Settimana sociale, Magatti: “L’Italia riscopra la sua matrice cattolica”

Il sociologo Mauro Magatti: l’Italia può risollevarsi solo ripartendo dalla riscoperta della sua più intima matrice cattolica

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Il sociologo Mauro Magatti, segretario del Comitato scientifico e organizzativo della 48ma Settimana sociale

Mentre sale l’attesa per la visita del presidente del Consiglio dei ministri la Settimana sociale di Cagliari rilancia la necessità di un maggiore impegno del mondo cattolico nella vita economica e sociale italiana. “L’Italia può risollevarsi solo ripartendo dalla riscoperta della sua più intima matrice cattolica”, ha detto il sociologo Mauro Magatti, segretario del Comitato scientifico e organizzativo della Settimana sociale nell’intervento sul “lavoro degno e il futuro dell’Italia”. Al premier Paolo Gentiloni – il cui intervento è previsto nel pomeriggio di questa terza giornata di lavori dedicata all’ascolto e alla proposta – verranno consegnate materialmente quattro proposte concrete selezionate tra quelle contenute nell’instrumentum laboris.

La Sardegna raccontata da Pigliaru

Questa mattina la Sardegna, con tutte le sue contraddizioni e le sue potenzialità, è salita alla ribalta con l’intervento del presidente della Regione Francesco Pigliaru che ha illustrato le politiche che in questi anni ha cercato (con alterne fortune) di portare avanti la sua Giunta: più lavoro, sanità migliore capace di ridurre il fenomeno della migrazione sanitaria, istituzioni più semplici ed efficienti, trasporti capaci di mitigare l’insularità, agricoltura più produttiva e meno soggetta alle crisi periodiche.

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L’intervento del presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru

Quando si parla di lavoro, in tempi di populismo imperante che promette facili e immediate soluzioni che non esistono, è davvero fondamentale farlo con la massima umiltà e con la consapevolezza che abbiamo di fronte un problema enorme da affrontare con serietà”, ha detto Pigliaru. “Serietà non significa promettere cose che si faranno ma rendicontare ciò che si è fatto, con umiltà e determinazione”.

In Sardegna, ha proseguito il presidente sardo, si è cercato di favorire una crescita inclusiva, che sostenga le politiche di equità. “La crescita economica ha valore quanto più va di pari passo con la crescita sociale delle persone e quanto più è in grado di generare risorse per la creazione di politiche capaci di affrontare i problemi dei più deboli, dei territori che vivono da decenni lo spopolamento, delle persone che hanno perso il lavoro o che hanno problemi di salute, che vivono sotto la linea della povertà”. Tra i provvedimenti virtuosi elencati da Pigliaru il progetto [email protected] che – ha detto – ha previsto interventi per la riqualificazione di 900 scuole e decine di progetti formativi, quelli in materia di politiche attive e centri per l’impiego, o quelli riguardanti il reddito di inclusione.

Mauro Magatti: l’Italia è invecchiata male

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Il sociologo Mauro Magatti, segretario del Comitato scientifico e organizzativo della 48ma Settimana sociale

Eppure, nonostante la politica per mestiere debba vendere ottimismo e fiducia, la situazione non è assolutamente rosea. Nella sua analisi il sociologo Mauro Magatti, segretario del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali, ha evidenziato che “l’Italia è un Paese invecchiato e invecchiato male”.

Secondo il sociologo il nostro Paese si trova ad un bivio: scegliere se continuare ad avvitarsi in una spirale di sfruttamento del lavoro e disuguaglianze, che rischia di essere amplificata dalla digitalizzazione oppure andare verso un nuovo modello di sviluppo che metta al centro l’uomo e la sua creatività.

La strada – secondo Magatti – è quella di trovare un equilibrio tra una società dove per qualcuno il lavoro manca del tutto e per qualcun altro dove tutto rischia di essere lavoro. “Il lavoro deve tornare al centro del modello di sviluppo”, ha detto il sociologo rilanciando la proposta formulata in apertura dal presidente della Cei cardinal Gualtiero Bassetti di “un grande patto per il lavoro”, che per invertire davvero il declino anche demografico dell’Italia deve essere prima di tutto un patto intergenerazionale.

Chi ha il patrimonio non vuole investirlo perché vuole proteggersi, chi invece vuole investirlo non può farlo per il grande debito che è stato accumulato sulle loro spalle”, ha detto auspicando “una nuova stagione qualitativa di sviluppo, che consenta alle nuove generazioni di creare le condizioni di possibilità di protezione degli anziani”.

Ma al di là delle difficoltà c’è anche uno spiraglio di luce. “La transizione in corso è l’occasione per recuperare e valorizzare questa nostra matrice culturale e spirituale che nel secoli ha prodotto esperienze straordinarie, ancora oggi ammirate in tutto il mondo”, ha concluso Magatti . “È ripartendo da qui, dalla riscoperta della sua più intima matrice cattolica, che oggi l’Italia può risollevarsi, cogliendo le opportunità del cambio di paradigma in corso. Dobbiamo chiudere una pagina e aprirne una nuova. La primavera si annuncia, come suggeriscono i segni dei tempi. Ma, come altre volte in passato, senza il contributo coraggioso della radice Cattolica il paese non ce la farà. È questa la responsabilità da assumere”.

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