Salesiani: incontro a Cagliari con Don Pascual Chàvez

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Don Pascual
Il Rettore Maggiore Emerito dei Salesiani Don Pascual Chàvez Villaneuva

Javier de Nicoló era un sacerdote salesiano di origine barese (è morto qualche mese fa) che ha dedicato tutta la vita ad un unico scopo: togliere dalla strada i bambini colombiani. Per essere loro amico andava a trovarli di notte per le strade di Bogotà dove sniffavano cocaina e la spacciavano. Prima gli ha portato delle barrette di cioccolato per potersi scaldare dal freddo, poi ha iniziato ad offrirgli un tetto solo per passare la notte. Infine una casa dove abitare e provare ad avere una vita diversa. Oggi le case di accoglienza fondate in Colombia da questo sacerdote salesiano sono quasi tremila, una vera e propria città dei ragazzi, e molti dei bambini di strada a cui portava il cioccolato hanno frequentato l’università colombiana e sono diventati stimati professionisti. Secondo Don Pascual Chàvez Villanueva, Rettor Maggiore Emerito della Congregazione dei Salesiani, i tanti sacerdoti che, come padre Javier, hanno vissuto in maniera così efficace, concreta e vera il carisma di Don Bosco sono la più grande testimonianza dello stile salesiano.

Il sacerdote messicano – che dal 2002 al 2014 è stato Rettor Maggiore dell’Opera Salesiana e nono successore di Don Bosco – lo ha raccontato nei giorni scorsi a Cagliari, durante un incontro sulla spiritualità salesiana che si è tenuto alla Parrocchia di San Paolo.

L’incontro con Don Pascual

Per Don Bosco la carità si deve manifestare in opere visibili”, ha spiegato Don Pascual ai tanti confratelli e cooperatori salesiani presenti nel salone parrocchiale. Le opere visibili e concrete sono ad esempio quelle di Jean Marie Peticlerc, considerato il nuovo Abbè Pierre di Francia, che sin dai tempi della presidenza Sarcozy lavora a stretto contatto con i giovani immigrati nelle banlieue di Parigi, avendo quotidianamente a che fare con la violenza e l’emarginazione ed oggi ha fondato oratori sullo stile di Valdocco a Parigi, Lione e Marsiglia. Oppure sono quelle dei tanti sacerdoti salesiani che di notte vanno nelle spiagge dello Sry Lanca per cercare di evitare che i genitori cingalesi vendano i loro bambini ai turisti sessuali. O quelle dei missionari salesiani che nel centro Africa curano i malati di ebola senza infettarsi, esattamente come Don Bosco curava i ragazzi malati di colera.

Don Pascual
Don Pascual durante una visita in Nicaragua quando era Rettor Maggiore dei Salesiani

Durante l’incontro con la comunità salesiana di Cagliari oltre a parlare della spiritualità di Don Bosco, Don Pascual ha raccontato la sua storia e il suo cammino di fede che oggi continua come Rettore Maggiore Emerito nella parrocchia di San Tarcisio a Roma (città dove aveva abitato per anni durante il periodo della sua formazione sacerdotale). Ha parlato di un’opera, quella salesiana, che attualmente riunisce in tutto il mondo circa 15mila tra sacerdoti e cooperatori salesiani che portano avanti con oratori, istituti scolastici e scuole di formazione professionale il fondamentale carisma di don Bosco: educare i ragazzi e portarli ad essere buoni cristiani e buoni cittadini. Nella concretezza. “Per Don Bosco le opere visibili sono la manifestazione dell’amore di Dio – ha spiegato Don Pascual riportando le parole del santo fondatore dell’opera: “Non parlare di Dio con i ragazzi se hanno lo stomaco vuoto. Prima nutrili, alimentali e poi potrai parlargli di Dio. Altrimenti è cinismo. Come puoi parlare di un Dio che è amore quando li sta lasciando morire di fame?”. Il punto di arrivo – ha concluso Padre Chàvez – è la santità: la pienezza dell’amore ci fa diventare come Dio e tutti siamo chiamati a questo”.

L’intervista integrale al Rettor Maggiore Emerito della Congregazione Salesiana Don Pascual Chàvez sarà trasmessa sabato prossimo su Radio Bonaria durante la trasmissione Cammino nel mondo – Storie di fede quotidiana. Appuntamento alle 19 sui 104,600 Mhz oppure in streaming sul sito www.bonaria.eu.

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