In gita scolastica i docenti diventano sergenti

1
5609
gita scolastica

Un occhio al tachimetro e l’altro alle cinture di sicurezza indossate dagli alunni. Ma anche uno sguardo alla patente del conducente e al libretto di circolazione, per vedere se l’autobus è stato revisionato. Magari ci può scappare anche un alcol test, perchè naturalmente l’autista non può alzare il gomito o assumere sostanze proibite o psicofarmaci mentre è in servizio. Questi non sono i compiti di un agente della Polizia stradale impegnato ad un posto di blocco, ma le nuove prescrizioni che il Ministero dell’Istruzione impone a un insegnante che porta in gita scolastica i suoi alunni. In base alle nuove disposizioni l’insegnante accompagnatore, oltre a tener d’occhio i suoi ragazzi, dovrà infatti controllare anche che l’autista del pullman rispetti i tempi di riposo previsti dalla legge, non superi i limiti di velocità, non guidi con gli auricolari, non beva alcoolici o non assuma droghe o psicofarmaci. Ma anche verificare che i pneumatici dell’autobus non siano usurati, i fari siano perfettamente funzionanti e il mezzo sia stato regolarmente revisionato.

Ad attribuire agli insegnanti questi compiti, solitamente svolti dalla Polstrada, è una bizzarra circolare del Miur, la numero 674 emanata lo scorso 3 febbraio, che prevede che gli insegnanti che accompagnano gli studenti in gita scolastica si trasformino in veri e propri poliziotti.

Il vademecum per la gita scolastica

poliziaLe prescrizioni dettagliate sono contenute in un vademecum della Polizia Stradale in cui si prevede che, nel corso dei viaggi di istruzione, gli accompagnatori debbano controllare che il conducente non assuma sostanze stupefacenti, psicotrope (psicofarmaci) né bevande alcoliche, neppure in modica quantità. E che durante la guida non faccia uso di apparecchi radiotelefonici o cuffie sonore, salvo apparecchi a viva voce o dotati di auricolare.

Il vademecum prevede poi che durante la gita scolastica i docenti stiano attenti a controllare che il conducente rispetti i tempi di riposo previsti dalla legge e prestino attenzione alla velocità tenuta, che deve sempre essere adeguata alle caratteristiche e condizioni della strada, del traffico e ad ogni altra circostanza prevedibile, nonché entro i limiti prescritti dalla segnaletica e imposti agli autobus (80 chiolometri orari fuori dal centro abitato e 100 in autostrada).

Oltre a verificare la regolare revisione, previa una controllata della carta di circolazione del veicolo, gli agenti-accompagnatori, secondo il vademecum, dovranno inoltre indossare i panni del collaudatore e prestare attenzione alle caratteristiche costruttive, funzionali e controllare alcuni importanti dispositivi di equipaggiamento: l’usura pneumatici, l’efficienza dei dispositivi visivi, di illuminazione, dei retrovisori.

Le nuove prescrizioni come prevedibile hanno suscitato le indignate proteste degli insegnanti che si sono letteralmente scatenati sulla Rete e minacciano di far saltare le gite scolastiche.

Sì, vero, il conducente deve alternare momenti di guida, e riposo – scrive un docente nel sito Professione insegnante.it – . E l’insegnante? E’ tenuto a una vigilanza degli alunni che ha in custodia 24 ore su 24? Quali sarebbero i momenti di riposo per l’insegnante che, a sua volta, non solo dovrebbe vigilare sugli alunni, ma anche sul conducente. Ecco la grande assurdità, ecco lo scaricabarile delle responsabilità. Questa, secondo me, rappresenta la goccia che fa traboccare il vaso. Se prima avevo 9 motivi per non accompagnare gli alunni nei viaggi d’istruzione adesso ne ho 10 tutti ampiamente validi”.

Cari proff. accompagnatori – si legge ancora nella pagina Facebook del sito – preparatevi a dividervi i compiti: chi guarda gli alunni, chi segue l’autista passo passo e non lo molla più, nemmeno al bancone del bar o al bagno della stazione di servizio, chi rimane con gli occhi inchiodati sul tachimetro, chi scruta l’andamento della strada, chi controlla la radio, chi l’usura dei pneumatici, chi il funzionamento delle luci del veicolo… Se dovesse esserci “un problema” durante il viaggio, il docente sarà tenuto comunque a relazionare sul fatto che abbia “prestato attenzione” ai comportamenti dell’autista e allo stato del mezzo di trasporto. Sono beghe serie, credetemi. La verifica della “modica quantità”, poi, è da delirio!!! Robe da pazzi. I docenti diventano sergenti”.

Articolo precedenteMaurizio Loddo e la storia di Lourdes
Prossimo articoloOmbre di donna: racconti al femminile
Alessandro Zorco è nato a Cagliari nel 1966. E' sposato e ha un figlio. Laureato in Giurisprudenza è giornalista professionista dal 2006. Ha lavorato con L'Unione Sarda e con Il Sardegna (Epolis) occupandosi prevalentemente di politica ed economia. E' stato responsabile dell'ufficio stampa dell'Italia dei Valori Sardegna e attualmente è addetto stampa regionale della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa. Dall'aprile 2013 è vicepresidente regionale dell'Unione Cattolica Stampa Italiana e dal 2014 è nel direttivo del GUS Sardegna.

1 COMMENTO

  1. Vorrei sapere a chi è venuta questa brillantissima idea, tanto da farne una regola! Noi già operai della scuola, adesso anche baby sitter degli autisti. Ci hanno ridicolizzati. Io da donna insegnante, non ho alcuna competenza nel capire se le gomme sono usurate o altro che riguarda la messa in regola di un pullman, nè ho tantomeno intenzione di sentire l’alito dell’autista prima di affrontare un viaggio. Perché dobbiamo pagare anche questo sopruso????

COMMENTA QUESTO ARTICOLO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*