Fino a pochi anni fa nelle redazioni vigeva una regola fondamentale: la notizia di un suicidio non si doveva mai dare. Tranne in caso di eventi eccezionali che ne giustificassero la pubblicazione. La deontologia professionale imponeva in primo luogo il rispetto per chi decideva di compiere quel gesto estremo e per il dolore dei suoi familiari. A maggior ragione questo doveva succedere quando si trattava di minorenni. Questo principio è stato affermato anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità che nel 2008 ha emanato una chiara raccomandazione ai media in cui si diceva espressamente che parlare dei suicidi fa aumentare il numero delle persone che decidono di togliersi la vita e si chiedeva ai mezzi di informazione di tutelare in tutti i modi la privacy dei familiari. Leggi di più
Archive for: maggio 2013
Giornalismo missionario, una lezione con padre Giulio Albanese
Giornalismo missionario: «Le Afriche non sono povere ma sono impoverite e invocano giustizia: di tutto hanno bisogno tranne che della nostra carità pelosa». (cit don Giulio Albanese)
Sono parole di don Giulio Albanese, missionario comboniano e giornalista esperto delle problematiche dei paesi del Sud del mondo, che qualche settimana fa ha tenuto una lezione sul giornalismo missionario e sociale nel corso della scuola di giornalismo organizzata dall’Ucsi a Fiuggi, località in cui padre Albanese vive da qualche anno. Leggi di più
Tobagi e la libertà di stampa
Tobagi « … al lavoro affannoso di questi mesi va data una ragione, che io avverto molto forte: è la ragione di una persona che si sente intellettualmente onesta, libera e indipendente e cerca di capire perché si è arrivati a questo punto di lacerazione sociale, di disprezzo dei valori umani (…) per contribuire a quella ricerca ideologica che mi pare preliminare per qualsiasi mutamento, miglioramento nei comportamenti collettivi».
Questa frase che Walter Tobagi, inviato del Corriere della Sera, scrisse a sua moglie nel 78, due anni prima di essere vigliaccamente assassinato da un commando delle Brigate Rosse il 28 maggio 1980, è riportata in una targa sistemata a Milano, nei pressi del luogo in cui fu ucciso. Oggi, esattamente a trentatré anni di distanza dalla sua morte, la lezione di Tobagi, giornalista scomodo che raccontava dalle pagine del Corriere della Sera (prima scrisse sull’Avanti e su Avvenire) un periodo difficilissimo come quello degli anni di piombo è ancora attuale. Come è ancora molto attuale la sua tensione morale, la sua necessità di essere un giornalista libero, ancorché sottoposto alle pressioni enormi presenti in un periodo fortunatamente irripetibile della storia d’Italia. Leggi di più
Cagliari tra moderni disguidi e antiche suggestioni
Lo scoppio di una tubatura dell’acqua nel pieno centro di Cagliari dopo una notte di fortissime pioggie, oltre a evidenziare ancora una volta le fatiscenti condizioni delle condotte idriche del capoluogo sardo, ha fatto venire allo scoperto un pezzo di storia.
Lo scavo ha infatti portato alla luce le rotaie del vecchio tram che nel Dopoguerra percorreva da una parte all’altra il capoluogo sardo.
Nella foto d’epoca che segue si può vedere com’era la città in quel periodo.
Giornalismo e comunicazione sociale nell’era digitale
Entrare nel mondo dei social network e del giornalismo digitale, per un giornalista della carta stampata, abituato al fruscio dei giornali e al rumore stridulo della penna che prende appunti sul taccuino, è stata una vera e propria rivoluzione.
Quando nella primavera 2010 lavoravo ancora nella sede cagliaritana del gruppo E polis e scrivevo per le pagine politiche del quotidiano Il Sardegna raccontando le vicende dei palazzi istituzionali della Sardegna, avevo un bel cellulare aziendale e un vecchio desktop in redazione su cui scrivere i pezzi. Quella situazione, in cui potevo liberamente telefonare alle mie fonti senza più spendere manco un euro e scrivere direttamente in pagina, mi pareva un confortevole punto d’arrivo, soprattutto se pensavo alla mia lunga gavetta all’Unione Sarda quando, da collaboratore “abusivo”, avevo il permesso di fare le telefonate in redazione solo all’ora di pranzo, per poi correre a casa a scrivere il pezzo e riportarlo altrettanto di corsa al caposervizio dopo averlo stampato a casa. Leggi di più


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