Raccontare il lavoro e le migrazioni: al via ad Assisi la scuola Ucsi

Inizia oggi ad Assisi la scuola Ucsi: tre giorni di formazione professionale teorica e pratica per i giovani giornalisti cattolici

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Fermata del bus per Assisi

Nel lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale, l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita”, ha scritto Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium. Da questo assunto fondamentale e purtroppo oggi poco applicato è partito il lungo percorso di avvicinamento che il mese prossimo porterà alla 48^ Settimana Sociale dei Cattolici italiani di Cagliari. Un percorso fatto di approfondimenti, denunce, riflessioni e proposte per capire – in un tempo difficile come il nostro – cosa è diventato il mondo del lavoro e cosa si può fare per renderlo più umano. Di questo percorso di avvicinamento, vista l’importanza dell’informazione in questo processo virtuoso – sarà parte integrante la tre giorni di formazione dell’Ucsi, l’Unione Cattolica Stampa italiana che inizia oggi alla Cittadella di Assisi. La scuola Ucsi, intitolata al compianto vaticanista Giancarlo Zizola, vedrà coinvolti una quarantina di giovani giornalisti che, con lezioni frontali e laboratori didattici, affronteranno due tematiche cruciali per l’informazione: raccontare il lavoro e raccontare la complessa realtà delle migrazioni.

La scuola Ucsi

Sulla realtà del lavoro si gioca il futuro di una società ed anche la responsabilità dei cattolici nella costruzione del bene comune“. Così si legge nel cosiddetto instrumentum laboris, appassionata analisi del Comitato scientifico e organizzativo della Settimana Sociale di Cagliari sulle distorsioni di un mercato del lavoro dove a fronte di tanti disoccupati ci sono tanti lavoratori trattati come schiavi. “Se svendiamo il lavoro al consumo, con il lavoro presto svenderemo anche tutte queste sue parole sorelle: dignità, rispetto, onore, libertà”, diceva il Papa ai lavoratori dell’Ilva di Taranto. “Non dobbiamo permetterlo, e dobbiamo continuare a chiedere il lavoro, a generarlo, a stimarlo, ad amarlo. Anche a pregarlo: molte delle preghiere più belle dei nostri genitori e nonni erano preghiere del lavoro, imparate e recitate prima, dopo e durante il lavoro”.

assisi cittadella
Assisi: la Cittadella

Proprio dall’instrumentum laboris prenderà le mosse questo pomeriggio la scuola Ucsi. Dopo l’apertura dei lavori della presidente Ucsi Vania De Luca e una meditazione del consulente nazionale Ucsi padre Francesco Occhetta, la scuola entrerà nel vivo con l’intervento “Il lavoro che vogliamo: verso la Settimana Sociale di Cagliari” di Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse. Seguirà un’ altra interessante relazione del giuslavorista Ciro Cafiero sui cambiamenti epocali del mondo del lavoro.

Seguiranno i laboratori (Il linguaggio giornalistico nei diversi ambiti lavorativi, il pericolo del giornalismo fai da te e gli aspetti deontologici nei nuovi giornalismi) curati dai giornalisti Vincenzo Grienti per la parte web e social, Paola Springhetti per la scrittura, Daniele Morini per la tv e Luca Collodi per la radio.

A seguire un dialogo con il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Italiani Nicola Marini su “Come cambia il lavoro giornalistico e quali prospettive per tutelare tutti i giornalisti”.

Domani la giornata sarà dedicata al tema delle migrazioni. La sessione, introdotta dal segretario Ucsi Maurizio Di Schino, sarà aperta da Laura Silvia Battaglia, docente Scuola di Giornalismo “Università Cattolica” e giornalista corrispondente TV Svizzera Italiana che parlerà del corretto linguaggio giornalistico per raccontare le migrazioni. Seguiranno la proiezione di una parte del video documentario “I Migrati” e il confronto con l’autore dell’opera, Angelo Figorilli, inviato del TG2 e con alcuni dei protagonisti del video, rappresentanti della Comunità XXIV Luglio –Handicappati e non.

Nel pomeriggio è prevista una serie di incontri e visite sui luoghi di San Francesco e sulla modernità del santo come comunicatore, mentre domenica la conclusione della scuola Ucsi sarà dedicata ad un incontro formativo valido per la formazione professionale continua su un altro tema molto attuale: post verità e fake news.

Alla tavola rotonda Ricostruire e dire la verità. La sfida deontologica dei giornalisti nel tempo della post verità e dei neo populismi parteciperanno Padre Francesco Occhetta, scrittore La Civiltà Cattolica e Consulente nazionale UCSI, Guido Mocellin, giornalista, e Padre Paolo Benanti, frate del Terz’Ordine Francescano. La partecipazione darà diritto a sei crediti.

Il lavoro e la custodia del creato costituiscono delle frontiere avanzate della nuova evangelizzazione e aprono il dialogo con le diverse tradizioni culturali del nostro Paesi – si legge nell’instrumentum laboris -. Questo è il terreno dove occorre dare risposte a problemi reali della nostra società come nel passato hanno fatto le Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, fondate cento e dieci anni fa dal Beato Giuseppe Toniolo. Questo, riprendendo il dettato della Costituzione e della Dottrina Sociale della Chiesa, è uno dei punti più decisivi attorno a cui si può sviluppare una rinnovata rilevanza pubblica dei cattolici in Italia“. Una rilevanza è una responsabilità che i giornalisti cattolici italiani sentono inevitabilmente in un settore particolarmente delicato e decisivo come quello dell’informazione.

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