L’orto sinergico e l’agricoltura a misura d’uomo

4
5273

Immaginate un orto permanente dove pomodori, zucchine, cetrioli, melanzane e fagiolini crescono spontaneamente. Un orto che produce in tutte le stagioni, senza bisogno di fertilizzanti chimici. Addirittura senza neppure bisogno di zappare la terra. Ebbene questo orto esiste. Si chiama orto sinergico e, nato dall’intuizione di un agronomo giapponese, si basa sul principio fondamentale che la natura – se l’uomo non interviene a fare danni – è in grado di trovare da sola il suo equilibrio perfetto. Non è necessaria alcuna lavorazione perché la terra si lavora da sola con la penetrazione delle radici e l’attività di microrganismi e piccoli animali. Non è necessario alcun concime chimico né alcun composto preparato perché il suolo, lasciato a se stesso, conserva e addirittura aumenta la propria fertilità. Non è necessario alcun diserbante perché le erbe indesiderate non devono essere eliminate, ma controllate. L’importante è che le piante chiamate a convivere nello stesso orto vengano scelte accuratamente. Perchè, come accade nella vita, se gli elementi chiamati a stare insieme sono compatibili ci sarà sinergia, fertilità e vita, ma se sono incompatibili tra loro l’orto è destinato a seccare. L’orto sinergico è stato recentemente importato anche in Sardegna grazie alla fatica e all’entusiasmo di un gruppo di pionieri cagliaritani. Un segnale di speranza, in una terra in cui dopo gli anni dell’industrializzazione selvaggia che negli anni Sessanta ha portato i contadini ad allontanarsi dalle proprie terre, è necessaria una nuova primavera dell’agricoltura. E soprattutto è necessario riappropriarsi di una agricoltura più a misura d’uomo e non più schiava dell’assistenzialismo e dei soliti finanziamenti pubblici.

Come si coltiva un orto sinergico

«L’orto sinergico è un sistema per coltivare ortaggi in modo naturale e intensivo che esclude l’utilizzo di qualsiasi fertilizzante, né naturale né di sintesi, senza mai zappare né smuovere la terra», spiega Salvatore Porta, noto sul social network Facebook con l’azzeccatissimo nickname OrtoTore, che spiega come il segreto di un orto sinergico stia nella scelta degli ortaggi che, come detto, devono essere perfettamente compatibili tra loro. «Per coltivare l’orto sinergico – spiega OrtoTore – è sufficiente seminare o impiantare almeno tre famiglie di ortaggi, innaffiare e attendere i processi della natura per raccogliere i prodotti coltivati. La cura maggiore è richiesta nella fase di installazione dell’orto: è infatti importantissima la scelta della posizione in funzione del soleggiamento, delle pendenze, del tipo di terreno, dalla predisposizione dell’irrigazione dalla stesa di una pacciamatura dalla scelta di varietà e distribuzione degli ortaggi da seminare o impiantare».

Orto sinergicoQuanto all’installazione dell’orto sinergico, «dopo aver individuato e valutato la posizione e la geometria in pianta si procede con la realizzazione dei cumuli di terra, chiamati bancali, che potranno avere una forma in sezione di un trapezio con base inferiore di circa 120 cm, la base superiore di circa 50-60 cm e l’altezza di circa 30-60 cm. I bancali si possono dimensionare di lunghezza infinita, ma per motivi pratici sarà opportuno prevedere moduli da due o quattro metri. Nella sommità del cumulo – aggiunge OrtoTore – si posizionerà un tubo in polietilene con gocciolatoi che consentirà l’irrigazione. Il cumulo dotato di irrigazione si coprirà con uno strato di pacciamatura biodegradabile che nel tempo si trasformerà in compost. Sopra i bancali è possibile prevedere l’installazione di tutori ad arco che consentano di far sviluppare in altezza il fogliame di determinato ortaggi quali i pomodori, fagiolini celtrioli e altri. La fase successiva sarà la semina e la piantumazione di diverse varietà e famiglie di ortaggi di stagione. La coltivazione e il raccolto sarà continuo perché man mano che si colgono gli ortaggi maturi si impiantano altre piantine o semi di altre varietà nella stagione successiva».

La storia dell’agricoltura sinergica

L’agricoltura sinergica si basa sulle intuizioni e sperimentazioni dell’agronomo giapponese Masanobu Fukuoka e sul lavoro dei pionieri della cosiddetta permacultura come l’australiano Bill Mollison. Entrambi hanno compreso quali sono i danni causati dall’agricoltura tradizionale e hanno sviluppato tecniche e tradizioni coerenti con il principio vivere senza distruggere  conciliare i bisogni umani con quelli della natura con la costruzione di un equilibrio  fra l’ambiente naturale e quello antropizzato. Come detto, i principi dell’agronomo giapponese sono sostanzialmente quattro: 1) Nessuna lavorazione (la terra si lavora da sola attraverso la penetrazione delle radici, l’attività di microorganismi e piccoli animali); 2) Nessun concime chimico né composto preparato (il suolo lasciato a se stesso conserva e aumenta la propria fertilità); 3) Nessun diserbo (le erbe indesiderate non vanno eliminate ma controllate); 4) Nessuna dipendenza da prodotti chimici (la natura se lasciata fare è in equilibrio perfetto). Non solo: la permacultura studia anche delle tecniche per la coltivazione che non prevedono neppure l’irrigazione degli orti. Aspetto che, seppure la siccità in Sardegna sia fortunatamente solo un ricordo degli anni Ottanta, non è da sottovalutare.

Un esempio di orto sinergico può essere visitato a Cagliari, presso il convento di San Giuseppe. Ma in queste settimane anche insegnanti e studenti dell’Istituto Tecnico Agrario Fermi di Ozieri hanno iniziato ad approcciarsi a questa materia dando gambe a un progetto finanziato dalla Provincia di Sassari e finalizzato proprio alla progettazione e alla realizzazione dell’orto sinergico.

La speranza è che iniziative di questo genere si moltiplichino per una nuova primavera dell’agricoltura isolana. Magari sinergica.

4 COMMENTI

  1. […] di energia alternativa (biomasse). Avendo già trattato l’argomento dell’agricoltura sinergica (leggi questo post) che in Sardegna sta suscitando un interesse enorme grazie all’attivismo dell’amico Tore Porta, […]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.