Funtanazza, via libera alla nuova Costa Smeralda

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Funtanazza

Una terrazza a poche centinaia di metri dal mare che sovrasta un albergo di super lusso, una settantina di bungalow immersi nella natura, stile Forte Village. E poi: piscine da sogno, campi da tennis e, in lontananza, parcheggi da raggiungere con le macchinine elettriche. Non siamo a Fantasilandia ma ad Arbus, nella Costa Verde. Precisamente a Funtanazza, la colonia marina dove all’inizio degli anni Cinquanta passavano le estati i figli dei minatori.

Così scrivevo sul Giornale di Sardegna del primo dicembre 2008. Pochi giorni prima Renato Soru – in una drammatica seduta del Consiglio regionale – si era dimesso dalla presidenza della Regione Sardegna, accusando una parte della sua maggioranza di non assecondare la sua battaglia per la tutela dell’ambiente. Erano passati solo pochi giorni dalle dimissioni di Soru e subito era nuovamente scoppiata la polemica sul suo vecchio progetto di utilizzare l’ex colonia estiva di Funtanazza per realizzare una sorta di nuova Costa Smeralda in salsa campidanese nella Costa Verde. Una polemica che aveva come protagonista indiscusso l’ex presidente della Regione Mauro Pili, cuore iglesiente, che già nel lontano 2005 – quando era ancora consigliere regionale di Forza Italia- aveva presentato un accurato dossier sulla questione Funtanazza (qui il servizio del collega della Nuova Sardegna Roberto Paracchini). Una battaglia che ha proseguito poi da deputato in Parlamento negli anni successivi.

La storia di Funtanazza

FuntanazzaUna storia complicata, quella di Funtanazza. A base di legge “salvacoste”, vincoli, Piano paesaggistico regionale, accordi di programma e intese tra la Regione sarda e il Comune di Arbus. Una storia fatta di acquisti e repentini passaggi di proprietà di un bene che, secondo il dossier di Pili, da pubblico sarebbe diventato in tal modo privato. Una storia di ricorsi al Tar, carteggi, inchieste parlamentari, denunce, battaglie ambientaliste e anche qualche viaggio in elicottero. Di interrogazioni ministeriali, cessioni fiduciarie (quando Soru era governatore, per scongiurare i conflitti di interesse) e annunci di vendita (spesso l’ex presidente Soru, dopo aver dichiarato di voler cedere l’area di Scivu alla Conservatoria delle Coste, oggi commissariata, ha dichiarato pubblicamente di voler vendere l’ex colonia marina di Funtanazza).

Eppure il progetto di quel mega albergo e di quei bungalow stile Fantasilandia è rimasto in piedi per circa dodici anni. Fino al recentissimo via libera definitivo della Regione al piano di recupero e di valorizzazione dell’ex colonia marina di Funtanazza.

L’assessorato regionale all’Ambiente ha dato il nulla osta alla realizzazione – da parte della società Riva di Scivu, amministrata dal fratello di Renato Soru, Emanuele – di un albergo di lusso e di una serie di abitazioni immerse nel verde con le cubature che a quanto pare saranno recuperate dalla demolizione di due piani dell’ex colonia marina di Funtanazza e di un paio di costruzioni sulla spiaggia.

Il progetto – secondo la Regione Sardegna, oggi governata dall’ex assessore al Bilancio della Giunta Soru, Francesco Pigliaru, a suo tempo uscito dall’esecutivo sbattendo la porta – è assolutamente coerente con le norme del Piano paesaggistico Regionale.

Resta da capire cosa è veramente successo in questi dodici anni e soprattutto cosa succederà adesso.

Il progetto della Riva di Scivu sarà, come affermano gli estimatori di Soru, una boccata d’ossigeno per un territorio in ginocchio? Servirà a portare nuovi posti di lavoro nel Sulcis Iglesiente?

Oppure, come affermano i suoi detrattori, questa è stata soltanto un’operazione speculativa orchestrata ad arte da chi, prima di diventare il paladino delle coste sarde e di promulgare la famosa legge “salvacoste”, è riuscito ad accaparrarsi a prezzi stracciati un paradiso in riva al mare da trasformare in un super resort a cinque stelle?

Il deputato Mauro Pili (che oggi ha abbandonato la casacca berlusconiana per fondare il movimento Unidos), stando al suo profilo Facebook, è assolutamente convinto che si tratti di una speculazione e parla di “pace fatta” tra Soru, oggi europarlamentare e segretario regionale del Pd, e il suo ex assessore più prestigioso. “Speculazione – scrive testualmente Pili su Facebook – la più becera, la più violenta. Quella che degrada il territorio, senza se e senza ma. Quella che quei signorotti, amanti dei giochi in borsa, dicevano di voler avversare a colpi di falce e martello. Funtanazza comprata a quattro soldi, rubata al patrimonio regionale per ignavia, deficienza e complicità della classe politica di allora, ora diventerà l’immagine vera di quella legge paesaggistica truffa”.

Pili auspica addirittura che Soru e Pigliaru lo querelino per quanto scritto su facebook. “Non vedo l’ora di poter spiegare ai giudici perché in Sardegna nel 2004 fu fatta una legge per favorire la speculazione, gli affari e la devastazione ambientale, compresa quella di chi l’aveva imposta distruggendo la Sardegna e pensando ai propri affari”.

Anche Renato Soru ha affidato ad un lungo post su Facebook la sua replica, smentendo le notizie di stampa che hanno parlato di 100 villette (“trattandosi in realtà di 50 bungalows, in tutto e per tutto ascrivibili alla pertinenza alberghiera e non di seconde case in vendita a privati“) e assicurando che le strutture saranno costruite rigorosamente oltre la fascia di 300 metri dal mare entro la quale la legge salvacoste vieta qualsiasi nuova costruzione. “Chi parla di speculazione o di “villette” sul mare – scrive Soru – mente sapendo di mentire, nel disperato tentativo di far dimenticare una gestione politica opaca e discrezionale che il PPR ha fortunatamente cancellato, stabilendo regole certe per tutti, a tutela dell’interesse collettivo dei sardi“.

Vedremo quali saranno gli sviluppi di questa vicenda che sicuramente non è destinata a finire così.

Quel che è certo è che a Funtanazza, dove per tanti anni i figli dei minatori sardi hanno trascorso le vacanze in colonia, tra poco sorgerà un prestigioso eco-resort a cinque stelle, con una cinquantina di bungalows immersi nel verde (rigorosamente oltre la fascia protetta di 300 metri dal mare). E, come in un colpo di scena in un telefilm di serie b, il padrone di casa, magari vestito con abito e cappello bianco, sarà proprio colui che ha imperniato tutta la sua attività politica sulla difesa a spada tratta delle coste sarde dagli assalti degli speculatori. La realtà spesso supera la fantasia.

In questo video risalente al 2008, che in questi giorni sta circolando su Facebook, è lo stesso Soru a spiegare ai giornalisti la questione Funtanazza.

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