La grammatica del giornalismo: come scrivere sui media

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La tastiera di un pc

Si scrive acquerello o acquarello? Bisogna scrivere Best seller o best-seller? Un gruppo di terroristi ha attaccato o hanno attaccato? Dubbi amletici che assalgono chi deve scrivere un pezzo in fretta e furia per mandarlo prima possibile al caposervizio, costringendo il giovane cronista a googolare disperatamente in cerca delle soluzioni più adeguate. Ma come si scrive in modo corretto per i media? Cerca di spiegarlo il giornalista Luciano Santilli nel volume Grammatica del Giornalismo Come si scrive per i media (goWare 2016, pp. 304).

Direttore di Capital e decano del giornalismo italiano, Santilli dà qualche indicazione (utile soprattutto ai giornalisti alle prime armi, ma perchè no?, un po’ a tutti) indicando come comunicare con affidabilità e accuratezza. Per scrivere articoli di stampa destinati al grande pubblico è infatti necessario inserire lo stile personale di ciascuno all’interno del codice della comunicazione adottato dalle più importanti testate occidentali: bisogna dunque fare attenzione ad abbreviazioni, accenti, ausiliari, capoversi, controlli e concordanze. Oltre ovviamente a sintetizzare fedelmente le dichiarazioni rispettando il contesto, evitare cliché e luoghi comuni, usare termini precisi senza troppe frasi fatte e tener conto delle restrittive leggi sulla stampa e la privacy.

La grammatica del giornalismo

Grammatica del Giornalismo. Come si scrive per i media – oltre mille voci da conoscere per poter comunicare con chiarezza, concisione e eleganza sui media, tradizionali e nuovi – è un libro di consultazione indispensabile per chiunque voglia comunicare in modo professionale.

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Le ferree regole della grammatica

Nato a Roma, Luciano Santilli vive a Milano. Laureato in Filosofia (allievo di Guido Calogero), giornalista professionista, ha iniziato a Panorama (direttore Lamberto Sechi), è stato capo della redazione romana del Mondo (direttore Paolo Panerai), inviato dell’Europeo (direttore Claudio Rinaldi), responsabile delle riviste Next (tecnologia) e Web, direttore responsabile dei siti internet Mondadori, vicedirettore di Panorama. Ora è alla guida di Capital.

«Saper scrivere per un giornale, o altri media, non è dote innatascrive -: bisogna seguire regole, talvolta minuziose, pedanti se si vuole, e qualche piccolo trucco per farsi meglio capire e per trasformare un testo in quell’informazione precisa, incisiva, che distingue i giornali (prodotti industriali, non letterari) e i siti di qualità».

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