Gentiloni a Cagliari: il precariato offende la dignità dei lavoratori

Il premier Gentiloni a Cagliari per la Settimana sociale riceve le quattro proposte del mondo cattolico per invertire la rotta dell’economia italiana

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L'intervento del premier Gentiloni a Cagliari

Un patto tra le generazioni per un lavoro degno e di qualità. E’ ciò che il mondo cattolico, riunito a Cagliari per la 48ma Settimana Sociale, ha chiesto questo pomeriggio al Governo italiano rappresentato dal premier Paolo Gentiloni. Un patto che prevede un ecosistema più favorevole per le imprese che vogliono creare posti di lavoro e una netta inversione di rotta dalla attuale economia che abbassa sistematicamente il livello dei diritti ad una cultura che premi finalmente la dignità dei lavoratori e il rispetto dell’ambiente. Perché il precariato senza futuro e senza diritti – come ha detto lo stesso Gentiloni a Cagliari – è una delle offese più terribili alla dignità del lavoro.

Il patto intergenerazionale, illustrato al premier dal vice presidente del Comitato scientifico della Settimana sociale Sergio Gatti, si è tradotto in quattro proposte concrete che vedono lo Stato non più come un mero esecutore delle leggi di mercato, ma come un interlocutore capace di influenzare il mercato con precise scelte etiche.

Il patto intergenerazionale per il lavoro

Rimettere il lavoro al centro dei processi formativi in modo da ridurre la disoccupazione giovanile, rafforzando il collegamento tra sistema dell’istruzione/formazione e mercato del lavoro. E’ questo il primo dei punti illustrati da Sergio Gatti. Spesso, durante l’assise cagliaritana, sono infatti emerse grandi preoccupazioni per il futuro delle giovani generazioni che rischiano di essere estromesse dai processi produttivi.

gentiloni a cagliari
I vertici del comitato monsignor Santoro e Sergio Gatti consegnano al premer un metro per misurare l’efficacia e l’efficienza dell’impegno: “le cose valgono nella misura in cui si realizzano”

Sempre ad una esigenza di guardare al futuro delle giovani generazioni risponde il secondo punto: canalizzare i risparmi nei Pir, Piani individuali di risparmio, in modo da favorire maggiormente le piccole imprese non quotate che rispondano a precise caratteristiche di coerenza ambientale e sociale e stimolare l’investimento dei patrimoni familiari delle generazioni adulte a favore di quelle più giovani.

Inoltre, terzo punto, dalla Settimana sociale parte la richiesta al Governo di cambiare completamente il paradigma del codice degli appalti inserendo tra le corsie preferenziali nell’assegnazione dei bandi parametri di responsabilità sociale, ambientale e fiscale certificati da un ente terzo, potenziando i criteri di sostenibilità ambientale e varando appositi programmi di formazione delle amministrazioni.

Infine pur tenendo conto delle scadenze e dei vincoli europei, il mondo cattolico riunito a Cagliari chiede al Governo di abbassare le aliquote IVA per le imprese che producono rispettando criteri ambientali e sociali minimi. Una misura a saldo zero per la finanza pubblica, utilizzabile anche per combattere le pratiche di dumping sociale e ambientale.

Ringraziando il premier Gentiloni per la sua presenza a Cagliari monsignor Filippo Santoro, presidente del Comitato, ha auspicato che dopo i momenti della denuncia e del lamento, si possa stabilire un dialogo con le istituzioni attraverso queste proposte concrete, in modo da invertire la rotta sul tema del lavoro.

L’intervento di Gentiloni a Cagliari

Siamo in una fase di ripresa economica, ma non dobbiamo enfatizzala pensando che le cicatrici della lunga crisi siano già rimarginate”, ha detto Gentiloni a Cagliari, commentando la notizia del miglioramento del rating dell’Italia deciso da Standard & Poor’s.

Non si mangia con il rating di Standard & Poor’s – ha aggiunto – ma sappiamo che l’immagine del Paese e delle nostre aziende è influenzata da queste dinamiche“.

Gentiloni a Cagliari
L’intervento del premier Gentiloni a Cagliari

Il premier ha sottolineato che però ripresa economica e occupazione non sono necessariamente sinonimi: “In Italia c’è sicuramente la possibilità di una ripresa con lavoro – ha detto -. Senza lavoro i valori fondamentali che sono alla base della nostra società faticano a resistere: la dignità, la famiglia, la comunità: per questo è fondamentale rimettere al centro il lavoro e vi ringrazio di averlo fatto”.

Uno dei drammi che l’Italia registra da tanto tempo è il precariato – ha aggiunto il premier Gentiloni a Cagliari – e “il precariato senza futuro e senza diritti è una delle offese più terribili alla dignità del lavoro. Ma la dignità del lavoro va difesa soprattutto quando il committente è lo stato come nel caso degli appalti pubblici: una delle proposte che arrivano da questa Settimana sociale più forti è quella di un cambio di paradigma dalla logica del massimo ribasso a quella della massima dignità: il nuovo codice appalti va proprio in questa direzione”.

Prendendo in prestito le parole di Papa Francesco che hanno dato il titolo all’evento dei cattolici, Gentiloni ha sottolineato che “il lavoro libero è innanzitutto un lavoro libero dalle forme più atroci di sfruttamento, che violano le leggi, il principio di umanità, dove non ci sia spazio per la pratica odiosa del capolarato in cui sono coinvolti 400mila lavoratori, in gran parte migranti. E’ una condizione che non possiamo abituarci a tollerare”. Da qui l’impegno a “rafforzare i controlli, favorire l’erosione e la repressione”, coinvolgendo i lavoratori, le organizzazioni agricole e i sindacali.

Il premier si è inoltre detto d’accordo anche con la richiesta di rafforzare il collegamento tra sistema dell’istruzione e mercato del lavoro, salvando in linea di principio l’alternanza scuola/lavoro che, nonostante le distorsioni venute alla luce ultimamente, se governato in maniera adeguata rimane uno strumento valido per avvicinare i ragazzi alle problematiche del mondo del lavoro.

Nel mondo della quarta rivoluzione industriale, qualcuno parla addirittura di quinta, il futuro del lavoro è una terra incognita rispetto alla quale bisogna predisporre strumenti di orientamento e di protezione in parte inediti – ha concluso Gentiloni a Cagliari -: bisogna dire un NO netto alla divisione tra èlites digitali e cosmopolite senza radici territoriali e lavoratori legati al territorio, sottopagati e costretti a svolgere mansioni indegne. Il lavoro del futuro non può essere diviso tra nomadi digitali e lavoratori che sul territorio fanno lavori sottopagati. La chiave – ha aggiunto – sta nella valorizzazione della nostra identità: non esiste un’identità senza radici e senza terra, e l’identità delle nostre industrie manifatturiere è fondamentale anche nell’epoca del lavoro 4.0”.

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