Marco Espa, la politica che nasce dall’amore

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Marco Espa

Capita ancora, a volte, che la politica sia qualcosa di bello e pulito che nasce dall’amore, dall’impegno e dalla passione sociale. E quando questo accade dà una speranza a tutti, soprattutto a chi da tempo ha smesso di credere nella buona politica. La storia di Marco Espa e di sua figlia Chiara, che qualche settimana fa ha lasciato la sua famiglia dopo una battaglia durata 27 anni, è una storia di fede e di speranza.

La nascita di un figlio porta un genitore a migliorarsi. Succede sempre. A maggior ragione quando quel figlio nasce con un grave problema fisico o psichico. Nella maggior parte dei casi l’amore per quel figlio diventa una grande opportunità, la molla che spinge i suoi genitori all’impegno e alla passione sociale. E’ quel che è successo ventisette anni fa a Marco Espa e a sua moglie Ada dopo la nascita di Chiara, bimba affetta da una grave lesione cerebrale.

La nascita di Chiara ha portato Marco a mettersi in gioco ed impegnarsi profondamente. Prima come presidente in Sardegna dell’ABC, l’associazione dei genitori di bambini cerebrolesi, e poi scendendo in politica, nelle file della Margherita prima e del Partito Democratico poi, per difendere i diritti dei bambini portatori di handicap e delle loro famiglie.

In questa politica che ci piace sempre meno perchè è sempre più distante dai bisogni delle persone e sempre più attenta a tutelare la sua immagine di facciata e i suoi benefici, ho sempre considerato Marco Espa una delle eccezioni positive.

Negli anni della sua attività in Consiglio regionale non ho mai sentito Marco Espa alzare i toni in modo eccessivo, né agire per un proprio tornaconto, suo o della sua parte politica.

L’ho visto nel 2008, ai tempi dell’alluvione di Capoterra, spalare il fango con gli stivali di gomma. Non perché faceva finta di andare ad aiutare, come pare vada di moda oggi tra tanti politici, ma perché era proprio uno degli sfollati che hanno visto inondata di fango la propria casa.

Marco Espa: un politico normale

Ecco, Marco Espa è una persona assolutamente normale che ha scelto la politica per combattere la sua battaglia. E’ l’emblema di una politica normale che nasce dai bisogni della comunità e per quei bisogni si batte nelle aule istituzionali. Con successo, visto che è proprio grazie alle battaglie di Marco Espa che in Sardegna è stata finanziata la legge 162 per il sostegno alle famiglie che assistono in casa i propri familiari disabili gravi e gravissimi.

Marco EspaMarco Espa è l’esempio di una politica che si batte per i diritti dei più deboli. Ne è testimonianza l’accorato appello di Salvatore Usala, presidente dell’associazione 16 Novembre per i diritti dei malati di Sla, all’allora candidato governatore della Sardegna Francesco Pigliaru per la ricandidatura di Marco alle elezioni regionali dello scorso febbraio.

Marco Espa, che dopo la conclusione del mandato da consigliere regionale da qualche mese fa parte della Giunta nazionale della Fish (Federazione Italiana per il superamento degli handicap), è l’esempio di una  politica che scende in campo soprattutto con il cuore.

E a una politica che nasce e trova nutrimento dal grande amore che un genitore può provare per un figlio e dalla sofferenza piena di dignità di un padre nel vedere soffrire la propria bambina, si può dire soltanto grazie.

Come quel grazie che Marco ha rivolto alla figlia Chiara dal suo blog, nei giorni della sua scomparsa, in poche righe piene di dolore, fede e dignità:

Grazie Chiara. Sembra incredibile il bene che hai fatto in questi intensissimi 27 anni vissuti insieme. Dovevi vivere meno di un anno ma avevi un disegno speciale, migliorare la vita di migliaia di persone. Noi non abbiamo fatto nulla, ti abbiamo solo seguito. E continueremo a farlo. Ciao amore nostro, amore mio.

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