Giovanni Casula: educatore troppo scomodo per la psichiatria sarda

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Giovanni Casula
L'educatore Giovanni Casula racconta la sua testimonianza nel corso di un evento pubblico sulla psichiatria tenuto recentemente a Cagliari

Giovanni Casula, educatore professionale, ha scritto un libro (Benvenuto in Psichiatria) in cui racconta la sua esperienza al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’ospedale cagliaritano Santissima Trinità. Erano gli anni pionieristici in cui anche in Sardegna si cercava di attuare concretamente la riforma Basaglia, quella che nel lontano 1978 ha decretato la chiusura dei manicomi e che ha provato a umanizzare il trattamento dei pazienti psichiatrici.

Ma quanto è davvero cambiato nella cura della malattia mentale in Sardegna? Le cure sono più umane oppure un uso ancora massivo degli psicofarmaci rischia di trasformare i manicomi da una prigione fisica, fatta di muri e barriere, a una prigione chimica?

In questa intervista, andata in onda su Radio Bonaria, Giovanni Casula racconta il suo punto di vista sullo stato attuale della psichiatria in Sardegna. Ma soprattutto riporta l’attenzione sull’importanza delle storie dei pazienti, dei loro sentimenti, della loro sofferenza.

Nella intervista abbiamo parlato anche delle storie dimenticate dei pazienti del manicomio cagliaritano di Villa Clara. Nonostante l’ospedale psichiatrico sia stato chiuso nel 1998 i fascicoli con le storie dei circa 16mila pazienti che in cento anni sono stati ricoverati in quell’inferno rischiano infatti di essere irrimediabilmente perdute.

Dopo essere stati trasferiti all’Archivio di Stato, i faldoni con tutti i fascicoli, che contengono oltre alle cartelle mediche anche lettere ed altro materiale personale, sono infatti accatastati da anni negli anditi dell’archivio a prendere polvere, in attesa che la carta si deteriori irrimediabilmente.

salute mentale
Giovanni Casula, educatore professionale e autore del libro Benvenuto in Psichiatria

Per provare a sensibilizzare le autorità regionali in modo che si possa destinare una piccola parte delle risorse pubbliche per un progetto di conservazione e classificazione di questi fascicoli ho proposto una petizione pubblica. Perché, come sentirete ascoltando l’intervista a Giovanni Casula, le storie dei matti sono storie che riguardano tutti noi. E tutti noi, a seconda delle inafferrabili variabili che condizionano l’andamento della nostra vita, siamo a rischio di pazzia.

Se volete anche voi firmare la petizione online il link è questo.

Buon ascolto!!!

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