Referendum: qualche domanda all’ex boy scout Matteo Renzi

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Boy scouts

Caro Renzi, non mi rivolgo al rappresentante istituzionale (presidente del Consiglio dei Ministri, ex sindaco ed ex presidente di Provincia), né al politico (segretario del Pd). Nemmeno al giovane cercatore di fortuna che partecipò da ragazzino alla trasmissione di Mike Bongiorno La Ruota della Fortuna. Mi appello al boy scout che tu spesso racconti pubblicamente di essere stato da ragazzino.

Non voglio perciò ricordare il giuramento fatto nelle mani del presidente della Repubblica quando hai ricevuto l’incarico di presidente del Consiglio dei Ministri. A volte noi adulti le promesse ce le rimangiamo e spesso, purtroppo, non riusciamo a mantener fede alla parola data. Fa male ammetterlo, ma è umano.

Sono ben più importanti le promesse che facciamo da bambini, quando i nostri sogni sono ancora forti, intatti. Non si sono infranti di fronte alle difficoltà della vita.

Per questo mi appello alla promessa che hai fatto quando sei diventato boy scout: quella di adempiere il tuo dovere verso Dio, verso la Patria e la Famiglia e di agire con disinteresse e lealtà.

In onore di quella promessa ti chiedo di essere sincero e leale e rispondere a qualche domanda, forse anche troppo elementare e semplicistica, me lo perdonerai, su questa campagna elettorale durissima che sta dividendo il nostro Paese e dalla quale, stando alle tue parole, dipenderebbe il cambiamento dell’Italia.

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Una immagine trovata in Rete che ritrae Matteo Renzi quando era un giovane scout

Al Matteo Renzi ex boy scout vorrei chiedere:

Non credi che nella tua posizione di rappresentante di tutti gli italiani avresti dovuto evitare di personalizzare eccessivamente una riforma importante come quella della Carta Costituzionale?

In altre parole non sarebbe stato meglio lasciare la riforma al Parlamento e porre il Governo italiano al di fuori di una campagna elettorale durissima che oggi sta spaccando a metà l’Italia (tra chi è schierato con Renzi e chi si oppone)?

Non credi, inoltre, che dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’attuale legge elettorale ci sia il forte dubbio che l’attuale Parlamento Italiano non abbia la necessaria legittimazione per proporre una riforma così corposa, che interessa ben 47 articoli della Carta Costituzionale?

Non pensi, con tutta sincerità, che il quesito referendario sia stato eccessivamente semplificato in modo da dare una versione edulcorata della riforma in cui non si evidenziano anche le innegabili criticità?

Non credi, in tutta sincerità, che la stessa pubblicità istituzionale del referendum sulla TV di Stato sia leggermente sbilanciata sulle ragioni del Sì?

Non pensi, entrando nel merito, che la soppressione del Senato e il superamento del bicameralismo perfetto siano una questione molto delicata di rappresentatività popolare che va ben oltre il risparmio di una cinquantina di milioni (anche se tu asserisci che ci sarà un risparmio maggiore) sulla spesa pubblica?

Piuttosto che annullare una delle Camere per diminuire i costi della politica non sarebbe stato meglio diminuire il numero dei componenti di entrambe, come previsto dalla prima bozza di riforma ?

Non pensa il boy scout Matteo Renzi che sia un po’ fuorviante e semplicistico sostenere, come spesso fa il politico Renzi, che chi vota No è a favore della Casta?

Non pensi che, alla luce delle questioni dirimenti al vaglio del Parlamento che stanno dividendo l’opinione pubblica italiana, sia ancora meglio un doppio passaggio alla Camera e al Senato in modo da garantire una maggiore rappresentatività di tutte le istanze dei cittadini?

Credi davvero che il Senato delle Autonomie possa davvero rappresentare le autonomie locali e non piuttosto i partiti politici maggioritari?

Non credi, alla luce delle statistiche parlamentari, che il problema della cosiddetta “navetta” tra Camera e Senato abbia interessato un numero molto basso di provvedimenti legislativi, mentre il Parlamento Italiano, anche nella sua attuale composizione, quando vuole sa essere molto veloce nell’emanare le leggi?

Credi davvero, in tutta sincerità, che questa riforma – accentrando le competenze in capo al Governo centrale  – comporterà un vero cambiamento della vita quotidiana del nostro Paese semplificando la nostra elefantiaca burocrazia oppure credi anche tu che certe motivazioni del comitato per il Sì (diminuzione delle bollette elettriche, sanità migliore per tutti e altri benefit per i cittadini) siano talmente ridicole da rappresentare una sorta di pubblicità ingannevole?

Non crede il boy scout Matteo Renzi che la Costituzione più che modificata dovrebbe essere soprattutto applicata nei suoi principi fondamentali? In primo luogo quello che vuole l’Italia una Repubblica democratica basata sul lavoro e non sulla disoccupazione e il precariato?

E a proposito di lavoro non credi che il Jobs Act, piuttosto che creare posti di lavoro stabile, abbia contribuito a sgretolare le ultime tutele dei lavoratori che oggi, senza più neppure le tutele dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, sono in totale balìa dei datori di lavoro?

Non credi che un vero cambiamento del nostro Paese possa essere dato da una politica che si metta davvero al servizio dei cittadini, smetta di dividersi e cerchi di unirsi sulle cose importanti, in primo luogo sulla creazione di sviluppo e vero lavoro e nella lotta contro la corruzione e l’evasione fiscale?

Non credi infine che questa riforma, piuttosto che andare a favore di noi cittadini, sia invece totalmente in linea con quanto richiesto dal mondo finanziario internazionale che chiede un sostanziale superamento della democrazia costruita con il sangue dei nostri avi, delle garanzie dei lavoratori e dei diritti dei cittadini?

Insomma alla luce delle tue frequenti affermazioni (assolutamente condivisibili) sul fatto che dobbiamo ragionare non tanto per il bene nostro quanto per quello delle future generazioni, non pensi in tutta coscienza che su questa riforma costituzionale siano state dette ai cittadini tante bugie?

E non credi che, proprio per il bene dei nostri figli, invece di dividerci sia meglio provare a sedersi insieme ad un tavolo per costruire come hanno fatto i Padri Costituenti un vero e duraturo cambiamento basato su una idea condivisa di Italia più trasparente e più equa?

Cordialmente

AZ

PS. Ricordati che queste domande, alle quali presumo non risponderai per motivi assolutamente comprensibili, non sono rivolte al presidente del Consiglio dei Ministri o al segretario del Partito Democratico, ma esclusivamente all’ex boy scout Matteo Renzi.

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