Il mistero della donazione italiana alla Fondazione Clinton

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La candidata alla presidenza degli Stati Uniti Hillary Clinton

Perché il Governo Renzi, attraverso il ministero dell’Ambiente, ha fatto una donazione tra i 100mila e i 250 mila dollari alla Clinton Foundation connessa alla candidata alla presidenza degli Stati Uniti d’America Hillary Clinton? A cosa sono serviti quei soldi? Da quali capitoli di bilancio sono stati tolti? E non esisteva in Italia una fondazione con le stesse finalità della Clinton Foundation a cui destinare quelle cifre? Sono domande che all’inizio di agosto il senatore piemontese Lucio Malan aveva rivolto con una interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti dopo che il sito internet della Clinton Foundation aveva inserito il ministero italiano dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare tra i finanziatori della fondazione americana.

La misteriosa elargizione alla Clinton Foundation – strettamente connessa con la  candidata alla presidenza degli Stati Uniti d’America Hillary Clinton – torna alla ribalta alla vigilia delle elezioni presidenziali che si svolgeranno il prossimo 8 novembre con una petizione online promossa dall’associazione Citizen GO in cui migliaia di italiani stanno chiedendo al Governo italiano di fare luce sulla realtà, la consistenza e le motivazioni di tale donazione.

Seppure la somma donata sia di modesta entità rispetto ai ben più cospicui introiti di una fondazione che, solo nel 2014, ha avuto entrate per più di 300 milioni di dollari (si parla di un finanziamento da 1 milione di dollari da parte del Qatar, che anch’esso fa pensare molto), sarebbe utile conoscere le ragioni di questa donazione.

E’ noto il sostegno del Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, onorevole Maria Elena Boschi, a favore della signora Hillary Clinton nella competizione elettorale per la presidenza degli Stati Uniti d’America, testimoniato dalla sua presenza alla convenzione del Partito democratico americano a Philadelphia”, scrive nell’interrogazione il senatore Malan che chiede di sapere “per quale motivo e sulla base di quale decisione il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare finanzi una fondazione estera, intitolata a persona coinvolta nella vita politica e partitica americana, già concorrente perdente alla candidatura del partito democratico alla presidenza del 2008 e da pochi giorni candidata del partito democratico, data attualmente perdente nei sondaggi”.

Malan chiede poi “da quale capitolo di bilancio siano stati presi i fondi per tale finanziamento e quale sia l’esatta entità del finanziamento stesso. Nonché se non ci siano fondazioni italiane o comunque non schierate politicamente che svolgono le stesse funzioni della “Bill, Hillary & Chelsea Clinton foundation“.

Le implicazioni del sostegno alla Clinton

Il problema della chiarezza sulla donazione italiana alla Clinton Foundation si pone a maggior ragione oggi, a pochi giorni dalle elezioni e dopo lo scandalo legato alla poca trasparenza nella gestione delle mail della candidata americana durante le sue funzioni istituzionali recentemente risollevato dall’FBI.

Il sostegno delle istituzioni italiane alla Clinton ha infatti forti implicazioni etiche che i cittadini italiani hanno il diritto di conoscere con estrema trasparenza per farsi una idea precisa anche sul Governo italiano.

Hillary Clinton si distingue infatti per avere posizioni molto liberal, cioè estremamente laiciste, in tema di vita e famiglia.

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Protesta contro la Planned Parenthood

Tra i grandi sostenitori e finanziatori della Clinton figura con uno stanziamento di 30 milioni di dollari anche Planned Parenthood, la multinazionale dell’aborto salita alla ribalta lo scorso anno per lo scandalo suscitato nell’opinione pubblica da alcuni video che secondo gli accusatori testimonierebbero una vera e propria compravendita di organi e tessuti fetali (la multinazionale si è difesa sostenendo che si tratta di donazioni per la ricerca).

Lo scandalo – che inspiegabilmente la stampa italiana ha completamente silenziato – ha dato il via ad una approfondita inchiesta da parte del parlamento americano e ha suscitato un ampio dibattito nell’opinione pubblica americana di cui ovviamente in Italia non si è praticamente saputo nulla.

Nonostante lo scandalo abbia indotto una dozzina di Stati americani a tagliare i viveri alla multinazionale dell’aborto la Clinton ha ovviamente intenzione di ripristinare i finanziamenti pubblici alla Planned Parenthood.

Per rimanere in tema, la Clinton pare abbia detto di essere del tutto favorevole all’aborto senza limiti: secondo la candidata alla poltrona più importante del mondo l’abortito non avrebbe alcun diritto costituzionalmente garantito.

Una concezione attenta ad estendere al massimo la libertà della donna, anche a discapito degli elementari diritti del nascituro, che ovviamente si ripercuote anche sul concetto di famiglia propugnato dalla Clinton, oggi ovviamente vicinissima alla causa delle famiglie arcobaleno (nonostante nel 2008 si fosse espressa contro i matrimoni omosessuali).

Ecco perchè, nel rispetto di ogni opinione in materie così delicate, è giusto che i cittadini italiani conoscano queste notizie. Non solo per una elementare esigenza di trasparenza su come vengono spesi i nostri soldi pubblici, ma anche per farsi una opinione personale su quello che sta succedendo. In America e anche in Italia.

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