Mario Girau e il giornalismo cattolico

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Mario Girau Ucsi sardegna

Testimoniare i propri valori e rivendicare il fatto che l’informazione è un diritto, anche se viviamo in un sistema in cui predomina la visione delle notizie e dei giornali come una merce. Questo, secondo Mario Girau, presidente dell’Ucsi, l’Unione Cattolica Stampa Italiana della Sardegna, è il compito del giornalista cattolico che, all’interno di questo sistema, deve cercare di portare i valori del rispetto della dignità dell’uomo, compresi quelli della vita e della morte. Ma soprattutto – come ha chiesto Papa Francesco nel Messaggio per la Cinquantesima Giornata delle Comunicazioni – deve riuscire a creare ponti, dialogare e creare occasioni di incontro.

Mario Girau è stato ospite dell’ultima puntata della trasmissione Cammino nel mondo – Storie di fede quotidiana, andata in onda sui 104,600 Mhz di Radio Bonaria.

Mario Girau
Il giornalista cagliaritano Mario Girau

Mario Girau

Giornalismo cattolico, stampa diocesana e criticità nella comunicazione della Chiesa sarda: sono questi i principali temi trattati in questa intervista. Ma con Mario Girau, storico collaboratore del quotidiano sassarese La Nuova Sardegna, abbiamo parlato anche dello stato drammatico dell’informazione in Sardegna, fatta troppo spesso di precariato e giornalisti pagati con compensi irrisori. Abbiamo parlato anche del sistema della stampa cattolica sarda, fatto – oltre che di radio e tv – da una decina di giornali diocesani che lavorano in tutto il territorio dell’isola con la supervisione della Fisc, la Federazione Italiana della stampa cattolica, ma che hanno la principale criticità nelle collaborazioni volontarie che non sempre garantiscono contenuti adeguati.

Nell’intervista abbiamo parlato anche dell’utilità del sindacato che – spiega Mario Girau, addetto stampa storico della Cisl sarda – ha ancora una importantissima funzione sociale di tutela delle istanze dei lavoratori, soprattutto in un periodo di gravissima crisi economica come quello attuale. Mario Girau ci ha poi raccontato anche della sua esperienza di educatore, nel periodo in cui è stato direttore dell’istituto di rieducazione di Giorgino.

Infine abbiamo parlato della Cagliari degli anni Sessanta. Soprattutto del quartiere popolare di Is Mirrionis nel quale Mario ha sempre vissuto. Dove la prima università era quella della strada in cui per ore i ragazzini giocavano a pallone, qualche volta anche scalzi perchè non c’erano i soldi neppure per comprare le scarpette.

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