Renato Brucoli: il mio amico don Tonino Bello

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Il giornalista Renato Brucoli durante la conferenza su Don Tonino Bello

Per raccontare bene una storia bisogna capire fino in fondo quello che vivono i protagonisti. Bisogna entrare in sintonia e riuscire a provare le loro emozioni  e le loro difficoltà. Solo così è possibile scrivere un buon servizio giornalistico. Lo sa bene il giornalista di Terlizzi Renato Brucoli , strettissimo collaboratore di don Tonino Bello negli anni del suo episcopato. Appena il vescovo di Molfetta gli diede l’incarico di dirigere il settimanale diocesano, che fino ad allora non era mai stato affidato ad un laico, gli diede contemporaneamente la prima indimenticabile lezione di giornalismo. Per poter scrivere il suo primo servizio, che doveva raccontare le difficoltà di una famiglia che aveva appena ricevuto lo sfratto e viveva senza un tetto, il Vescovo gli chiese di trascorrere una notte all’addiaccio insieme alle persone che doveva intervistare.

E’ uno degli episodi che Renato Brucoli – nelle scorse settimane a Cagliari per raccontare la sua esperienza di vita al fianco di un vescovo eccezionale come don Tonino Bello – ricorda in questa intervista andata in onda nella trasmissione Cammino nel mondo – Storie di fede quotidiana di Radio Bonaria.

Nella intervista – che potete ascoltare in questa pagina insieme ad alcuni brani dell’incontro su Don Tonino Bello che si è tenuto al Seminario arcivescovile di Cagliari – Renato Brucoli racconta la sua esperienza vissuta a stretto contatto con Don Tonino Bello e, attraverso gli insegnamenti di un grande comunicatore come il vescovo di Molfetta, dà anche un interessante spaccato su come può essere intesa la professione giornalistica se vissuta alla luce dei valori cristiani.

Chi è Renato Brucoli

Nato a Terlizzi nel 1954, Renato Brucoli è un editore e giornalista pubblicista che attualmente vive e lavora nella città natale. Attivo in ambito ecclesiale, Brucoli ha collaborato con don Tonino Bello dirigendo per anni il settimanale d’informazione religiosa della diocesi di Molfetta e il settore emergenze della Caritas diocesana in coincidenza con gli esodi dall’Albania.

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Renato Brucoli insieme al diacono cagliaritano Ignazio Boi, che ha fortemente voluto l’incontro su don Tonino Bello

In ambito civile ha prestato molta attenzione al territorio e alle sue problematiche operando nella periferia urbana e fondando un’associazione politica di cittadinanza attiva.

Proprio la grande attenzione alla sua terra d’origine e ai suoi testimoni esemplari gli ha offerto lo spunto per una serie di pubblicazioni a carattere sociale ed ecclesiale: sui martiri ardeatini Don Pietro Pappagallo (Pane e cipolla e santa libertà) e sul professor Gioacchino Gesmundo, partigiano martire nelle Fosse Ardeatine (Lettere ai familiari) suoi conterranei, ma soprattutto su don Tonino Bello, per la divulgazione degli scritti e la valorizzazione della figura.

Direttore responsabile della rivista d’arte Tracce, Brucoli collabora mensilmente con il periodico La Nuova Città. È addetto stampa dell’associazione Accoglienza Senza Confini Terlizzi e della Rete Associazioni Italiane Solidarietà Accoglienza, che favoriscono l’ospitalità di minori bielorussi in Italia nel dopo Chernobyl.

Recentemente l’Università Cattolica del Sacro Cuore gli ha conferito la Medaglia d’oro al merito culturale e l’Ordine dei Giornalisti della Puglia gli ha attribuito il Premio “Michele Campione” – Sezione carta stampata / Internet, per l’inchiesta sul danno ambientale procurato a Terlizzi da un’industria di laterizi, da cui è scaturito il volume Mal’aria. Ha recentemente pubblicato, con le sue Edizioni Insieme, il volume “La terra dei miei sogni”, scritto con monsignor Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca.

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