nell’ottica del rilancio della struttura. Nel frattempo però il comparto sta andando a rotoli e uomini e animali sono costretti ad emigrare: è ormai noto che la maggior parte dei cavalli e dei fantini che corrono il Palio di Siena sono sardi. Leggi di più

Lavoro, ripartire da un’economia della gratuità

Lavoro gratuito e niente paghetta. I ragazzi devono capire che i piccoli lavori richiesti in famiglia devono essere fatti bene senza necessariamente un corrispettivo. Rifarsi il letto, apparecchiare la tavola, studiare: un dovere da compiere con cura. Assimilare il valore dell’impegno portato a termine senza un corrispettivo gli permetterà, da grandi, di lavorare con soddisfazione, perché riuscire a fare le cose bene solo se si è pagati o addirittura perché si è controllati dai superiori è una cosa che fanno gli schiavi e non le persone libere. Leggi di più

Continuità territoriale in Sardegna, Fasi all’attacco

Continuità territoriale per i Nativi sardi. La Fasi, Federazione associazioni sarde in Italia prende posizione sulla questione sollevata dal giornalista Massimo Lavena. In un comunicato stampa della presidente Serafina Mascia, rispondendo ai problemi posti dal cronista cagliaritano, la Fasi affronta il problema del trasporto aereo da e per la Sardegna sostenendo, senza mezzi termini, che oggi la continuità territoriale serve solo alle casse delle compagnie aeree e non certo alla Sardegna. E dati alla mano snocciola i numeri: se per un residente in Sardegna un viaggio andata e ritorno costa 150,00 euro, per un Nativo la cifra aumenta fino a 203,00. Ma per una persona nata e residente fuori dalla Sardegna raggiungere l’isola ha costi veramente proibitivi: si parte da un minimo di 368,00 euro che diventano addirittura 625,00 se il ritorno è previsto in giornata. Un modo eccezionale per scoraggiare il turismo. «Quello dei trasporti con la sua attuale regolamentazione insensata resta il più grave problema in assoluto per il turismo e l’economia della Sardegna», denuncia la Fasi che chiede alla politica sarda di scrollarsi di dosso demagogie e chiusure corporative in difesa delle tariffe per i soli residenti e aprire le porte della continuità territoriale a tutti. Leggi di più

Sardegna, continuità territoriale: ecco i Nativi sardi

Nativi in continuità territoriale. Come gli indiani d’America e gli Aborigeni in Australia. Ora ci sono anche i Nativi sardi. Li ha scoperti la compagnia aerea Meridiana che - come un novello Cristoforo Colombo - ha aumentato improvvisamente le tariffe delle sue “caravelle” per i sardi di nascita costretti ad emigrare per cercare lavoro nella Penisola. Così chi deve tornare a casa per vedere la moglie e i figli durante il weekend e ogni settimana è abituato a comprare un biglietto Roma/Cagliari/Roma qualche giorno fa ha avuto l’amara sorpresa. Meridiana (unica compagnia che aveva conservato le agevolazioni per i sardi residenti fuori dall’isola dopo che Alitalia le aveva cancellate) ha creato la tariffa “Nativi”. Per i nati in Sardegna che risiedono fuori dall’isola, prima considerati come i residenti, il costo del biglietto è d’incanto aumentato di una trentina di euro a tratta. Decisamente troppi per chi deve viaggiare ogni settimana per poter riabbracciare i propri figli. Morale: oggi per un sardo non residente nell’isola il biglietto Roma/Cagliari/Roma dal venerdì al lunedì costa esattamente 203.54 euro. Se anziché “Nativo” Meridiana avesse continuato a considerarlo come un residente in Sardegna gli sarebbe costato 153,54 euro (fino allo scorso maggio ne costava 143.00). Leggi di più

Kenza: la nave sotto sequestro e marinai a casa

Kenza. Come volevasi dimostrare la nave Kenza, il mercantile battente bandiera marocchina bloccato dallo scorso maggio nel porto di Cagliari con quindici marinai a bordo, è stato sequestrato dal Giudice del lavoro del Tribunale di Cagliari. Il provvedimento firmato qualche giorno fa dal giudice cagliaritano rappresenta la fine di un incubo per l’equipaggio: presto i marinai marocchini potranno infatti tornare in patria e riabbracciare le finalmente loro famiglie. Per loro sembra infatti conclusa la durissima lotta sindacale che per oltre due mesi li ha visti su una nave ancorata nel porto di Cagliari, senza più cibo né acqua. Ma soprattutto senza la possibilità di scendere neppure dalla nave in quanto senza permesso di soggiorno in Italia sarebbero stati considerati clandestini. Leggi di più

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