Settimana Sociale dei Cattolici Italiani: ultimi preparativi a Cagliari

Tutto è pronto per la 48° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani che si terrà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre per parlare di lavoro e sviluppo

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realtà lavoro
Attrezzi da lavoro

Tutto è pronto per la 48° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani che dal 26 al 29 ottobre vedrà impegnati alla Fiera di Cagliari 80 vescovi e circa 1200 delegati provenienti dalle Diocesi di tutta Italia per discutere su un tema cruciale per il futuro del Paese come quello del lavoro. Un evento che nel corso gli anni ha acquistato un peso sempre maggiore, non solo nell’ambito cattolico ma nell’intero panorama culturale e politico nazionale, e che dopo sessant’anni (la prima e unica risale al 1957) si svolge nuovamente nel capoluogo isolano. Per quattro giorni gli esperti discuteranno di quel lavoro “libero, creativo partecipato e solidale” di cui Papa Francesco parla nell’Evangelii Gaudium ed esporranno proposte e spunti di riflessione alle istituzioni, in primis al presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani e al premier Paolo Gentiloni che interverranno nella giornata finale.

cagliari 48a settimana sociale dei cattolici italiani
Cagliari

Ci sono tante aspettative perché quello del lavoro è un tema cruciale – spiega l’economista Vittorio Pelligra, docente dell’Università di Cagliari e membro dei Comitato scientifico della Scuola di economia civile (Sec) – non solo perché c’è poco lavoro, ma soprattutto perché c’è poco “buon lavoro”: questo ha forti ricadute sulla qualità della vita, sul buon funzionamento della società e sulla sua capacità di auto sostenersi”.

In un mondo del lavoro profondamente mutato dalla quarta rivoluzione industriale la Settimana sociale dei Cattolici Italiani di Cagliari – pur non tacendo le enormi difficoltà occupazionali che la Sardegna ben conosce – cercherà di rivolgersi al futuro, ripartendo da una serie di buone pratiche innovative monitorate sul territorio nazionale. Anche di fronte a un processo tecnologico ormai irreversibile è infatti necessario che il lavoro continui ad esser frutto di una scelta volontaria e non obbligata. Questo – spiega Pelligra – presuppone un adeguato “capitale umano” che consenta ai lavoratori di proporsi sul mercato in una posizione di forza. “Speriamo che la Settimana sociale sia un’occasione per sostenere con più convinzione i processi educativi e formativi dei nostri ragazzi che hanno una forte ricaduta sul mercato del lavoro”.

Anche Suor Silvia Carboni, missionaria Somasca componente del Comitato diocesano per la Settimana sociale, ha una grande preoccupazione per le nuove generazioni. “Da questa Settimana Sociale mi aspetto un cambio di paradigma, una nuova prospettiva nell’approccio ai temi del lavoro”, spiega la religiosa che da anni, con buoni risultati, propone ai ragazzi dei tirocini estivi per sperimentare cosa significa lavorare. “Credo che il problema non sia solo economico, ma anche culturale: più che una crisi del lavoro c’è una crisi della voglia di lavorare e mettersi in gioco. Lavorando con gli adolescenti abbiamo capito che è importante aiutarli ad approcciarsi al mondo del lavoro e fornirgli quelle che comunemente vengono chiamate life skills, le competenze di base, come l’empatia, la tolleranza alla frustrazione, il rispetto delle regole e il rispetto dell’altro. Sono presupposti fondamentali per i quali è necessaria una sinergia tra tutte le comunità locali: la famiglia, la scuola, la parrocchia”.

Anche Mimmo Contu, segretario della Cisl di Cagliari, ripone grosse aspettative sulla Settimana Sociale dei Cattolici Italiani alla quale interverrà anche la numero uno del sindacato Annamaria Furlan. “In questo momento il lavoro deve essere la preoccupazione principale – spiega –. Con questo evento la Chiesa ricrea nella coscienza di tutti, non solo nei cattolici, lo slancio e l’impegno necessari per riportare al centro del dibattito la questione lavoro. Siamo di fronte a sfide molto importanti perché la società sta cambiando e i giovani rischiano di essere tagliati fuori dai processi produttivi: dobbiamo ritrovare il lavoro come valore con la consapevolezza che il vero valore del lavoro sono le persone”.

Di appuntamento “cruciale” parla infine il direttore di Confcooperative Gilberto Marras. “L’auspicio è che emergano proposte in grado di farci fare un salto di qualità non solo nelle prassi quotidiane, ma anche nelle politiche per il lavoro. Parlando di lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale la Settimana sociale metterà sotto i riflettori il rapporto tra lavoro, persone e comunità: viene da chiedersi quale sia oggi il senso di un lavoro sempre più fluido e instabile, ma che richiede agli individui sempre maggiori capacità professionali e organizzative. Ma ci interroga anche sul rapporto tra scuola e lavoro e sul nostro modello di sviluppo: davvero pensiamo che la risposta sia ancora un modello capitalistico fondato sullo sfruttamento delle risorse? Questi interrogativi riassumono la grande attesa che il sistema cooperativistico ripone sulla Settimana sociale dei cattolici italiani”.

Questo articolo è stato pubblicato su Avvenire Cagliari del 15 ottobre 2017

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