Tuvixeddu, una vergogna per Cagliari (sedicente capitale della Cultura)

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La necropoli di Tuvixeddu: sullo sfondo la villa Mulas-Mameli che cinque anni fa ha subito un incendio

Potrebbe dare valore e visibilità alla nostra città a livello internazionale, attirare i turisti che sbarcano dalle grandi navi da crociera, produrre ricchezza, sviluppo e posti di lavoro. Ma a Cagliari, sedicente capitale della cultura, non accade nulla di tutto ciò. Ed ecco che Tuvixeddu, la necropoli fenicio-punica più grande del Mediterraneo, sito archeologico di importanza mondiale che potrebbe essere patrimonio dell’Unesco, versa da anni in uno stato di totale abbandono. Senza neppure un cartello o un’indicazione che ne indichi l’esistenza ai volenterosi turisti che decidono di inerpicarsi sul colle, attualmente il grande canyon a due passi da via Is Maglias è frequentato assiduamente solo dai residenti che portano i loro cani a fare i bisogni e da alcuni senza tetto che, in mancanza di una sistemazione più dignitosa, hanno fatto delle tombe la loro dimora.

Lo stato di abbandono di Tuvixeddu – ormai diventato terra di nessuno – è tornato alla ribalta alcuni giorni fa quando – lo raccontano le cronache locali – due persone “residenti” nel canyon artificiale realizzato nei primi anni 50 del secolo scorso tra via Is Magliar e via Falzarego hanno pesantemente minacciato una comitiva (una cinquantina di persone tra turisti e cagliaritani) durante una visita guidata organizzata dall’associazione Sardegna Sotterranea.

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Lo stato di abbandono del parco di Tuvixeddu è testimoniato da questa foto del deputato e consigliere comunale dei Riformatori sardi Pierpaolo Vargiu

Tuvixeddu: occasione mancata

Eppure Tuvixeddu potrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della nostra città. Basterebbe mettere in condizione i turisti di visitare le tombe, magari ricostruendone il corredo funerario per favorire la comprensione di quei luoghi carichi di storia. E basterebbe, magari, anche far entrare in funzione come luogo di ristorazione il grande edificio abbandonato realizzato con i soldi pubblici che si affaccia sulla laguna di Santa Gilla ad un centinaio di metri da via Is Maglias.

Invece l’incertezza determinata da una lunga e costosa (per le casse pubbliche) guerra giudiziaria rende attualmente difficile persino stabilire dove iniziano le competenze dell’amministrazione comunale e dove finiscono quelle dei privati che hanno costruito nell’area. Con la conseguenza del sostanziale abbandono di un irripetibile patrimonio storico e archeologico.

E’ una situazione insostenibile – ha spiegato il presidente provinciale dei Verdi Roberto Copparoni che, in una intervista andata in onda recentemente su TCS, ha denunciato il fatto che la piccola porzione di Tuvixeddu adibita a parco sia stata affidata all’ufficio per il Verde Pubblico del Comune di Cagliari.

Tuvixeddu non è soltanto un parco naturalistico, ma è soprattutto un parco archeologico – ha spiegato Copparoni durante il servizi tv -: sembra quasi che si voglia nascondere o far passare sotto traccia l’aspetto storico-archeologico di un monumento unoco e irripetibile. Non capisco perchè si possa perdere un’occasione come questa per dare lavoro e benessere alla comunità e rivitalizzare questo quartiere. Invece ancora oggi nel 2016 queste cavità sono utilizzate come riparo per disperati e senzatetto. Ovviamente non ce l’abbiamo con loro, ma con chi dovrebbe vigilare perchè questi fenomeni non si verifichino“.

La situazione di Tuvixeddu è stata stigmatizzata nei giorni scorsi anche da Pierpaolo Vargiu, deputato e consigliere comunale dei Riformatori Sardi.

Una cosa ha Cagliari che nessuna altra città al mondo ha: la necropoli punica più grande al mondo. Ma noi ce ne freghiamo – ha scritto Vargiu su Facebook -. Non c’è una indicazione per strada, non c’è un cartello all’ingresso, non c’è un parcheggio per un (eventuale) pullman turistico, non c’è una guida, non c’è un punto ristoro, non c’è neppure una fontanella d’acqua. Unica cosa un foglio A4 appiccicato con lo scotch su un palo, che dice: non funziona l’illuminazione chiudiamo al tramonto. Nessun commento: i commenti aggiungeteli voi“.

Morale: ogni giorno a Tuvixeddu sito archeologico che ci invidia tutto il mondo, arrivano mediamente soltanto quattro o cinque turisti. “Se questo è il modo in cui viene concepita la cultura a Cagliari c’è qualcosa da rivedere – ha concluso Copparoni -. Non è pensabile che questo parco sia utilizzato solo dai residenti che portano il loro cane a fare i bisogni. Tuvixeddu meriterebbe ben altro. E anche Cagliari meriterebbe ben altro“.

 

 

1 COMMENTO

  1. A CHI ADDEBBITARE LA RESPONSABILITA’ DI TUTTO QUESTO SPRECO DI DENARO PUBBLICO E DI QUESTO CONSEGUENTE ABBANDONO(DOPO AVER RIEMPITO CERTE TASCHE OVVIAMENTE)??? Chi ne sa più’ di me lo dica pubblicamente – quali loschi interessi ci sono dietro – diamo finalmente nome e cognome a chi ha voluto fermamente tutto questo. Son circa 50 anni che si cerca di venire fuori da questo impiccio e non si vede via di uscita. La gente come me vuole sapere e vuole vedere l’inizio di un cammino che porti tutti a godere di qualcosa di unico AL MONDO. Pensiamo e riflettiamoci un po…

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