Zona franca, Randaccio vs Agenzia delle Entrate

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Finalmente si ritorna a parlare di zona franca in Sardegna. Nei giorni scorsi la direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Rotondo ha criticato duramente la presidente del Movimento Zona Franca Maria Rosaria Randaccio, diffidando l’organizzazione dall’utilizzare il logo dell’agenzia sul suo sito ufficiale. L’utilizzo sarebbe infatti ingannevole in quanto indurrebbe i cittadini sardi a pensare che la zona franca è già in vigore nella nostra regione. Dal canto suo la Randaccio ora sfida la Rotondo ad un confronto pubblico per fare chiarezza sui temi della zona franca. E Francesco Scifo, vice presidente del movimento, chiede che siano disposti immediati controlli e che venga istituita una Commissione parlamentare d’inchiesta che valuti l’applicazione alla Sardegna delle leggi in materia di fiscalità agevolata. Vedremo se i media sardi, per la verità non tanto propensi ad affrontare questo tema particolarmente complicato, accetteranno di organizzare un dibattito serio per contribuire a fare un po’ di chiarezza su questo tema senza cadere nelle solite sterili strumentalizzazioni alle quali ci ha abituati la politica sarda.

Randaccio vs Rotondo

Tralasciando la fantasiosa protesta sui social network della Randaccio con il profilo #Jesuisrandaccio proviamo a sintetizzare schematicamente le opposte posizioni in campo:

  1. il Fisco non riconosce l’esistenza della zona franca integrale non riconoscendo in nessun modo lo stato di extraterritorialità della Sardegna;
  2. di contro il movimento per la zona franca sostiene che la zona franca integrale esiste eccome, solo che le leggi italiane che la prevedono non vengono applicate dallo Stato.

Francesco Scifo, avvocato cagliaritano e ispiratore del progetto per la zona franca integrale, ha preso immediatamente le difese della Randaccio auspicando anche lui un confronto pubblico chiarificatore con l’Agenzia delle Entrate.

«Dire che “nella regione sarda non è operativo alcun regime di Zona franca” significa ignorare il decreto legislativo 75/98 e il D.P.C.M. 7 giugno 2001 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 luglio 2001, n. 176 – scrive l’avvocato Scifo sulla sua pagina facebook -. Il Movimento Sardegna Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio chiede formalmente e pubblicamente una rettifica al Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate e che l’Agenzia delle entrate e quella delle dogane dispongano subito un’ispezione amministrativa per appurare perché queste leggi vigenti e cogenti non sono applicate nel territorio dello Stato Italiano.

Diversamente – prosegue il legale – esporremo alla magistratura questa situazione d’illegalità e chiederemo di fare applicare le leggi italiane. Siamo convinti che la questione diverrà presto oggetto anche di una interpellanza e, se riusciremo ad ottenerla, di una Commissione d’inchiesta parlamentare. Noi siamo per la legalità: le leggi si applicano sempre e non solo quando conviene a destra o a sinistra».

Per chiarezza espositiva cliccando questo link trovate un pdf che riassume sinteticamente le ragioni per cui il partito indipendentista Progres sostiene la fattibilità giuridica del progetto Scifo-Randaccio.

Le reazioni politiche

La diffida dell’Agenzia delle Entrate al movimento Zona Franca a alla sua presidente Maria Rosaria Randaccio ha avuto immediate ripercussioni politiche con una nuova durissima presa di posizione dell’unico consigliere regionale eletto dal movimento nelle scorse elezioni regionali, Modesto Fenu, che ha preso nuovamente le distanze dalla Randaccio.

«Il nostro movimento è per la legalità e si dissocia da chi si pone fuori dalle leggi – ha dichiarato Fenu a proposito della Randaccio –. Non possiamo accettare che si suggerisca alle imprese di emettere fatture senza Iva perché siamo in zona franca. Purtroppo sono dichiarazioni infondate che danneggiano non solo le aziende, ma anche tutto il movimento che porta avanti una battaglia incentrata su una svolta economica per la Sardegna nel solco della legittimità degli atti. Si tratta di un vero e proprio boomerang che si ritorce contro il nostro sodalizio, che sostiene la possibile attuazione della zona franca, in quanto erroneamente coinvolto nella comunicazione».

Insomma, secondo il consigliere regionale del movimento Zona Franca le posizioni della Randaccio nulla avrebbero da spartire con il movimento Sardegna Zona Franca, diventato «una vittima delle sue esternazioni che rischiano purtroppo di rendere nell’opinione pubblica meno credibile la nostra battaglia. L’Agenzia delle Entrate giustamente tutela il suo logo dall’utilizzo distorto ed ingannevole, con posizioni espresse da soggetti terzi che non corrispondono alla realtà dei fatti».

Una posizione durissima che denota una frattura insanabile tra il consigliere regionale, la presidente Randaccio e il movimento che lo ha fatto eleggere.

L’attacco di Cappellacci a Pigliaru

Nei mesi scorsi la questione zona franca era stata ripresa anche in Consiglio regionale quando l’attuale maggioranza aveva bocciato una mozione con cui l’opposizione avrebbe voluto dare continuità alla “battaglia storica per la zona franca integrale”. L’ex governatore Ugo Cappellacci, ora consigliere regionale dell’opposizione, ha accusato la Giunta Pigliariu di aver abbandonato il lavoro fatto nella legislatura precedente e di non aver mantenuto neppure l’impegno assunto davanti all’assemblea per la pronta istituzione della zona franca di Cagliari e delle altre cinque zone franche nelle aree portuali dall’assessore Raffaele Paci. «In quell’occasione – ha dichiarato Cappellacci – l’Assessore Paci, ebbe la sfrontatezza di dichiarare che “la zona franca integrale è un inganno. Abbiamo spiegato perché non era realizzabile e gli scompensi economici e sociali che avrebbe potuto generare. Siamo invece favorevoli all’istituzione di porti franchi o di aree economiche speciali”.

Cappellacci ha ricordato anche che era stata la precedente Giunta a creare le condizioni per l’immediata attivazione della zona franca nel porto di Cagliari «con una serie di interlocuzioni condotte a livello nazionale e regionale che avevano portato alla definizione dei rapporti fra la Cagliari free zone e l’Agenzia delle dogane ed alla approvazione e condivisione del piano operativo della zona franca di Cagliari che nella prima fase interesserà una superficie di sei ettari in zona retro-portuale».

Per l’esponente di Forza Italia la Giunta Pigliaru avrebbe «distrutto quanto è stato fatto per la zona franca integrale: Pigliaru spieghi ai sardi se è almeno riuscito a fare dei passi avanti per la zona franca di Cagliari e per le altre cinque zone franche doganali della Sardegna. Se qualcuno pensa o spera che noi ci arrendiamo su questo tema, ha fatto male i calcoli. Il nostro obiettivo era ed è il riconoscimento della zona franca integrale della Sardegna: non accetteremo né la logica del ribasso né tantomeno il tentativo evidente di mettere in soffitta una battaglia che appartiene a tutti i sardi».

1 COMMENTO

  1. Queste persone che continuano a delegittimare le leggi debbono essere tutti stanati e messi alla gogna anche se penso che pur di riempirsi le tasche come stanno facendo invece di preoccuparsi del bene del popolo Sardo perché votati a curarne gli interessi
    sostengono delle cose non vere, magari pensano che in questa terra siano tutti stupidi.

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