Uova contaminate: anche in Sardegna attenzione all’etichetta degli alimenti

0
81
uova contaminate fipronil
Uova fresche

L’allerta per le uova contaminate con l’insetticida Fipronil prodotte in Olanda e in Belgio ha portato prepotentemente alla ribalta anche in Sardegna il tema della sicurezza dei prodotti alimentari e delle informazioni fornite nella etichettatura e nell’imballaggio. Dopo che la Commissione europea ha inserito l’Italia nella lista dei quindici Paesi coinvolti nell’allarme sanitario ogni regione ha avviato dei controlli a campione. Uova contaminate sono state trovate in un centro di imballaggio uova nelle Marche e in un laboratorio artigianale di pasta all’uovo nel Lazio, mentre nelle ultime ore sono stati sequestrati due allevamenti in Campania. I controlli avviati nei giorni scorsi in Sardegna dall’Istituto zooprofilattico di Sassari hanno avuto fortunatamente esiti negativi, ma i consumatori non possono stare del tutto tranquilli.

L’assessore alla Sanità Luigi Arru, intervistato qualche giorno fa dal quotidiano L’Unione Sarda, ha spiegato che la nostra regione è quasi del tutto autosufficiente nella produzione di uova e le quote che arrivano da fuori provengono dal nord Italia. In ogni caso – ha detto Arru, assicurando che saranno fatti tutti i controlli richiesti dal ministero della salute – la Sardegna non importa uova dall’Olanda né dal Belgio.

La produzione di uova in Sardegna. Nell’isola ci sono attualmente duecento aziende avicole che producono circa 200milioni di uova all’anno. Eppure i consumatori non possono dormire sonni tranquilli in quanto – come hanno fatto sapere nei giorni scorsi le associazioni Coldiretti, Slow Food e Codacons – le produzioni industriali di pasta, dolci e altri preparati che utilizzano uova di provenienza estera non sono controllabili. In Italia circa 1.600 aziende avicole con 41,6 milioni di galline producono complessivamente 12,9 miliardi di uova all’anno, eppure solo nei primi cinque mesi del 2017 – riporta Repubblica – il Belpaese ha importato dall’Olanda 610 mila chili di uova in guscio di gallina e 648 mila chili di derivati. Mentre non sono neppure quantificabili gli alimenti potenzialmente realizzati con le uova a rischio.

Come evitare le uova contaminate

uova etichettatura
Una scatola di uova: le norme sull’etichettatura prevedono che sul guscio oltre la data di scadenza debba essere stampigliato un codice alfanumerico che indichi il tipo di allevamento e il Paese d’origine. Questi dati possono essere inseriti anche nell’imballaggio

L’obbligo di etichettatura. Come ogni altro prodotto alimentare anche le uova fresche sono soggette alla normativa europea sull’etichettatura. Oltre alle informazioni poste sulla confezione esterna, ai sensi del Regolamento CE 1028/06 sul guscio dell’uovo deve essere stampigliato un codice alfanumerico con le principali informazioni, a cui si aggiunge ovviamente la data di scadenza o, in alternativa, la data di deposizione (in questo caso la scadenza è fissata al 28° giorno successivo a quella data): il codice alfanumerico deve indicare il tipo di allevamento da cui provengono le uova e il Paese d’origine.

La tracciabilità dei prodotti alimentari. La stessa tracciabilità non è però prevista per i prodotti confezionati che usano le uova come materia prima. A questo proposito il regolamento europeo 1169/2011 sulle informazioni obbligatorie nell’etichetta degli alimenti impone ai produttori di segnalare sul packaging del prodotto alimentare il suo valore energetico, le specifiche percentuali di grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale. Inoltre impone di inserire la tabella nutrizionale e le indicazioni sulla presenza di allergeni negli alimenti. Se queste prescrizioni danno la possibilità a chi segue dei regimi alimentari, di conoscere l’apporto nutritivo e calorico dell’alimento in maniera precisa e dettagliata, la normativa europea non impone però ai produttori alcun obbligo di indicare l’origine delle materie prime utilizzate. Dunque non è possibile escludere con sicurezza l’utilizzo di uova contaminate. “I cittadini non hanno alcuna possibilità di conoscere l’origine delle materie prime impiegate – hanno denunciato Coldiretti, Slow Food e Codacons a proposito del caso delle uova contaminate -: non esiste obbligo di tracciabilità e non è indicato il Paese di provenienza degli ingredienti“.

L’importanza del packaging alimentare. In questo contesto assume una notevole importanza la qualità del packaging alimentare che, oltre a rappresentare una leva di marketing importantissima per attirare i consumatori, deve essere anche e soprattutto un mezzo per informarli sulla sicurezza dei prodotti che consumano.

E’ noto che i grandi brand puntano su confezioni sempre più originali e creative per attirare i loro clienti che, come sanno bene gli esperti di neuromarketing, acquistano sempre più istintivamente, spesso invogliati emotivamente da un imballaggio ben studiato. Nel caso dei prodotti alimentari il packaging assume, come detto, anche una preminente funzione informativa, perché deve indicare i tanti elementi previsti dai regolamenti europei nell’etichettatura.

Le confezioni dei cibi devono essere semplici, sostenibili, colorate in modo tale da invogliare i consumatori a comprare (i colori caldi ad esempio stimolano l’appetito ed ogni colore ha un suo impatto psicologico). Ma oltre l’aspetto commerciale devono essere sempre più attente agli aspetti informativi del packaging alimentare. Come nel caso degli imballaggi e incarti per alimenti Celvil che, oltre ad assicurare la massima conservazione e protezione degli alimenti con professionalità e attenzione a livello estetico e di materiali, cercano appunto di curare nel migliore dei modi anche una corretta informazione dei consumatori. Oltre ad attirare potenziali acquirenti le confezioni alimentari devono infatti accontentare consumatori sempre più consapevoli e attenti alla loro salute e alle loro scelte alimentari, contenendo tutte le informazioni necessarie sul prodotto. Possibilmente anche l’origine.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*