Trofeo Coni 2016: archiviate le Olimpiadi di Roma si riparte dai giovani

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Le medaglie per i giovani atleti che hanno partecipato al torneo di scherma

Uno sportivo deve innanzi tutto saper perdere. E non c’è dubbio che il ritiro della candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024 sia stata per l’Italia sportiva una enorme sconfitta. L’Italia ha rinunciato ad una vetrina mondiale che avrebbe potuto mettere in mostra tutta la sua eccezionale bellezza. Un’occasione che – lo ha detto chiaramente il presidente del Coni Giovanni Malagò – non si ripeterà più per almeno i prossimi vent’anni. Il no della giunta capitolina ha viceversa dato al mondo un messaggio di grande sfiducia. Ha proposto l’immagine di una Italia che non sa mettere a frutto le sue risorse. Di un’Italia che continua ad usare i soldi pubblici per foraggiare la corruzione e il malaffare o che nella migliore delle ipotesi costruisce cattedrali nel deserto che mai saranno utilizzate.

In questi giorni ci sono state tante polemiche. Il sindaco di Roma è stato accusato di non aver neppure letto il progetto del Coni che intendeva utilizzare i soldi pubblici per promuovere lo sport e rimettere in sesto tanti impianti sportivi dissestati. A vincere, in questa vicenda, è stata un’Italia che non ha né la fiducia né il coraggio di cambiare passo. Che non riesce a puntare sulla lealtà e sulla competenza, sul merito e sul sacrificio. Ha vinto, a quanto pare, la solita italietta delle mazzette e delle raccomandazioni (si è dato per scontato che per l’ennesima volta i soldi pubblici sarebbero stati sprecati se non rubati). Ha vinto l’Italia del disimpegno e delle scorciatoie. L’Italia dei furbi che non sanno rispettare le regole.

Ma ha perso lo sport.

Probabilmente è stato giusto, allora, che un’Italia così si sia ritirata un buon’ordine e non abbia neppure provato ad ospitare le Olimpiadi. Perché i Giochi olimpici, per i veri sportivi, incarnano i valori della lealtà e del rispetto delle regole e degli avversari.

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La cerimonia di apertura del Trofeo Coni Kinder + Sport

Eppure per la verità il mondo sportivo una risposta a queste vicenda l’ha data immediatamente. Ed è stata la risposta più bella. In questi giorni amari per chi ama lo sport vedere tremila e più ragazzi festanti riversarsi a Cagliari da tutta Italia per dare vita al Trofeo Coni Kinder +Sport è stata una vera boccata d’ossigeno. È stata una boccata d’ossigeno vederli gareggiare lealmente tra di loro senza perdere la voglia di fare amicizia e di conoscersi.

La gioia genuina e l’impegno dei nostri ragazzi sono l’unica via d’uscita per poter riscattare un’Italia che oggi si propone al mondo come un’Italia perdente e sconfitta. Sono questi ragazzi il nostro futuro. Non solo perché tra di loro ci sono dei futuri campioni che un giorno conquisteranno una medaglia olimpica, ma soprattutto perché in loro alberga ancora il vero spirito olimpico.

Qualcuno, durante la grande cerimonia inaugurale che si è tenuta all’Arena Grandi Eventi di Sant’Elia, ha augurato loro di “divertirsi” durante il trofeo. Immediatamente però uno dei dirigenti del Coni ha giustamente corretto il tiro. “Più che divertitevi io vi dico: impegnatevi – ha detto ai ragazzi – perché oggi il nostro Paese ha un grande bisogno di persone impegnate e competenti“.

In quel messaggio è racchiuso molto di quanto sta succedendo in questo periodo in Italia. Lo sport, quello genuino, insegna che le vittorie nascono dal sudore, dal sacrificio, dalla lealtà, dal rispetto delle regole. Ma anche dalla gioia, dall’unità e dalla voglia di stringersi insieme attorno ad un ideale e a una bandiera.

La rinuncia alla candidatura alle Olimpiadi è stata sicuramente una sconfitta per un’Italia disunita e litigiosa. Ma il vero sportivo sa fare tesoro delle sconfitte e sa ripartire da quelle per costruire i futuri successi. Ecco perché il messaggio lanciato giovedì scorso dal vice presidente del Coni a quei quasi tremila ragazzi assume un grandissimo rilievo e nello stesso tempo rappresenta una speranza: impegnatevi e praticate la lealtà e il rispetto delle regole perché questa Italia sconfitta, che ormai non crede più neppure in se stessa, ha un enorme bisogno di giovani impegnati e competenti che la riportino alla vittoria.

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