Srebrenica, la giustizia negata in Bosnia

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Srebrenica

Srebrenica, Bosnia Erzegovina, 11 luglio 1995: oltre 10mila maschi tra i 12 e i 76 anni vengono catturati, torturati, uccisi e inumati in fosse di massa. Stesso destino per alcune giovani donne abusate dai soldati. Le vittime sono bosniaci musulmani, da oltre tre anni assediati dalle forze ultranazionaliste serbo-bosniache agli ordini di Ratko Mladić e dai paramilitari serbi. Quattro lustri dopo rimane un profondo senso di ingiustizia e impotenza nei sopravvissuti e un pericoloso messaggio di impunità per i carnefici di allora, in buona parte ancora a piede libero e considerati da alcuni persino degli “eroi”.

In questi giorni fino al 1° ottobre viene presentato in Sardegna il libro “Srebrenica. La giustizia negata” (Infinito Edizioni) scritto a quattro mani dal giornalista Luca Leone e dal portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury.

Srebrenica. La giustizia negata

Srebrenica. La giustizia negata – si legge nella presentazione – è un reportage nel buco nero della guerra e del dopoguerra bosniaco e nel vuoto totale di giustizia che ha seguito il genocidio di Srebrenica, una delle pagine più nere della storia europea del Novecento e sicuramente la peggiore dalla fine della seconda guerra mondiale.

In questi giorni fino al 1° ottobre il libro verrà presentato in Sardegna in una serie di incontri con gli autori in un ciclo di presentazioni organizzato dalla Circoscrizione Sardegna di Amnesty International insieme ai gruppi locali di Cagliari, Olbia e Sassari.

Dopo il primo appuntamento all’Università di Sassari il libro è stato presentato questa sera a Cagliari nella Libreria Feltrinelli di via Paoli. Domani mattina terza tappa ancora a Cagliari per un incontro con gli studenti del Convitto Nazionale e, di sera, a Nuoro (dalle 18.30 nella Biblioteca Sebastiano Satta).

Concluderanno il ciclo giovedì 1° ottobre in mattinata l’appuntamento ad Olbia con gli studenti dell’Istituto ITCG Deffenu e in serata con l’incontro conclusivo a Sassari, a partire dalle 19.30 al Vecchio Mulino in via Frigaglia 15.

Lo sconvolgente volume di Riccardo Noury e Luca Leone, “Srebrenica. La giustizia negata”, ci mostra che la comunità internazionale e le vaste maggioranze delle nostre società, sono segnate da un tragico fallimento perché se i sopravvissuti al genocidio di Srebrenica e i familiari dei trucidati, delle donne stuprate, dei torturati e fatti a pezzi, non trovano giustizia e pace a distanza di vent’anni e se atrocità di simile portata si sono prodotte nelle terre della ex Jugoslavia che conobbe nelle sue forme più brutali la ferocia dei nazisti e dei fascisti, ci troviamo di fronte alla bancarotta morale dell’intero Occidente in primis, in particolare dell’Europa comunitaria pavida e opportunista, nonché dell’Onu, imbelle e impotente”, ha scritto del libro il poliedrico artista Moni Ovadia.

La psichiatra Irfanka Pašagić (associazione “Tuzlanska Amica”) che da anni lavora a stretto contatto con associazioni ed enti locali italiani per sostenere le vittime di Srebrenica ha scritto: “Luca Leone e Riccardo Noury sanno quanto sia importante raccontare ciò che è stato fatto a Srebrenica e quanto sia vitale che anche gli altri, più persone possibile, sentano e facciano qualcosa affinché finalmente avvenga quello che le Donne di Srebrenica da anni chiedono durante le loro proteste non violente, che si svolgono l’11 di ogni mese a Tuzla: ‘Noi vogliamo verità e giustizia, e vogliamo condanne per i criminali’”.

Il popolo bosniaco – scrive Silvio Ziliotto, esperto di letteratura balcanica – va accompagnato e aiutato verso quell’Europa che qui ha dimenticato a lungo le sue carte dei diritti e da qui deve ripartire in un cammino, arduo ma possibile, di pace e giustizia”.

Infine il calciatore della Roma Miralem Pjanić: “I bosniaci hanno un cuore grande e meritano un futuro positivo. Spero davvero che andrà sempre meglio. Io continuerò a fare il massimo per aiutare il mio Paese”.

Luca Leone (Albano Laziale, 1970), giornalista professionista e saggista, è laureato in Scienze politiche. È direttore editoriale e co-fondatore della casa editrice Infinito edizioni. Ha scritto e scrive per molte te­state. Ha firmato, tra gli altri, per Infinito edizioni: Srebrenica. I giorni della vergogna, (2005-2011); Bosnia Express (2010); Saluti da Sarajevo (2011); I bastardi di Sarajevo (2014).

Riccardo Noury è il portavoce di Amnesty International Italia, organizzazione non governativa per i diritti umani di cui fa parte dal 1980. Ha curato Non sopportiamo la tortura (Rizzoli Libri Illustrati, 2001), Poesie da Guantánamo (Edizioni Gruppo Abele, 2007) ed è stato coautore di Un errore capitale (Edizioni Cultura della Pace, 1999). Blogger per Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano e Articolo 21. Zemaniano.

(red)

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