istituto dei salesiani a cagliari

Il solo pagamento di una retta non è sufficiente a definire come commerciale l’attività didattica di una scuola paritaria. L’ordinamento della Direzione generale del Ministero della Pubblica Istruzione chiarisce con nettezza la posizione dello Stato interpretando le disposizioni di legge sull’esenzione dal pagamento dell’Imu e della Tasi per le scuole non statali. Tale interpretazione può essere utile per chiarire la vertenza tra Comune di Cagliari e Istituto dei Salesiani in merito al debito di 800mila euro di arretrati che rischia di far chiudere ai religiosi un’attività didattica ed educativa che dura ormai da cento anni.

Le disposizioni del ministero precisano in maniera chiara e netta quando le scuole paritarie devono pagare l’Imu e quando sono invece esentate.

Intendendo come attività didattiche quelle dirette all’istruzione e alla formazione di cui alla legge 53 del 28 marzo 2003 il ministero ritiene effettuato lo svolgimento di tali attività con modalità non commerciali a queste condizioni:

a) l’attività è paritaria rispetto a quella statale e la scuola adotta un regolamento che garantisce la non discriminazione in fase di accettazione degli alunni;

b) sono osservati gli obblighi di accoglienza di alunni con disabilità, di applicazione della contrattazione collettiva al personale docente e non docente, di adeguatezza delle strutture agli standard previsti, di pubblicità del bilancio;

c) l’attività è svolta a titolo gratuito, ovvero dietro versamento di corrispettivi di importo simbolico e tali da coprire solamente una frazione del costo effettivo del servizio, tenuto anche conto dell’assenza di relazione con lo stesso.

salesiani a Cagliari
L’istituto Salesiano Don Bosco a Cagliari (foto tratta dal profilo Facebook)

Ma a quanto devono ammontare le rette perché l’attività scolastica non sia ritenuta commerciale?

A questo proposito il ministero della Pubblica istruzione fa riferimento a due parametri: quello del corrispettivo medio percepito dalla scuola paritaria e quello del costo medio per studente, un valore predefinito che costituisce il parametro di riferimento per verificare il rispetto del requisito richiesto dalla vigente normativa per l’esenzione dal pagamento dell’IMU e della TASI.

In pratica il ministero considera come corrispettivo medio la media degli importi annui che vengono corrisposti alla scuola dalle famiglie.

Questi sono invece i parametri dei costi medi annuali degli studenti:€ 5.739,17 per uno studente della Scuola dell’infanzia, € 6.634,15 per uno studente della Scuola Primaria, € 6.835,85 per uno studente della scuola secondaria di primo grado e € 6.914,31 per uno studente della scuola secondaria  di secondo grado.

Ma cosa vuol dire tutto questo?

In pratica – si legge nel documento ministeriale – se in una scuola dell’infanzia sono presenti 10 bambini per i quali viene corrisposto un importo annuo pari a € 1000 e 5 per i quali viene corrisposto un importo annuo agevolato di € 500, il corrispettivo medio sarà pari a: [(1000 x 10) + (500 x 5)] / 15 = € 833.

Il costo medio per studente è invece il parametro sopra indicato che distingue per settore scolastico.

Se il corrispettivo medio è inferiore o uguale al costo medio per studente – specifica chiaramente il ministero – ciò significa che l’attività didattica è svolta con modalità non commerciali e, quindi, non è assoggettabile a imposizione”.

In caso contrario, se il corrispettivo medio risulta superiore al costo medio per studente, scrive il ministero, si dovrà procedere alla determinazione della parte del valore assoggettabile a IMU e alla TASI.

Riportando queste istruzioni al caso dell’istituto dei Salesiani di Cagliari, considerando che la scuola notoriamente viene incontro alle famiglie meno abbienti che vengono agevolate per poter mandare a scuola i loro figli, è quasi impossibile che il corrispettivo pagato mediamente dalle famiglie superi i parametri stabiliti dalle tabelle ministeriali. Dunque, in base alle istruzioni del ministero, qualora dimostrasse che il costo medio richiesto alle famiglie degli è inferiore dei parametri ministeriali la scuola potrebbe essere esentata da una pretesa così esosa che rischia seriamente di farle chiudere i battenti.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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