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L’orto sinergico e l’agricoltura a misura d’uomo

Immaginate un orto permanente dove pomodori, zucchine, cetrioli, melanzane e fagiolini crescono spontaneamente. Un orto che produce in tutte le stagioni, senza bisogno di fertilizzanti chimici. Addirittura senza neppure bisogno di zappare la terra. Ebbene questo orto esiste. Si chiama orto sinergico e, nato dall’intuizione di un agronomo giapponese, si basa sul principio fondamentale che la natura – se l’uomo non interviene a fare danni – è in grado di trovare da sola il suo equilibrio perfetto. Non è necessaria alcuna lavorazione perché la terra si lavora da sola con la penetrazione delle radici e l’attività di microrganismi e piccoli animali. Non è necessario alcun concime chimico né alcun composto preparato perché il suolo, lasciato a se stesso, conserva e addirittura aumenta la propria fertilità. Non è necessario alcun diserbante perché le erbe indesiderate non devono essere eliminate, ma controllate. L’importante è che le piante chiamate a convivere nello stesso orto vengano scelte accuratamente. Perchè, come accade nella vita, se gli elementi chiamati a stare insieme sono compatibili ci sarà sinergia, fertilità e vita, ma se sono incompatibili tra loro l’orto è destinato a seccare. L’orto sinergico è stato recentemente importato anche in Sardegna grazie alla fatica e all’entusiasmo di un gruppo di pionieri cagliaritani. Un segnale di speranza, in una terra in cui dopo gli anni dell’industrializzazione selvaggia che negli anni Sessanta ha portato i contadini ad allontanarsi dalle proprie terre, è necessaria una nuova primavera dell’agricoltura. E soprattutto è necessario riappropriarsi di una agricoltura più a misura d’uomo e non più schiava dell’assistenzialismo e dei soliti finanziamenti pubblici. Leggi di più

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