God’s Not Dead: l’eterno dibattito sull’esistenza di Dio

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God's not dead
La locandina del film God's not dead

Nei moderni college americani, dove teoricamente vige una grande libertà di pensiero, molti studenti sono costretti ad abiurare la propria fede cristiana per la pressione dei propri insegnanti. In molti casi i comportamenti liberticidi dei docenti universitari hanno reso necessarie delle cause legali. Cause che hanno ispirato God’s Not Dead, film del regista Harold Cronk tratto dal libro God’s Not Dead: Evidence for God in an Age of Uncertainty di Rice Broocks, che racconta l’eterno scontro tra atei e credenti da un punto di vista logico, dialettico e filosofico.

God’s Not Dead

La trama. Il professor Radisson, affermato docente di filosofia orgogliosamente e prepotentemente ateo, nella prima lezione del primo anno mette in chiaro davanti ai suoi allievi il suo dogma: Dio non esiste, è soltanto un retaggio del passato superato dalle moderne scoperte scientifiche. Approfittando della sua posizione di dominanza psicologica, Radisson impone allora ai suoi studenti di sottoscrivere un foglio in cui c’è scritto che God is Dead: Dio è morto.

God's not dead
Una scena del film God’s not dead

Tutti accettano acriticamente di sottoscrivere il foglio per non contrariare il potente docente. Tutti tranne Josh, un giovane studente cristiano che rifiuta di abiurare la sua fede nonostante le minacce del professore che, per intimorirlo, lo sfida a dimostrare davanti alla sua classe l’antitesi, ossia che Dio non è morto.

Nonostante la famiglia e la fidanzata cerchino di dissuaderlo per evitare di compromettere la sua carriera universitaria, Josh decide di accettare la sfida del professore e inizia a studiare sodo per cercare di convincere i suoi colleghi dell’esistenza di Dio nelle tre lezioni successive.

Oltre alla figura del giovane studente cristiano, che si trova a dover scegliere tra la fede e la propria carriera universitaria, il film traccia anche le vicende parallele di alcuni coprotagonisti che, pur partendo da esperienze di vita molto differenti, si pongono con forza degli interrogativi profondi sulla loro fede.

La fede del Reverendo Dave, pastore della chiesa vicina al College e punto di riferimento per molti fedeli (“Non cercare di essere intelligente, cerca solo di dire la verità”, scrive a Josh in un sms quando il ragazzo è in piena crisi), traballa vistosamente fino a quando il prete non si rende conto della sua importante missione; Martin, lo studente cinese di chiara appartenenza comunista, durante i tre interventi in classe di Josh vede progressivamente vacillare l’ateismo indotto dalla sua famiglia; Amy, giornalista senza scrupoli e accanita blogger nel sito Nuova Sinistra, viene sconvolta quando scopre di essere ammalata di cancro; Mark, ambizioso e squallido uomo d’affari capace di passare tranquillaqmente sopra il dolore di una madre malata di Alzheimer e di una fidanzata malata di cancro, capisce che spesso una vita di agi e successi è la strategia più infallibile con cui il Demonio riesce ad allontanare le anime da Dio; Mina, fidanzata affabulata dalla sapienza del professor Radisson, alla fine ne coglie tutta la pochezza e l’aridità interiore e lo lascia. Infine Aisha, studentessa musulmana che viene cacciata di casa dal padre che ha scoperto la sua conversione al Cristianesimo, finalmente quando ha perso tutto decide di vivere alla luce del sole e con gioia la sua fede.

God’s Not Dead racconta la fede cristiana in maniera schietta e veritiera, non nasconde i dubbi e le difficoltà umane di una scelta non facile, ma ha il pregio di superare lo sterile scontro ideologico e aprioristico tra credenti e non credenti e di trasferire il dibattito su un piano prettamente logico e filosofico, smontando la futile argomentazione ateista che vede i credenti come dei sempliciotti superstiziosi.

Il film mette viceversa in evidenza il fatto che la fede ha solidissime basi logiche e filosofiche e dimostra che, sulla base delle moderne conoscenze scientifiche, la scelta di chi crede è molto più ragionevole e concreta di quella di chi non crede in Dio.

Non è facile, ma è semplice“, dice il Reverendo Dave al giovane Josh che, al termine della sfida dialettica in aula, riuscirà a ridimensionare il professor Radisson ed a batterlo proprio sul piano della logica e della filosofia. Anche perchè il docente rifiuta Dio perché, lo dice chiaramente, vuole lui stesso essere il dio dei propri studenti.

La perseveranza della giovane matricola, disposta a lottare per i propri valori anche a costo di perdere tutto, metterà in difficoltà l’affermato professore costringendolo ad ammettere di fronte agli altri studenti che il suo ateismo non è altro che un odio viscerale contro Dio. Un odio, si scoprirà, causato dalla ferita per la perdita della madre quando Radisson era ancora un ragazzino di dodici anni. Sarà quella ammissione a far cadere il velo e dare la vittoria al giovane studente: perchè ovviamente non si può odiare con tanta forza qualcosa o qualcuno che non esiste.

Nei titoli di coda – sulle note dei Newsboys la christian-pop band che ha curato la colonna sonora di God’s Not Dead e ha fatto anche una cameo nel film – scorrono i nomi dei tanti studenti che nei college americani hanno avuto problemi giudiziari a causa della loro appartenenza alla religione cristiana. In America, la presunta terra della libertà dove i govani cristiani sono discriminati nelle scuole pubbliche e nelle università perchè credono in Gesù Cristo.

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